Scuola e Ricerca: il public engagement per la cultura scientifica del futuro

Europe/Rome
Hotel Continental Terme

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Via Michele Mazzella, 70, 80077 Ischia NA
Luca Balletti (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Susanna Bertelli (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Caterina Boccato (Istituto Nazionale di Astrofisica), Maddalena De Lucia (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), Domenico Di Mauro, Maria Di Nezza (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), Maria Teresa Fulco (INAF), Livia Giacomini (Istituto Nazionale di Astrofisica), Pierluigi Paolucci (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Francesca Scianitti (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Stefano Sandrelli (INAF - IAU OAE Center Italy), Claudia Mazzanti (Consiglio nazionale delle Ricerche)
Description

Nel contesto di una società sempre più basata su conoscenza, tecnologia e sostenibilità, il dialogo tra la ricerca scientifica e il mondo della scuola riveste un ruolo fondamentale. La formazione scientifica dei giovani e l’interesse per la cultura tecnico-scientifica sono elementi chiave per lo sviluppo culturale e civile del Paese. 

Per questo motivo, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) propongono l’organizzazione di una conferenza nazionale dal titolo "Scuola e Ricerca: il public engagement per la cultura scientifica del futuro".


📄 Sottomissione degli abstract
Entro il 13 aprile 2026 ore 23:59 sarà possibile sottomettere uno o più abstract per le quattro sessioni parallele di martedì 12 maggio 2026.

Comunicazione degli esiti
Gli autori riceveranno comunicazione dell’esito della valutazione entro il 22 aprile 2026 (new).

📝 Registrazione alla conferenza

  • fino al 30 aprile 2026 (new): quota ridotta (early fee) di 250 euro

  • oltre il 30 aprile 2026: quota standard di 350 euro

  • per i docenti è prevista una quota di 50 euro 
    • sarà possibile pagarla con la carta docenti attraverso la piattaforma SOFIA
    • ID Iniziativa Formativa: 104403
      ID Edizione: 157218

 

La FEE comprende la cena sociale, la gita, i coffee break e gli spazi della conferenza.

Tutti gli eventi sono descritti nell'agenda e i dettagli dei costi nello spazio per la registrazione.

📝 Proceedings

Tutti gli articoli consegnati entro la scadenza del 15 settembre 2026 verranno pubblicati. Maggiori informazioni durante la conferenza.


Nell’ambito della conferenza saranno messi a disposizione spazi espositivi destinati a enti, editori e aziende interessate a presentare materiali didattici, strumenti e servizi rivolti al mondo della scuola e della ricerca.

Registration
Registrazione partecipanti
    • 1
      Registrazione alla conferenza
    • 2
      Sessione di giochi
      Speakers: Antonio Sidoti (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Maria Di Nezza
    • 20:00
      Cocktail/cena di benvenuto
    • Sessione Enti di Ricerca Lunedì Sala Phictusa

      Sala Phictusa

      Hotel Continental Terme

      Conveners: Livia Giacomini (Istituto Nazionale di Astrofisica), Susanna Bertelli (LNF)
      • 3
        Introduzione al Convegno
        Speaker: Pierluigi Paolucci (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 4
        Istituto Nazionale di Astrofisica
        Speaker: Caterina Boccato (Istituto Nazionale di Astrofisica)
      • 5
        Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
        Speaker: Francesca Scianitti (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 6
        Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
        Speaker: Maddalena De Lucia (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
      • 7
        Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
        Speaker: Luca Balletti (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
      • 8
        Question Time
    • 13:00
      Pranzo
    • 9
      Gioco e scienza: complessità, validazione ed etica nella progettazione di giochi educativi Sala Phictusa

      Sala Phictusa

      Hotel Continental Terme

      Negli ultimi anni il gioco ha assunto un ruolo crescente nei contesti educativi, attraverso approcci che spaziano dalla didattica ludica alla gamification, fino al game-based learning e al game design come pratica educativa. In questo quadro, il gioco viene spesso valorizzato per la sua capacità di promuovere la partecipazione attiva, la motivazione intrinseca e l'apprendimento esperienziale. Tuttavia, quando il gioco si propone di rappresentare o insegnare la scienza, emergono questioni epistemologiche ed etiche che richiedono una riflessione critica.
      Un gioco scientifico non si limita, infatti, a veicolare contenuti disciplinari, ma costruisce modelli di conoscenza e rappresentazioni della pratica scientifica. In questo senso, il game design può essere inteso come una forma di modellizzazione: attraverso regole, meccaniche e sistemi di ricompensa, il gioco seleziona, semplifica e traduce aspetti della ricerca scientifica, producendo visioni specifiche della scienza e dei processi di costruzione della conoscenza. Questo solleva interrogativi centrali per la didattica delle scienze: quali dimensioni della Nature of Science vengono rese visibili nei giochi educativi? In che modo le pratiche epistemiche della ricerca, come l’interpretazione dei dati, la costruzione di modelli, la negoziazione delle spiegazioni o la gestione dell’incertezza, possono essere rappresentate in forma ludica?
      Il contributo propone di discutere il gioco non soltanto come strumento didattico, ma anche come linguaggio narrativo e come modello di processo capace di rendere esperibili sistemi complessi. In questa prospettiva, la complessità scientifica non rappresenta necessariamente un limite per il game design, bensì una risorsa per esplorare le dinamiche epistemiche, sociali e istituzionali della pratica scientifica.
      A partire da una riflessione sviluppata all’interno del Game Science Research Center con i contributi di ricercatori, game designer ed esperti di didattica ludica, il contributo analizza alcune tensioni centrali nella progettazione e messa in opera di giochi educativi sulla scienza: il rapporto tra giocabilità e rigore scientifico, tra semplificazione e rappresentazione della complessità e tra motivazione ludica e responsabilità educativa. L’obiettivo è discutere possibili criteri epistemici ed etici per la progettazione e la validazione di giochi scientifici, interrogando il ruolo del gioco come spazio di esplorazione critica della scienza come pratica cognitiva, sociale e culturale.

      Speakers: Dr Andrea Ligabue (UniMore), Dr Sara Ricciardi (INAF)
    • Tavola Rotonda Sala Phictusa

      Sala Phictusa

      Hotel Continental Terme

      La scienza va a scuola, il punto di vista dei dirigenti e dei docenti.

      Conveners: Luca Balletti (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Susanna Bertelli (LNF)
      • 10
        Radio CoMVass

        Il CoMVass (Istituto Comprensivo Don Mario Vassalluzzo di Roccapiemonte), a partire dall’anno scolastico 2021/22, ha attivato nella S.S.I.G. una web-radio d’istituto denominata “Radio CoMVass” (https://sites.google.com/view/radiocomvass/home-page). La radio prevede delle dirette sul web tramite twitch e un sito (Radio CoMVass), che conserva i podcast. Da subito la radio è divenuta una visual radio.
        Lo scopo fondante di questa esperienza è educare gli studenti a reperire informazioni (principalmente dalla rete), discernere e trattare le informazioni, quindi restituirle, in un processo sostanzialmente basato sulla metodologia “Web Quest”.
        La nostra prima iniziativa a carattere scientifico è stata la proposta di realizzare un feet-bus, elaborata per l’evento “M’illumino di meno 2023”. Se ne può trovare traccia alla pagina “I nostri progetti”.
        Sin dall’inizio abbiamo attivato una sezione dedicata alla divulgazione scientifica, intervistando il Dott. Danilo Galluzzo dell’I.N.G.V. sul tema “vulcani e terremoti”, argomenti dei quali gli studenti si occupano al terzo anno.
        Dallo scorso anno abbiamo inoltre organizzato delle interviste verosimili a scienziati del passato, iniziando con Guglielmo Marconi. Quest’anno stiamo lavorando ad altre tre interviste: a Marie Curie, a Hedy Lamarr e a Samantha Cristoforetti; si è scelto infatti di evidenziare il ruolo delle donne nella ricerca scientifica, optando per tre personaggi femminili.
        Attraverso la piattaforma g-suite assegniamo i vari personaggi agli studenti, che li interpreteranno, questi fanno delle ricerche in rete e scrivono l’intervista a più mani tramite “documenti” di Google.
        Questa sezione, chiamata “Interviste alla Scienza” (https://sites.google.com/view/radiocomvass/interviste-alla-scienza) stimola gli studenti ad approfondire i temi scientifici con lo scopo di divulgarli all’interno di interviste vere o verosimili, rappresenta un valido compito di realtà ed incrementa il loro senso di self-efficacy.

        Speaker: Antonio Salzano (Istituto Comprensivo di Roccapiemonte (SA))
      • 11
        Cosmic School: fisica astroparticellare e citizen science per l'empowerment STEM

        Il sempre più incessante bisogno di sostenere l’accrescimento delle competenze STEM ha portato alla realizzazione del progetto “Cosmic School”, che coinvolge circa 1.800 studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado in Abruzzo, Campania e Basilicata. L’iniziativa permette loro di avvicinarsi al mondo della fisica e della ricerca scientifica coinvolgendoli in attività trasversali e all’uso di tecnologie di avanguardia.

        Sotto la guida di esperti dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS), Gran Sasso Tech (GST) e Gran Sasso Science Institute (GSSI), il laboratorio "Raggi Cosmici" coinvolge le classi in un percorso hands-on. Dopo un’introduzione teorica, gli studenti si dedicano alla costruzione di telescopi per la rivelazione dei raggi cosmici, trasformando concetti complessi in evidenze sperimentali tangibili. Questo approccio pratico stimola il rigore analitico e permette di vivere la scienza come un processo creativo di scoperta, basato sull'osservazione diretta della realtà fisica e sulle metodologie dei grandi Laboratori di Ricerca.

        A seguito della realizzazione del rilevatore di particelle, il percorso prevede una fase strutturata di rielaborazione e disseminazione delle competenze, attuata mediante attività di peer tutoring. In tale contesto, gli studenti coinvolti sono chiamati a trasferire ai pari le conoscenze e le abilità acquisite, contribuendo così a rafforzare i processi di apprendimento collaborativo e a favorire una più ampia circolazione del sapere all’interno della comunità scolastica.

        Questo percorso si integra con il modulo di “citizen science” curato da Fondazione Openpolis, dove la capacità di analizzare dati complessi diventa uno strumento di partecipazione civile.

        Ulteriore pilastro del progetto è il modulo di sensibilizzazione contro le discriminazioni di genere nelle materie STEM, volto a scardinare stereotipi e promuovere una partecipazione equa e consapevole delle studentesse nei percorsi scientifici d'eccellenza.

        Al termine del progetto, la strumentazione e le presentazioni restano in dotazione alle scuole per alimentare un ecosistema educativo fatto di interscambi di conoscenze tra pari. L’ampio interesse di docenti e alunni dimostra come un simile approccio possa diventare una metodologia di avanguardia per la futura didattica.

        Speaker: Emilia Marchitto (Liceo Scientifico "A. Einstein" Teramo)
      • 12
        Tavola Rotonda

        La scienza va a scuola, il punto di vista dei dirigenti e dei docenti.

        Speakers: Domenico Di Mauro, Livia Giacomini (Istituto Nazionale di Astrofisica), Luca Balletti (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Susanna Bertelli (LNF)
    • 16:40
      Foto di Gruppo
    • 13
      Incontri con le ditte del settore
    • Poster: I sessione di Poster Sala Phictusa

      Sala Phictusa

      Hotel Continental Terme

    • 20:00
      Cena Sociale da definire

      da definire

      da definire

    • 14
      Sala Nitrodi A
    • 15
      Sala Nitrodi B
    • 16
      Sala Phictusa
    • 17
      Sala Primavera
    • Sessione Talk martedì: Attività rivolte alla formazione dei docenti

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Susanna Bertelli (LNF)
      • 18
        La fisica per Under-14: il pendolo come strumento versatile per portare la storia della fisica in classe

        L’introduzione di concetti propri della fisica nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado presenta criticità ben note, riconducibili sia alla limitata disponibilità di strumenti matematici da parte degli studenti, sia alla frequente carenza di spazi che ad attrezzature laboratoriali assenti o inadeguate. A ciò si aggiunge, non di rado, un’impostazione manualistica degli argomenti da parte dei libri di testo, che ne riduce l’efficacia didattica e il potenziale coinvolgimento anche dei docenti stessi.
        In tale contesto, il pendolo si configura come uno strumento didattico particolarmente efficace e versatile. Esso è facilmente realizzabile, anche individualmente, con materiali di uso comune, è utilizzabile in contesti operativi minimi e senza la necessità di strumentazioni complesse. Dal punto di vista concettuale, consente di affrontare tematiche fondamentali della fisica con un livello di formalizzazione matematica accessibile agli studenti dei primi anni della scuola secondaria di primo grado; al contempo, si presta anche a un approccio qualitativo, volto a evidenziare le relazioni tra le grandezze fisiche coinvolte e la (in)dipendenza dei fenomeni dalle variabili del sistema.
        Ulteriore elemento di rilevanza è rappresentato dalla possibilità di sviluppare percorsi interdisciplinari, nei quali la fisica viene proposta anche attraverso la sua evoluzione storica. Il riferimento al contributo di Galileo Galilei e agli sviluppi successivi consente infatti di integrare l’approccio sperimentale con una dimensione narrativa, riconducibile a pratiche di story-telling didattico, particolarmente efficaci anche in contesti di apprendimento con studenti di età inferiore o con bisogni educativi speciali.

        Speaker: Dr Valentina Penza (I.C. Gigi Proietti - Roma; Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 19
        Escape room per insegnare le STEM: un’esperienza di formazione docenti

        Contesto e Obiettivi: il progetto maSTEM game dell’Università degli Studi di Torino ha creato Escape Room come strumenti originali di insegnamento delle STEM e comunicazione della ricerca scientifica integrati con lingua straniera e contenuto disciplinare (CLIL, Content and Language Integrated Learning). Il progetto ha recentemente proposto e svolto un corso di formazione per insegnanti inserito nel catalogo CeSeDi (Centro servizi didattici della Città metropolitana di Torino) per promuovere la diffusione di modelli di insegnamento alternativi alla didattica tradizionale che stimolino l’interesse, il coinvolgimento degli studenti, il cooperative learning, favorire la comprensione delle discipline STEM e lo sviluppo di competenze in lingue straniere in ambito disciplinare, rendere consapevoli gli studenti sulla rilevanza delle STEM per la comprensione del mondo in cui vivono e per il loro utilizzo in contesti quotidiani reali.
        Materiali e Metodi: il corso di formazione ha raggiunto il numero massimo previsto di partecipanti (14), provenienti dalla città e dalla prima cintura: 4 docenti della scuola secondaria di primo grado, 9 della secondaria di secondo grado e 1 tecnico universitario.
        Il corso ha previsto 4 incontri:
        Incontro 1 (2 ore): presentazione del progetto, della metodologia CLIL e game-based learning;
        Incontro 2 e 3 (2.5 ore ciascuno): i docenti hanno giocate a due escape room in ogni incontro (su antibiotico resistenza, medicina veterinaria, raggi X, adroterapia) e hanno approfondito tali temi. Dopo il secondo e il terzo incontro sono stati lasciati dei kit agli insegnanti per riprodurre le escape room in classe, compreso un libretto di istruzioni in cui sono spiegate passo per passo tutte le attività/giochi di ogni escape room e ci sono i riferimenti per gli approfondimenti delle tematiche di ogni escape room
        Incontro 4 (3 ore): restituzione delle esperienze svolte in classe, co-progettazione di attività future.
        Risultati: i docenti coinvolti hanno partecipato con entusiasmo alla proposta, coinvolgendosi attivamente nell’adattamento delle escape room alle esigenze logistiche e didattiche delle classi a cui si rivolgevano. Ne sono emersi spunti molto interessanti e possibilità di progettazione di nuove attività.

        Speaker: Prof. Anna Vignati (Dipartimento di Fisica, Università degli Studi di Torino e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 20
        Il “Progetto A Scuola di Protezione Civile” : un percorso di educazione e comunicazione circolare del rischio in Calabria.

        Letteratura ed esperienza ci insegnano che il rischio non si governa semplicemente trasferendo informazioni: senza il coinvolgimento attivo delle comunità nei processi di comprensione, interpretazione e gestione dei rischi, le strategie educative rimangono astratte e producono effetti limitati sui comportamenti individuali e collettivi. Il presente contributo propone una riflessione sul lavoro che, nell’ambito di un progetto di educazione al rischio promosso dal Dipartimento di Protezione Civile della Regione Calabria, portiamo avanti con le scuole primarie e secondarie di primo grado dal 2021. Il progetto, intitolato “A scuola di Protezione Civile” e nato dall'esperienza maturata in più di venti anni di attività del Progetto EDURISK, ha coinvolto parecchie migliaia di alunni e molte centinaia di insegnanti calabresi. Grazie all’esperienza maturata ci siamo convinti del fatto che per essere efficaci non possiamo limitarci a comunicare i rischi, ma dobbiamo dialogare con insegnanti e ragazzi, per costruire insieme un immaginario e una conoscenza radicati e condivisi dei rischi così come dei modi per ridurli. Per questo abbiamo progettato e realizzato un percorso educativo basato su momenti di scambio ed attivazione continui (laboratori, interviste, giochi), nel quale le conoscenze dell’equipe scientifica si confrontano con quelle di docenti, ragazzi e famiglie, in un processo di reciproco arricchimento, finalizzato non solo ad educare al rischio le comunità coinvolte, ma anche a raccogliere memorie, esperienze ed idee. Questo ci ha permesso di allargare i nostri stessi saperi scientifici e pedagogici, rielaborando di anno in anno il percorso educativo sulla base dei contributi via via ottenuti.

        Speaker: Dr Flaminia Brasini (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
      • 21
        In dialogo: il diritto ambientale come strumento di formazione condivisa tra mondo della ricerca e scuola

        I docenti delle scuole superiori si trovano oggi a dover trattare in aula temi — sostenibilità, cambiamenti climatici — che evolvono più velocemente di quanto i libri di testo riescano ad aggiornarsi. E lo fanno spesso soli, con poche ore a disposizione e la sensazione che la ricerca scientifica parli di loro, ma raramente con loro.
        Il progetto "Educazione ambientale e diritti umani" dell'ISGI-CNR, attivo dal 2021, nasce come tentativo di invertire questa direzione. Ogni percorso prevede una fase di co-progettazione con i docenti: un confronto preliminare per calibrare linguaggi e strumenti sul curricolo in corso, costruendo una relazione che non si esaurisca con una lezione. I docenti non sono destinatari del progetto, ma co-autori.
        Tra gli strumenti sperimentati in oltre cinquanta classi tra il 2021 e il 2025 — simulazioni decisionali, peer tutoring con studenti universitari, attività outdoor e game-based learning — alcuni hanno mostrato una buona trasferibilità autonoma, altri si sono rivelati troppo dipendenti dalla presenza del ricercatore, e su questo il progetto è ancora al lavoro.
        Un asse più recente incorpora nei percorsi didattici la riforma degli artt. 9 e 41 della Costituzione (2022) e la Legge 167/2025, che introduce la Valutazione di Impatto Generazionale come strumento obbligatorio per le politiche pubbliche, traducendole in strumenti concreti per far ragionare gli studenti sulle basi conoscitive delle scelte che ricadranno su di loro.
        Il talk presenta i casi reali del progetto e apre una discussione su una domanda ancora irrisolta: quali condizioni rendono sostenibile nel tempo una collaborazione tra scuola e ricerca, al di là della buona volontà dei singoli? Il portale dirittoambientale.eu — risorsa open access co-costruita con gli studenti universitari e già utilizzata autonomamente dagli insegnanti — verrà presentato come prima risposta concreta a questo interrogativo e come strumento a disposizione di chi voglia sperimentare un modello simile.

        Speaker: Dr Andrea Crescenzi (Istituto di Studi Giuridici Internazionali (CNR-ISGI))
      • 22
        "Quantum Science and Technology for High Schools": una scuola di formazione per docenti della scuola secondaria

        “Quantum Science and Technology for High Schools” è una scuola di formazione per docenti della scuola secondaria di II grado che si propone di fornire ai partecipanti un’introduzione ai concetti fondamentali della Meccanica Quantistica (MQ) in una prospettiva moderna e interdisciplinare, improntata alle più recenti ricerche nell’ambito dell’informazione e della computazione quantistica. Il programma del corso prevede lezioni frontali, laboratori, sessioni di gioco e momenti di discussione aperta sull’insegnamento della fisica moderna, per una vera e propria immersione nel mondo della scienza e della tecnologia quantistica. La prima edizione, tenutasi dal 14 al 18 luglio 2025 presso la Scuola di Alta Formazione di Volterra, è stata sostenuta dal National Quantum Science and Technology Institute e ha visto la partecipazione di oltre 40 docenti provenienti da 30 scuole distribuite su tutto il territorio nazionale.

        In questa comunicazione descriveremo la progettazione del corso, l'implementazione e i risultati conseguiti in termini di comprensione della MQ, engagement e motivazione da parte dei docenti coinvolti. Uno dei risultati più rilevanti della scuola è stata la formazione di una comunità di pratica formata da alcuni dei docenti partecipanti e alcuni dei formatori, che continuano a supportare a distanza i docenti intenzionati a integrare la MQ nelle loro attività didattiche.

        Speaker: Alessandro Amabile (Università degli Studi di Napoli Federico II)
      • 23
        L’insostenibile incertezza dell’essere: misure, modelli, scenari e petardi

        Che cosa lega climatologia e geofisica? Lo studio di fenomeni complessi porta a confrontarsi con l’incertezza delle misure e dei modelli teorici. Quando i fenomeni hanno un impatto sulle persone, come nel caso dei cambiamenti climatici o dei fenomeni geologici, la stima dell’incertezza ha conseguenze tangibili e diventa un elemento importante nella gestione dei rischi e nel processo decisionale necessario alla loro mitigazione. Ciò nonostante, resta spesso un concetto elusivo, difficile da affrontare in classe.

        Qui presentiamo un percorso sviluppato nell’ambito del Piano Lauree Scientifiche, che affianca un approccio concettuale, centrato sui cambiamenti climatici, con attività pratiche, sviluppate in ambito vulcanologico.

        L’approccio concettuale si radica nella ricerca di Didattica della Fisica che mette al centro il ruolo del future thinking per gestire problemi complessi e gravati da incertezze di diversa natura: epistemica, legata alla costruzione di modelli e ai processi di misura; aleatoria, legata alla variabilità dei processi climatici; riflessiva, legata al comportamento umano e alla capacità di modificare il proprio agire futuro.
        L’esperienza pratica si innesta in questo contesto teorico e sfrutta piccoli petardi a strappo: aumentando la tensione applicata alla miccia, simuliamo l’approssimarsi di un evento avverso. Ai ragazzi, il compito di valutare l’evoluzione della “crisi”.

        L’esperienza tocca diversi elementi cruciali nello studio dei rischi naturali: dalla raccolta e analisi dei dati, all’elaborazione di scenari in condizioni di incertezza. In un contesto epistemologicamente ricco, l’esperienza diretta di un evento intrinsecamente incerto permette agli studenti di toccare con mano la difficoltà di trasformare la conoscenza del fenomeno (tirando la miccia, il petardo scoppia) in una previsione (quando scoppierà esattamente?).

        L’esperienza offre numerosi spunti per discutere di scienza e incertezza, di rischi, di mitigazione e di processi decisionali.

        Speakers: Micol Todesco (INGV - Sezione di Bologna), Lorenzo Miani (DIFA, Università di Bologna)
    • Sessione Talk martedì: Giocare con la scienza

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Livia Giacomini (Istituto Nazionale di Astrofisica)
      • 24
        Esperienze di un gioco di ruolo sulla formazione di gruppi di ricerca in classi di licei

        Questo contributo vuole descrivere alcune esperienze di giochi di ruolo realizzati in classi di liceo classico e scientifico per simulare l'attività di un gruppo di ricerca e far emergere eventuali stereotipi di genere.
        Ai ragazzi chiediamo di dividere la classe in due gruppi di ricerca focalizzati su due progetti scientifici (il progetto verrà definito nelle sue linee generali in modo che i ragazzi possano immedesimarsi e sarà scelto tra temi di ricerca astrofisica e fisica sperimentale attuali). I gruppi devono essere formati e organizzati dai ragazzi stessi secondo questa struttura: persona che dirige e coordina il gruppo, persona che ha ruolo di segreteria scientifica, persone che propongono e strutturano la soluzione del problema, persone che eseguono i calcoli e producono i risultati teorici, persone che eseguono gli esperimenti in laboratorio, persona che tiene i tempi dell’esecuzione e che acquista gli strumenti e i materiali necessari. Nei gruppi ragazze e ragazzi devono essere egualmente distribuiti.

        Formati i gruppi, segue la discussione (chi sono i leader, chi i segretari, come si organizzano le ragazze etc…. )
        • Analisi della struttura dei gruppi in termini di genere
        • Discussione sulle caratteristiche personali che la persona deve possedere per ognuno dei ruoli
        • Come si conciliano queste caratteristiche con i due generi maschile e femminile?

        Infine ognuno dei due gruppi presenterà il proprio progetto ad un ideale comitato per ottenere i finanziamenti.
        Lo scopo de gioco è : sperimentare l'esperienza di vivere un gruppo di ricerca, discutere sui problemi eventuali legati a stereotipi di genere connessi ai ruoli nel gruppo, capire l'importanza della collaborazione all'interno del gruppo.

        CHIEDIAMO AI RAGAZZI UN PRODOTTO CHE DOCUMENTI QUESTO LAVORO.
        Ad esempio un poster, da esporre in sedi opportune. Una data interessante può essere l’11 febbraio, la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza

        Speaker: Dr Anna Curir (INAF)
      • 25
        “Fotonica in Gioco”: game design per il public engagement e l’apprendimento STEAM

        Il Game Design Based Learning (GDBL) è un approccio educativo che utilizza la progettazione di giochi come strumento di apprendimento attivo. La letteratura ne evidenzia l’efficacia nel promuovere comprensione profonda, problem solving, pensiero critico e coinvolgimento, anche grazie alla dimensione collaborativa e alla necessità di tradurre concetti astratti in regole e meccaniche.
        In questo contesto si inserisce “Fotonica in Gioco”, un concorso nazionale per scuole secondarie di secondo grado organizzato dall’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche. L’iniziativa coinvolge classi e studenti nella progettazione e realizzazione di prototipi di giochi da tavolo educativi su temi assegnati. Nelle cinque edizioni svolte (2015–2025), circa 1000 studenti provenienti da tutto il territorio italiano hanno partecipato, realizzando quasi 100 giochi originali.
        I temi proposti (ad es. “Luce e Fotonica”, “Sfide”, “Trasformazioni”, “Guardare oltre”) sono stati intenzionalmente ampi per favorire la multidisciplinarità e la partecipazione di scuole di diverso indirizzo, non limitata a quelle a orientamento scientifico o tecnico. La collaborazione con il “Premio Archimede”, concorso internazionale per autori di giochi da tavolo, ha inoltre favorito l’interazione con esperti del settore.
        L’esperienza ha contribuito allo sviluppo di pratiche didattiche basate sul gioco in diversi contesti scolastici e ha supportato attività di divulgazione scientifica in contesti informali, quali festival ed eventi pubblici (Festival della Scienza di Genova, Salone del Libro di Torino, Lucca Comics & Games).
        Il contributo presenta e discute questa esperienza come caso di studio di utilizzo del GDBL per la didattica e il public engagement nelle discipline STEAM, evidenziandone potenzialità e criticità.

        Speaker: Dr Fabio Chiarello (CNR-IFN)
      • 26
        Memory game La scienza? Un gioco da ragazze!

        Il divario di genere nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics) rappresenta una sfida ancora aperta: i dati Almalaurea confermano che la presenza femminile è sensibilmente inferiore a quella maschile in ambiti quali fisica, informatica e ingegneria industriale e dell'informazione, nonostante le studentesse registrino spesso percorsi accademici più brillanti. Questa disparità affonda le radici in stereotipi e condizionamenti socio-culturali che agiscono sin dall'infanzia, creando barriere invisibili ma resistenti.
        Per scardinare questi pregiudizi, abbiamo scelto di portare le biografie e le scoperte di scienziate più e meno famose nelle scuole primarie, offrendo a bambini e bambine modelli virtuosi a cui ispirarsi per il proprio futuro. Per rendere queste storie più coinvolgenti abbiamo usato un gioco comune: un Memory Game (a grandezza naturale).
        Il gioco, ideato da un collettivo di ricercatrici e ricercatori dell'Università di Pavia per la Notte dei Ricercatori 2021, è realizzato in legno e plexiglass, è completamente smontabile e trasportabile ed è dotato di carte magnetiche. Le illustrazioni, curate da Paolo Francescutto, ritraggono 36 scienziate e le loro scoperte: ogni volta che bambini e bambine trovano la coppia, la storia della protagonista viene raccontata con un linguaggio semplice ma rigoroso.
        Realizzato presso l'Officina del Dipartimento di Fisica dell’Università di Pavia e dell'INFN Sezione di Pavia, grazie in parte al contributo Fondazione Cariplo (2022-1317) e in parte contributi privati, il progetto ha già raggiunto oltre 20 scuole, 14 biblioteche e 7 librerie, 2 musei, 5 festival nel Nord Italia, con un significativo impatto sia in termini di studenti raggiunti che di aumento della consapevolezza del tema della parità di genere nelle STEM attraverso approfondimenti e restituzioni sotto forma di disegni, podcast e ricerche.

        Speaker: Ilaria Canobbio (Università degli Studi di Pavia)
      • 27
        Percorsi di consapevolezza del rischio sismico

        Discutere della gestione del rischio sismico in ambiente urbano è una questione complessa che coinvolge molteplici attori, diverse discipline e interessi delle comunità sulle questioni centrali che caratterizzano le nostre città, sia in una governance ordinaria che straordinaria del territorio. Argomenti che trovano scarsamente spazio nella didattica scientifica, sia nelle scuole che nel più ampio contesto della società civile, nonostante le maggiori organizzazioni internazionali sul tema raccomandino da tempo l’introduzione di strategie di comunicazione innovative per promuovere una cultura della prevenzione.
        In questo quadro i serious games sono stati ampiamente riconosciuti come strumenti efficaci nell’ambito educativo, in particolare per promuovere e incoraggiare la partecipazione dei cittadini alle questioni ambientali e territoriali.
        Questo contributo presenta "Sismopoli", un laboratorio basato su un gioco da tavolo multiplayer, incentrato sulla riduzione del rischio sismico alla scala urbana, come strumento per rendere più gestibili e comprensibili problematiche complesse. L'esperienza di gioco si inserisce in un percorso formativo più ampio, volto a stimolare processi di conoscenza che guardano al territorio come bene comune, in cui la riduzione del rischio rappresenta una componente cruciale. L'obiettivo della proposta qui presentata è quello di contribuire al dibattito esplorando come una metodologia di apprendimento basata sul gioco possa influenzare i processi di consapevolezza della comunità su questioni prioritarie nei contesti urbani.
        Il gioco, testato con studenti dai 16 anni in su, è adatto anche ad un pubblico più ampio e con diversa formazione scientifica.
        Dopo una prima valutazione di giocabilità, attualmente è in corso la fase di implementazione più direttamente connessa alla ricerca, volta a valutare l'effettiva efficacia di Sismopoli come strumento mirato all’aumento della consapevolezza del rischio: un laboratorio strutturato in un percorso FSL (Formazione Scuola Lavoro) è stato ad oggi proposto in due scuole della Regione Lazio - nell'ambito del progetto istituzionale "Roma scuola aperta - Mappa della città educante 2024-2025/2025-2026" - dove, attraverso la somministrazione di un questionario pre e post attività, sono state avviate le prime valutazioni.

        Speaker: Margherita Giuffrè (Istituto di geologia Ambientale e Geoingegneria (IGAG) - Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR))
      • 28
        “I primi venti minuti”: il Big Bang in un gioco da tavolo

        Raccontare la nascita dell’Universo è una sfida affascinante. Farlo attraverso un gioco da tavolo lo è ancora di più, richiedendo equilibrio tra rigore, meccaniche funzionali e accessibilità. Il talk ripercorre la progettazione di "I Primi 20 Minuti", gioco nato per far vivere i primi venti minuti dopo il Big Bang, sviluppato per il progetto GAME dell’INFN.
        Il cuore del talk è la tensione creativa e scientifica: come tradurre in azioni di gioco concetti astratti come il confinamento di colore o la nucleosintesi, senza banalizzare la fisica? La nostra soluzione: incorporare la fisica non nell’ambientazione, ma direttamente nelle regole.
        Tre esempi chiave. Primo: la formazione di protoni e neutroni. I giocatori non acquisiscono nucleoni direttamente, ma combinano quark rispettando colori e sapori della cromodinamica quantistica. Solo con un quark up e due down (o viceversa) nello stato di colore corretto, il nucleone si stabilizza.
        Secondo: le forze fondamentali come strumenti di gioco. La forza forte cambia il colore dei quark per la neutralità di colore. La forza debole trasforma il sapore (up↔down), simulando il decadimento beta. La forza elettromagnetica produce energia per le azioni.
        Terzo: l’asimmetria materia-antimateria come spartiacque. Il gioco ha due fasi: prima coesistono in perfetta equità; al quinto turno l’antimateria scompare, emulando l’annichilazione che lasciò solo poche particelle di materia “spaiate”.
        Il talk non nasconde le difficoltà: i compromessi quando la giocabilità ha prevalso sull’accuratezza, e il confine tra semplificazione didattica e rischio di distorsione scientifica. Infine, la ricezione del pubblico: dai playtester occasionali agli appassionati di fisica, analizzeremo cosa ha funzionato nell’insegnare e incuriosire, e le lezioni apprese su come la scienza si possa comunicare attraverso il linguaggio universale del gioco.

        Speaker: Antonio Sidoti (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 29
        The Glider's Game: un esempio di co-progettazione di un gioco da tavolo scientifico-educativo.

        The Glider’s game è un gioco scientifico realizzato da ricercatori in collaborazione con studenti ed insegnanti, con lo scopo di diffondere la cultura dell’Oceano, il valore della scienza aperta e della condivisione dei dati.
        Il progetto, che si è svolto nell’ambito di un percorso di Formazione Scuola Lavoro durante un anno scolastico, ha coinvolto due scuole che hanno collaborato alla progettazione di un gioco da tavolo e di una app.
        Per l’Istituto di Istruzione Superiore Capellini-Sauro, il percorso didattico ha previsto cinque lezioni, tra cui anche laboratori, per approfondire il contesto scientifico di ricerca in cui si sviluppa il gioco. La fase operativa del progetto si è sviluppata in due diverse attività durante dieci incontri pratici:
        Attività 1 - co-progettazione del gioco da tavolo, delle regole, dei contenuti e primi play-test;
        Attività 2 - co-progettazione e realizzazione della app e primi play-test.
        Per il Liceo Artistico Caravillani, è stata fatta una lezione introduttiva per presentare l’idea, il regolamento del gioco e il contesto scientifico di riferimento. Gli studenti hanno poi elaborato singolarmente i contenuti grafici del gioco come carte, plance di gioco, tabellone, …
        Il gioco simula l’utilizzo di un veicolo autonomo subacqueo, il Glider. Sia nel gioco da tavolo che nella app i giocatori vestono i panni di ricercatori, piloti Glider, che hanno l’obiettivo di portare a termine delle missioni oceanografiche per studiare fenomeni come l’acidificazione dei mari, la stratificazione, il riscaldamento globale, …. L’obiettivo dei giocatori è quello di acquisire dati, attraverso meccaniche di gioco collaborative e competitive. Ma per vincere il gioco occorre anche pubblicare i dati e renderli disponibili all’intera comunità scientifica.
        Grazie a questo progetto, il Capellini-Sauro ha ricevuto la certificazione EUBLUESCHOOL. Il gioco sarà presentato alla Giornata del Mare alla Spezia, nel progetto Nautici in Blu e all’evento Bologna Play.

        Speaker: Marina Locritani (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
    • Sessione Talk martedì: Luoghi, linguaggi e strategie per valorizzare la scienza

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Francesca Scianitti (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 30
        Percorsi laboratoriali per le materie STEM: alla ricerca di un diverso modo di insegnare

        Lo scopo di questo intervento è descrivere un percorso sviluppato dal 2020 all’Università Politecnica delle Marche per studentesse e studenti in ingresso in IV e V superiori. Strutturato in 2 settimana, il corso prevede 40 ore di chimica, fisica, informatica e matematica presentate con un taglio laboratoriale, per massimizzare il coinvolgimento e l’interesse. Le ragazze devono essere almeno il 60% dei partecipanti, in modo da creare un ambiente inclusivo: il progetto ha vinto un bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento delle Pari Opportunità per ridurre le disparità di genere in ambito STEM. Il successo dell’iniziativa (100 domande per 20 posti disponibili) ha fatto sì che l’ateneo abbia scelto di proseguire con fondi propri, aumentando negli anni i posti fino a 50. Un aspetto cruciale della proposta didattica è la metodologia di lavoro: si tratta di un’attività laboratoriale, arricchita da una base teorica, in cui la platea svolge un lavoro di gruppo e il confronto e la discussione con il corpo docente sono continui. In particolare, in matematica i partecipanti vengono istruiti a diventare designer di materiali digitali, usando il software gratuito Geogebra, che permette loro di progettare e implementare file per lo studio della materia. Questa attività li rende protagonisti di un apprendimento più maturo e significativo e fa sì che acquisiscano una prospettiva e una consapevolezza nuove sui temi trattati. Il fatto di diventare creatori di un manufatto digitale permette infatti una comprensione più approfondita degli argomenti affrontati perché comporta un radicale cambiamento di punto di vista che costituisce uno degli obbiettivi cruciali del percorso. Un approccio analogo è stato usato anche per un PCTO di matematica di 80 ore; la maggior durata ha permesso di approfondire anche aspetti più teorici del software, fra cui l’esplorazione di concetti matematici e il coordinamento di varie rappresentazioni degli oggetti.

        Speaker: Prof. Chiara de Fabritiis (Università Politecnica delle Marche)
      • 31
        Dal cielo agli ecosistemi: il Lilium Stargazer Festival tra astronomia e biodiversità.

        Il Lilium Stargazer Festival (agosto 2025) è un progetto di divulgazione astronomica integrata che connette planetari, associazioni, istituzioni e pubblico in un ecosistema di pratiche scientifiche e culturali. L’intervento ne presenta progettazione, implementazione e risultati, evidenziandone il potenziale nel dialogo tra scuola, ricerca e territorio.

        Le attività, sviluppate nel contesto della Sila, hanno utilizzato l’ambiente montano come laboratorio interdisciplinare per l’educazione scientifica. I partecipanti sono stati coinvolti nel riconoscimento degli habitat di interesse comunitario (Direttiva 92/43/CEE), nell’identificazione delle essenze autoctone e nell’analisi delle dinamiche legate alle specie invasive.

        Il cambiamento climatico è stato affrontato attraverso la deduzione degli effetti di shift altitudinali e latitudinali nella distribuzione di habitat e specie, sulla base di dati di monitoraggio ecologico e serie temporali. Sono stati introdotti i contributi della ricerca ecologica a lungo termine (LTER) e del programma internazionale GLORIA, che, tramite un approccio multi-vetta, analizza le variazioni della biodiversità negli ambienti montani e gli effetti del riscaldamento globale sugli ecosistemi d’alta quota.

        Parallelamente, le forzanti astronomiche sono state presentate come driver fondamentali nella distribuzione della biodiversità, promuovendo una lettura sistemica delle relazioni tra processi astronomici ed ecosistemi terrestri. L’integrazione tra osservazioni del cielo, attività esperienziali e educazione ambientale ha favorito un apprendimento immersivo e orientato allo sviluppo di competenze scientifiche.

        L’intervento restituisce dati di partecipazione, evidenze qualitative e buone pratiche replicabili in ambito scolastico, proponendo i planetari e le reti territoriali come hub per modelli sostenibili di educazione interdisciplinare.

        Speaker: Umberto Rossini (Centro Studi Lilio per la Scienza e l'Astronomia ETS - Parco Astronomico "Lilio")
      • 32
        Il Museo di Geoscienze di Rocca di Papa: dove si incontrano Scuola & Scienza

        Il Museo di Geoscienze di Rocca di Papa (MuGeos), promuove attività di divulgazione scientifica e didattica nell’ambito della Terza Missione dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), finalizzata alla diffusione della Conoscenza. Fondato nel 1886 come Osservatorio Geodinamico, il MuGeos è ubicato nel centro del distretto vulcanico dei Colli Albani, un complesso vulcanico quiescente, la cui ultima attività eruttiva risale a circa ventimila anni fa. Dal 2022 il MuGeos ha svolto attività rivolte alle scuole sviluppando un’offerta didattica strutturata e accogliendo migliaia di studenti provenienti da istituti di ogni ordine e grado, dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado. L'attività con gli studenti si articola in un percorso guidato interattivo e coinvolgente attraverso la scoperta del sistema Terra, con particolare attenzione alla missione dell’INGV e all’approfondimento di fenomeni quali terremoti, vulcani, geomagnetismo e cambiamenti climatici. Vengono inoltre illustrate agli studenti le attività di monitoraggio sismico e vulcanico in Italia. Una parte importante della visita è dedicata al vulcano dei Colli Albani ed ai rischi ad esso associati; materiali audiovisivi e una litoteca ne raccontano l'evoluzione, mentre un tavolo touch screen offre una visualizzazione tridimensionale della sua morfologia. Per le ultime classi delle scuole secondarie di secondo grado sono previsti approfondimenti tenuti da ricercatori esperti su tematiche specifiche non affrontate in classe con l’obiettivo di favorire l’orientamento verso percorsi universitari nelle discipline STEM. I feedback raccolti di tutte le attività del MuGeos evidenziano un elevato gradimento e una partecipazione continuativa da parte delle scuole del territorio. Inserito nel contesto dei Castelli Romani, il MuGeos rappresenta un presidio culturale e scientifico di riferimento per l’area romana che favorisce la connessione tra patrimonio geologico locale, ricerca e cittadinanza.

        Speaker: Laura Colini (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
      • 33
        Level Up. Il ponte tra ricerca e scuola: il caso Sparkle

        Come può la ricerca di frontiera trasformarsi in uno strumento didattico accessibile ed efficace? Il talk presenta l'esperienza di Level Up srl, una realtà nata dalla visione di un gruppo di dottorandi in Fisica dedicati allo studio in Didattica e Comunicazione della Fisica. Fondata come startup con il patrocinio dell'Università di Trento, Level Up si pone oggi come l’anello di congiunzione strategico tra il mondo della ricerca scientifica e quello della scuola.
        Durante l'intervento verrà esposto il percorso che ha portato il team dal laboratorio all'impresa, focalizzandosi sulla metodologia di co-design che guida lo sviluppo dei nostri materiali. Cuore del talk sarà la presentazione del caso studio Sparkle, un progetto d'eccellenza che vede la collaborazione sinergica tra FBK (Fondazione Bruno Kessler), UniTrento, UniVerona e 12 istituti scolastici distribuiti tra Trentino e Veneto. Attraverso Sparkle, mostreremo come nasce l'ideazione di un kit a basso costo e di come la collaborazione tra enti di ricerca e territorio possa generare un impatto reale sulla formazione scientifica delle nuove generazioni.

        Speaker: Giuliano Zendri (Level Up srl)
      • 34
        Natura in città: Un parco urbano come laboratorio a cielo aperto per educare alla biodiversità

        L’utilizzo dei parchi urbani come laboratori a cielo aperto rappresenta una strategia efficace per avvicinare gli studenti alla biodiversità e ai processi ecologici tramite esperienze dirette e coinvolgenti. Le attività svolte nel parco di Villa Corridi (Livorno), presso il quale hanno sede le scuole partecipanti, mostrano come un’area verde pubblica possa diventare un contesto educativo privilegiato per osservare ed esplorare la biodiversità applicando il metodo scientifico. Il percorso ha affrontato sia la biodiversità strutturale, con il riconoscimento di piante e la realizzazione di erbari, sia quella funzionale, tramite rilievi ecofisiologici con strumenti portatili. L’analisi della risposta della vegetazione alle condizioni ambientali è stata arricchita dai dati della stazione meteo installata sul tetto della scuola, collegando clima locale e funzionalità ecologica del parco. Questo approccio ha permesso agli studenti non solo di conoscere le specie che vivono nel parco, ma anche di comprendere come esse funzionino e reagiscano all’ambiente. Gli alunni hanno inoltre assunto il ruolo di reporter scientifici, somministrando questionari agli utenti del parco per indagare la percezione dei servizi ecosistemici e le preferenze sulla gestione del verde urbano, ampliando il percorso verso l’ecologia sociale. Le attività, dalla raccolta alla discussione dei dati, hanno favorito un apprendimento attivo, nel quale gli studenti formulano ipotesi, effettuano misurazioni, interpretano informazioni e collaborano tra loro. Integrando gioco, esplorazione e metodo scientifico, il modello rende la scienza accessibile e stimola curiosità, pensiero critico e consapevolezza ambientale. L’esperienza dimostra come anche giovani studenti possano contribuire alla raccolta di dati affidabili e propone un modello replicabile di educazione scientifica all’aperto, capace di collegare scuole, ricerca e cittadinanza attiva, valorizzando il ruolo dei parchi urbani come spazi educativi.

        Speaker: Andrea Scartazza (CNR-IRET)
      • 35
        MiniNOI: il parco tecnologico come spazio di educazione scientifica informale

        Cosa succede quando un parco tecnologico apre le porte ai bambini? Dal 2018, il NOI Techpark di Bolzano risponde a questa domanda con MiniNOI, un programma di educazione scientifica informale rivolto a bambine e bambini dai 6 ai 14 anni. Attraverso due linee complementari — Science Club (workshop nel fine settimana) e MiniNOI for Schools (laboratori gratuiti per le scuole) — il progetto ha coinvolto oltre 11.000 partecipanti in sette anni di attività.

        Il tratto distintivo di MiniNOI è il contesto in cui opera: un ecosistema dove convivono istituti di ricerca (Eurac Research, Fraunhofer Italia, Centro di Sperimentazione Laimburg), l'Università di Bolzano e oltre 80 aziende e start-up. Questo ambiente non è solo la sede dei laboratori ma ne è l'ingrediente principale: i contenuti nascono dalla ricerca reale del parco, i workshop integrano esempi concreti di startup insediate al NOI e i congressi scientifici ospitati al parco diventano occasioni per attività speciali — come "MiniNOI meets the Mummy", nato durante il World Congress on Mummy Studies.

        Un team interno stabile e multidisciplinare — con competenze che spaziano dalla biologia alla formazione primaria, dalla fisica alla comunicazione della scienza — funge da "traduttore" tra la ricerca e l'esperienza educativa. I workshop sono progettati in coerenza con il curricolo scolastico e agli insegnanti vengono fornite schede didattiche con attività propedeutiche e spunti di approfondimento, affinché l'esperienza al NOI non resti una parentesi ma si inserisca in un percorso didattico più ampio.

        Nel 2020 il progetto ha vinto il primo premio dell'Inspiring Solutions Award di IASP. Nel 2024 un accordo strategico con le tre intendenze scolastiche provinciali ha fissato l'obiettivo di 6.000 partecipanti/anno e avviato un percorso di potenziamento che include la progettazione di un nuovo edificio con tre piani dedicati a MiniNOI, in grado di ospitare tre workshop contemporanei. MiniNOI dimostra che i parchi tecnologici possono essere spazi per valorizzare la scienza ancora poco esplorati: ambienti dove ricerca, innovazione e impresa offrono un contesto educativo autentico e replicabile.

        Speaker: Ilaria Pozzi
    • Sessione Talk martedì: Strumenti/contenuti/risorse per la scuola

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Claudia Mazzanti (Consiglio nazionale delle Ricerche)
      • 36
        PEA: La piattaforma di educazione alimentare del CREA

        La transizione verso modelli alimentari sostenibili e la prevalenza di eccesso di peso tra i bambini e i ragazzi italiani richiedono interventi di food policy per migliorare le abitudini alimentari. Tra questi, gli interventi di educazione alimentare nelle scuole sono una leva strategica per formare e orientare scelte alimentari e stili di vita già dall’età evolutiva.
        In quest’ambito, il CREA sviluppa da anni programmi di educazione alimentare scolastici, a partire da formazione docenti e fino a incontri ludiformi con le classi.
        Il “Progetto CREA/MASAF per le scuole” nasce per proporre ai/alle docenti (inizialmente della scuola dell’obbligo) conoscenze di base e strumenti didattici per parlare con le classi di alimentazione sana e sostenibile, adattati per età e divisi per argomenti. Si tratta di una piattaforma per docenti registrati - con relativa app - , che permette di accedere a livelli progressivi di informazioni, attività e materiali.
        L’informazione di base ai/alle docenti viene fornita tramite schede caricate in piattaforma. Ogni scheda contiene anche almeno una attività da svolgere in classe, almeno una per casa (per arrivare alle famiglie e/o ai pari), e relativi allegati e approfondimenti anche cross-curricolari. Per la scuola Primaria, livello e attività sono più semplici e giocosi; per le età successive, i contenuti si fanno più complessi: climate change, Space Food, agricoltura/zootecnia di precisione, genetica/genomica, sprechi, etichette, e molti altri, sempre con focus su sostenibilità e biodiversità. Anche le schede indirizzate a docenti di classi superiori vengono dotate di approfondimenti, slide per le lezioni e proposte di attività da svolgere in classe o a casa. Sarà possibile anche segnalare argomenti mancanti e richiederli.
        Il CREA, grazie alla sua natura multidisciplinare, ha tutte le competenze per trattare questi argomenti e tradurli in una forma divulgativa e accessibile ai diversi livelli scolastici.

        Speaker: Laura Gennaro (CREA-Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione, Roma)
      • 37
        La Ludoteca del Registro .it: un progetto di educazione digitale

        La Ludoteca del Registro .it (IIT-CNR) opera nel campo della cultura digitale dal 2011, promuovendo l’uso consapevole della Rete attraverso laboratori nelle classi di tutti gli ordini e gradi.
        In ambito formativo, oggi prevale l’idea di una “didattica per competenze”, ovvero l’insieme delle conoscenze, abilità e attitudini applicabili a uno specifico contesto. Per quanto riguarda le competenze digitali dei cittadini, il riferimento teorico è il framework europeo DigComp (oggi giunto alla versione 3.0), che individua queste cinque aree di interesse: alfabetizzazione dei dati, comunicazione e collaborazione, creazione di contenuti digitali, sicurezza, problem solving.
        Inserita all’interno di questa cornice teorica, l’attività della Ludoteca copre, in parte, l’area delle competenze legate all’alfabetizzazione dei dati (come navigare e gestire le informazioni online) e della sicurezza. Per insegnare a bambini/e e ragazzi/e, futuri/e cittadini/e digitali, come muoversi all’interno del cyberspazio, evitando i rischi, la Ludoteca propone da anni percorsi formativi dedicati alla conoscenza dei rischi ma anche all’acquisizione di un “saper fare” o abilità con cui riconoscerli e contrastarli, sviluppando un’attitudine alla prevenzione, propria della cosiddetta “igiene informatica”.
        L’impegno nell’ambito della cybersecurity education ha alla base la ferma convinzione che per agire sull’anello debole della sicurezza dei sistemi informatici, ovvero l’utente, sia necessario intervenire con campagne di sensibilizzazione ma anche con programmi formativi, già a partire dalle scuole primarie e secondarie di primo grado. Per diffondere le competenze digitali e, in particolare, le buone pratiche di sicurezza informatica in modo coinvolgente per gli alunni delle primarie e secondarie di primo grado, si è cercato di lavorare molto sugli strumenti didattici, optando per soluzioni che aumentassero il più possibile il livello di interazione e che fossero facilmente utilizzabili in autonomia dai docenti. Da qui la scelta di adottare strumenti e metodologie di “game base learning”, con attività e giochi di gruppo da svolgere in classe con il supporto di risorse didattiche specifiche. Tra queste il videogioco "Nabbovaldo e il ricatto dal cyberspazio", e le guide correlate per gli alunni e per i docenti, ma anche giochi "unplugged" come il Cifrario di Cesare, carte da gioco, Cruciverba e Memory. Al momento è in preparazione un nuovo board game di ambientazione fantasy, dedicato ai protocolli di sicurezza e intitolato "Nel mezzo dei Maghi". Il testing sarà avviato nei prossimi mesi in collaborazione con due scuole toscane.

        Speaker: Giorgia Bassi (IIT-CNR)
      • 38
        PLAY INAF, la piattaforma di didattica innovativa dell’Istituto Nazionale di Astrofisica

        La presentazione illustra le potenzialità educative di PLAY INAF, la piattaforma di didattica innovativa dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, rivolta a docenti e studenti dei diversi ordini scolastici. Nata nel 2020 in risposta all’emergenza pandemica, si è affermata come punto di riferimento per la progettazione e la diffusione di risorse digitali per la didattica dell’astronomia, in Italia e all’estero (le attività sono disponibili anche in inglese, francese e tedesco). Ha vinto il CLASSified Award 2023 come uno dei migliori prodotti del 2022 nel settore dell’innovazione tecnologica e digitale.
        La piattaforma propone risorse originali di coding, robotica educativa, tinkering, making, realtà aumentata, realtà virtuale e giochi. Particolare attenzione verrà rivolta alle attività di coding e robotica educativa per le scuole primarie e secondarie, il cui obiettivo è promuovere lo sviluppo del pensiero computazionale, le competenze digitali e le abilità di problem solving. Le risorse sono sviluppate in modo continuativo da un team di circa trenta ricercatori e tecnologi, che operano su tutto il territorio nazionale. Le attività di punta, più strutturate, vengono presentate in occasione di eventi di divulgazione scientifica come il Festival della Scienza di Genova, la Notte dei Ricercatori e la European Code Week.
        Il gruppo PLAY INAF realizza inoltre webinar (fruibili anche on-demand) e corsi di formazione per insegnanti, come quello che si terrà all’Area di Ricerca di Bologna dal 12 al 16 ottobre 2026, in occasione della European Code Week 2026, dedicato al coding e alla robotica educativa.
        La piattaforma rappresenta uno strumento efficace per la valorizzazione della conoscenza e per il rafforzamento del dialogo tra scuola e comunità scientifica, contribuendo alla formazione di cittadini consapevoli e competenti.

        Speaker: Maura Sandri (INAF)
      • 39
        Il laboratorio di fisica con strumenti digitali della collaborazione Adelante

        Adelante è una collaborazione tra le Università di Roma, Padova e Cosenza, dedicata alla progettazione, sperimentazione e diffusione di Teaching-Learning Sequences (TLS) in fisica. Il progetto adotta un approccio basato sulla co-progettazione tra ricercatori e insegnanti in servizio con profilo esperto (teacher leaders), coinvolti nella definizione, implementazione e revisione delle TLS.

        Le sequenze didattiche integrano attività laboratoriali basate su sensori a basso costo e dispositivi digitali, in particolare piattaforme Arduino e smartphone, con l’obiettivo di supportare un apprendimento attivo. Nella prima fase del progetto, i teacher leaders hanno co-progettato e sperimentato le TLS nelle proprie classi, contribuendo alla loro validazione iterativa.

        Nel secondo anno, le TLS sono state rese disponibili a un ulteriore gruppo di docenti che le hanno implementate autonomamente nei propri contesti scolastici, consentendo una verifica in condizioni più ampie e diversificate. Durante l’intero processo sono stati raccolti dati tramite un portale dedicato, attraverso il quale gli insegnanti hanno documentato osservazioni, percezioni e valutazioni relative alle attività svolte e alle reazioni degli studenti.

        Il contributo discute l’impianto metodologico adottato, il modello di coinvolgimento degli insegnanti e l’uso di strumenti digitali per la raccolta dati, evidenziando potenzialità e criticità di un approccio orientato alla costruzione progressiva e alla diffusione di pratiche didattiche basate su TLS.

        Speaker: Giovanni Corrado Organtini (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 40
        "Warning!": dalla fisica a un progetto interdisciplinare, per riflettere sulle sfide delle società moderne.

        "Warning!" è un progetto di divulgazione della cultura scientifica che si prefigge di sviluppare percorsi formativi interdisciplinari e si rivolge principalmente a studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado della Toscana. Giunto quest'anno alla sesta edizione, Warning! nasce nel 2020 con lo scopo di far riflettere i giovani sugli eventi naturali che potenzialmente possono mettere a rischio l’umanità. Visto il successo dell'iniziativa, negli anni successivi Warning! è stato riproposto alle scuole con nuovi temi di riflessione: dagli scenari che si apriranno a seguito delle innovazioni tecnologiche, alle nuove questioni etiche che questo comporterà; dall'affermarsi nel mercato del lavoro di nuove professioni, ad una analisi delle moderne teorie della complessità; dal rapporto dell'umanità con la natura, alle domande che l'uomo si pone sull'origine dell'Universo e la nascita della vita. Ogni ciclo prevede quattro o cinque dibattiti in cui due esperti con background in discipline diverse hanno trattato il tema in questione. Con l'approccio interdisciplinare si è sottolineata l'importanza del metodo scientifico nell'affrontare problemi complessi. I docenti che hanno aderito all'iniziativa sono stati coinvolti nella fase preparatoria dei vari incontri-dibattito. Il loro contributo è stato fondamentale per introdurre gli argomenti nelle classi qualche settimana prima dell'incontro con gli esperti. Infatti gli studenti e le studentesse sono stati incoraggiati a riflettere sul tema proposto e a presentare in anticipo una lista di domande da sottoporre ai relatori. Il progetto Warning! è diventato un appuntamento fisso per le scuole superiori del territorio: è riconosciuto come un utile supporto didattico che offre a studenti e insegnanti l’opportunità di integrare e approfondire argomenti trattati a scuola. https://warning.palazzoblu.it/

        Speaker: Sandra Leone (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 41
        Astronomia e inclusione nella scuola primaria: un modello esperienziale replicabile per la didattica STEM

        L’inclusione nelle discipline STEM rappresenta una sfida centrale per il sistema educativo, in particolare nella scuola primaria, dove la diversità dei bisogni educativi richiede approcci didattici efficaci e accessibili. In questo contesto, l’astronomia si configura come un potente strumento di innovazione didattica e public engagement, capace di integrare dimensioni cognitive, emotive e corporee.

        Il contributo presenta un modello didattico esperienziale sviluppato presso l’Istituto Comprensivo di San Giacomo d’Acri, basato su attività integrate in aula, laboratori pratici (hands-on) e pratiche di apprendimento corporeo (embodied learning). In particolare, un laboratorio motorio ha trasformato gli alunni in “corpi celesti”, consentendo loro di simulare fenomeni astronomici attraverso movimento, interazione e cooperazione. Tale approccio ha favorito una comprensione intuitiva dei concetti scientifici e un elevato livello di coinvolgimento.

        I risultati evidenziano un impatto significativo in termini di inclusione e partecipazione attiva. Una alunna con rilevanti difficoltà di apprendimento ha raggiunto risultati di eccellenza in una prova finale, classificandosi seconda rispetto a alunni di classi superiori. Parallelamente, un’alunna con mutismo selettivo ha mostrato un progressivo superamento delle barriere comunicative, arrivando a interagire verbalmente dopo pochi incontri.

        L’esperienza dimostra come metodologie basate su esperienzialità, corporeità e apprendimento attivo possano ridurre le disuguaglianze educative e valorizzare le diverse modalità di apprendimento. Il modello proposto, fondato su evidenze operative, risulta replicabile e scalabile, con potenziale integrazione in programmi di collaborazione tra scuola ed enti di ricerca.

        Speaker: Angela Maria Zavaglia (Centro Studi Lilio per la Scienza e l'Astronomia ETS - Parco Astronomico "Lilio")
    • 10:45
      Caffè
    • Sessione Talk martedì: Attività rivolte alla formazione dei docenti

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Susanna Bertelli (LNF)
      • 42
        Vivere la ricerca: le esperienze dell’INFN per e con le/i docenti

        ll’interno del quadro più ampio di attività con e per la scuola, l’INFN dedica da tempo una forte attenzione al tema del coinvolgimento dei docenti e del loro aggiornamento. Tradizionalmente queste attività si sono rivolte ai docenti delle scuole secondarie di II grado ma, nel tempo, si sono allargate a coprire tutti gli ordini di scuola. In questo contributo ci concentreremo su quelle che hanno gli insegnanti di scuola secondaria come obiettivo primario. La prima iniziativa di questo tipo è stata gli Incontri di Fisica, presso i Laboratori Nazionali di Frascati. Nati nel 2001 per l’aggiornamento dei docenti delle secondarie di II grado, prevedono tre giorni di full immersion tra laboratori didattici e lezioni frontali, e hanno finora ospitato oltre 3800 insegnanti. Più di recente (dal 2018), Programma INFN per Docenti (PID) propone una settimana presso i quattro laboratori nazionali (più EGO). In questo caso l’approfondimento avviene unendo teoria e attività laboratoriali direttamente legate alle ricerche svolte nelle strutture ospitanti. Con circa 450 partecipanti (di cui 350 ad almeno un corso), si caratterizza per il forte impegno chiesto ai docenti per portare l’esperienza in aula.
        Ai docenti di scienze delle scuole secondarie di I grado sono rivolte due iniziative INFN (Aggiornamenti e HOP) la seconda ha un suo contributo specifico, e quindi ci concentreremo sulla prima che, nell’arco di pochi anni, ha coinvolto oltre 800 insegnanti con l’obiettivo principale di mettere in condizione docenti che hanno avuto -per lo più- una formazione universitaria in scienze della vita, di praticare una didattica laboratoriale della fisica. Inoltre, da alcuni anni, a docenti delle scuole medie inferiori sono rivolti corsi online su coding e robotica. Anche in questo caso ci sarà un contributo separato.
        L’organizzazione e la realizzazione di tali iniziative comportano numerose sfide e richiedono un impegno significativo, sia in termini di personale coinvolto sia di disponibilità di strutture e strumentazioni adeguate. In questo contributo discuteremo queste esperienze, riportando i risultati di valutazione dell’efficacia, e dell’effettivo impatto sul lavoro quotidiano dei docenti, come anche l’effetto sul nostro personale.

        Speaker: Giorgio Chiarelli (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 43
        The Water Code. Dalla ricerca alla scuola: strumenti e pratiche educative per la sostenibilità

        The Water Code. La formula per una gestione sostenibile delle risorse idriche del mondo è un progetto di educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza globale che ha messo in dialogo enti di ricerca scientifica e sociale, organizzazioni della cooperazione internazionale, soggetti del terzo settore attivi in educazione, ambiente e divulgazione, fondazioni culturali e scientifiche, un’impresa sociale e il mondo della scuola. Il progetto ha tradotto contenuti scientifici in strumenti didattici accessibili, partecipativi e trasferibili. Al centro dell’esperienza vi è la costruzione di un ecosistema di risorse per la scuola: un kit didattico digitale articolato in tre versioni per diversi livelli scolastici, attività di coding per applicare logica, decisione e pensiero critico a problemi ambientali, e laboratori di citizen journalism per trasformare studenti e studentesse in produttori di contenuti e messaggi pubblici sui temi dell’acqua. Il progetto ha inoltre accompagnato la diffusione dei materiali con masterclass online e corsi di formazione rivolti a circa 2000 docenti di tutta Italia. L’esperienza mostra come il dialogo tra ricerca e scuola possa andare oltre il trasferimento di contenuti, attivando forme di public engagement fondate su co-progettazione, interdisciplinarità e protagonismo dei partecipanti. In questa prospettiva, il sapere scientifico non viene solo divulgato, ma rielaborato in pratiche educative che rafforzano competenze critiche, partecipazione e capacità di lettura dei nessi tra dimensione locale e globale. The Water Code propone così un modello replicabile di collaborazione tra ricerca, scuola e attori educativi e sociali, orientato alla formazione docenti e alla costruzione di percorsi STEAM sui temi della sostenibilità.

        Speaker: Elisa Costa (CNR-IAS)
      • 44
        A pilot teachers’ training initiative focused on addressing the gender issue in STEM Education

        Many studies, also in science education research, investigate how gender stereotypes (GS) may affect teachers’ teaching attitudes and practices and, also, students’ attitudes and interest towards STEM disciplines. GS may act, implicitly and explicitly, in school context: for example reinforcing the idea that individuals have different chance to succeed in STEM fields on the basis of their gender. Thus GS may contribute to discourage girls to choose certain study areas, such as engineering or physics, that result to be male dominated fields and, at the same time, may discourage boys to study disciplines, such as biology, that result to be female dominated.
        Despite the large number of studies investigating how GS influence the teachers and the students, very little of this research filters through and have an impact on school practice, in particular in Italy. To address this issue, supported by a large collaboration of Unified Guarantee Committee (CUG) of Research Institutions and Universities, we develop a wide initiative focused on supporting teachers to develop competences useful to design and implement Research-Based Teaching-Learning activities specifically focused on supporting their students to recognize and deconstruct GS thus to allow students to make more informed choices about their future.
        Overall about 90 teachers were involved in our initiative. To assess the pilot edition of the initiative, we collected qualitative feedback from both the involved teachers and researchers. In particular, teachers shared with us notes and observations about the training course and the activities implemented in classrooms. These feedback from these notes and observations will be the base for revising topics addressed in the first edition of the initiative and to improve the co-designed teaching-learning activities. We will present details of our teaching training initiatives describing results from the first pilot implementation.

        Speaker: Dr Silvia Galano (Dipartimento di Fisica "E. Pancini", Università degli Studi di Napoli Federico II)
      • 45
        Astronomia multisensoriale a scuola: il progetto AMACA per una didattica inclusiva

        Il progetto AMACA (Apprendimento Multisensoriale, Accessibile e Circolare dell’Astronomia) si pone come obiettivo quello di sviluppare attività ludiche multisensoriali per la divulgazione e la didattica dell'astronomia, in un contesto innovativo di condivisione della conoscenza che sfrutta la metodologia dell’Universal Design for Learning.
        Il percorso educativo di AMACA si articola in una struttura a quattro fasi che culmina con la formazione docenti delle scuole primarie e secondarie:
        1) Un team di astronomi e divulgatori guidano dottorandi in astrofisica nella creazione di laboratori interattivi e multisensoriali.
        2) I dottorandi, in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI) e l’Ente Nazionale Sordi (ENS), a loro volta formano gli studenti delle scuole superiori riguardo ai laboratori, alle conoscenze di astronomia ad essi legate, e alla comunicazione con il pubblico.
        3) Gli stessi studenti conducono i laboratori e accolgono il pubblico durante il Festival di Astronomia “L’Universo in tutti i sensi” che ogni anno si tiene a Castellaro Lagusello.
        4) Il team di astronomi e divulgatori tengono un corso di formazione per insegnanti, per portare nel contesto scolastico i laboratori e l’approccio inclusivo e interattivo ad essi legati.
        Il coinvolgimento dei docenti rappresenta l'anello di congiunzione per la sostenibilità del progetto. Sperimentando in prima persona i laboratori e le tecniche di comunicazione inclusiva, gli insegnanti acquisiscono strumenti pronti all'uso per trasformare la classe in un laboratorio permanente dove la diversità diventa risorsa didattica.
        L’efficacia di AMACA è stata testata in tutte le sue fasi, confermando che l’approccio multisensoriale favorisce il coinvolgimento nella scienza, oltre che l’apprendimento. Durante questo talk illustrerò l'implementazione, la valutazione, e l'impatto del progetto AMACA, con particolare enfasi rispetto alla formazione dei docenti.

        Speaker: Rachele Toniolo (INAF - Osservatorio Astronomico di Cagliari)
      • 46
        Tra Scuola e Scienza - Incontriamo il futuro

        Tra Scuola e Scienza consiste in un ciclo di conferenze a tema scientifico che si svolge dal 2020 a Domodossola, a partire dall’idea di due docenti che hanno partecipato ai corsi PID (INFN) e ITP (CERN).
        Dopo tale esperienza, i docenti hanno avviato un’iniziativa per consentire agli studenti delle scuole superiori di incontrare il mondo della ricerca scientifica.
        Già dalla prima edizione, denominata “Settimana della Scienza”, la manifestazione si è aperta alla cittadinanza, prevedendo nel pomeriggio la replica per il pubblico adulto degli interventi svolti in mattinata per gli studenti.
        Nasce così il format di Tra Scuola e Scienza: iniziativa unica nella Provincia di divulgazione scientifica aperta alla scuola e al territorio.
        Molti istituti superiori dell'Ossola sono stati coinvolti nell’iniziativa, e altri docenti collaborano alla sua realizzazione, fornendo le loro competenze per l’individuazione di esperti di ambiti scientifici diversi.
        A partire dall’edizione 2024 le conferenze pomeridiane sono riconosciute come formazione per i docenti delle scuole della Provincia.
        Gli studenti coinvolti nelle conferenze di ciascuna edizione sono circa un migliaio, e una cinquantina di docenti approfitta di questa occasione di aggiornamento.
        Giunta alla sua quinta edizione, Tra Scuola e Scienza sta diventando un appuntamento fisso per i cittadini dell’Ossola più curiosi.

        Speaker: Stefania Fadda (Liceo Scientifico Statale “G.Spezia” Domodossola)
      • 47
        Investigazioni autentiche ISLE-based per il curriculum di Fisica della secondaria di primo grado

        L'insegnamento della Fisica nella scuola secondaria di primo grado è spesso affidato all'iniziativa individuale dei docenti, nonostante le Indicazioni Nazionali sottolineino l'importanza di un solido impianto concettuale precoce. Per supportare i docenti, abbiamo realizzato percorsi formativi nell'ambito di vari progetti nazionali (Piano Lauree Scientifiche e AggiornaMenti) e locali (FisicaMENTE, Physics for All, PHYStoGO!2025) che mettano in contatto ricercatori in didattica della fisica e docenti, integrando attività di tutoring, di coaching e sviluppando materiali basati sull'approccio ISLE (Investigative Science Learning Environment). I materiali, organizzati in guide didattiche per cinque temi chiave (materia, cinematica, dinamica, energia, ottica), sono stati sperimentati attraverso una triangolazione metodologica: (1) 50 docenti coinvolti in una sperimentazione volontaria, monitorati con questionari pre/post; (2) 150 ore di test in classe condotti da formatori esperti; (3) workshop tematici in contesti di formazione. Si presentano qui i risultati qualitativi e quantitativi di questa sperimentazione frutto dell'interazione tra ricerca e scuola secondaria, che mostrano tendenzialmente un impatto positivo sia sullo sviluppo professionale degli insegnanti sia sull'efficacia delle loro pratiche didattiche.

        Speaker: Alessandro Pietro Ventura (University of Trieste)
    • Sessione Talk martedì: Giocare con la scienza

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Luca Balletti (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
      • 48
        Quantum Taboo: un approccio basato sul gioco per esplorare la fisica quantistica

        L’apprendimento basato sul gioco offre ottime opportunità per comunicare idee scientifiche, favorendo al contempo ambienti di apprendimento collaborativi e inclusivi. Quantum Taboo è un gioco da tavolo educativo sviluppato dall’Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti (CNR-ISASI) per comunicare i concetti chiave della fisica quantistica attraverso l’interazione ludica e il dialogo. Ispirato al classico gioco di società Taboo, sfida i partecipanti a spiegare il mondo quantistico senza utilizzare specifiche parole “proibite”, incoraggiando creatività, ragionamento e problem solving collettivo.
        Progettato nel contesto dell’Anno Internazionale della Scienza e Tecnologia Quantistica 2025, il gioco mira a rendere accessibili concetti scientifici a un pubblico ampio (inclusi studenti, famiglie e non esperti), senza richiedere conoscenze pregresse. Attraverso il gioco, i partecipanti costruiscono progressivamente una comprensione intuitiva dei principi fisici, partecipando al contempo a un’esperienza sociale e collaborativa.
        Dal punto di vista culturale ed etico dell’apprendimento basato sul gioco, Quantum Taboo evidenzia come la conoscenza scientifica possa essere mediata attraverso formati culturali familiari (in questo caso, un noto gioco di parole) consentendo a persone con background diversi di confrontarsi su temi complessi in modo accessibile e partecipativo. Le carte e le parole proibite sono state selezionate attraverso un lavoro di gruppo condotto in due classi di liceo scientifico coinvolte in un PCTO. Inoltre, i giocatori possono a loro volta proporre nuove carte e parole proibite, garantendo così al gioco non solo una crescita continua, ma anche una costruzione basata sulla diversità delle persone che vi contribuiscono.
        Mostreremo come l’adattamento di un gioco culturalmente riconoscibile favorisca il coinvolgimento, riduca le barriere epistemiche verso la scienza e incoraggi una riflessione etica sulla comunicazione della scienza.

        Speaker: Dr Simona de Luca ((1) CNR-ISASI, Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti, Via Castellino 111, Napoli (Italia))
      • 49
        Il Tavolo non basta più: la Rivoluzione Phygital nel Game-Based Learning

        Imparare giocando rappresenta oggi una delle strategie più efficaci per arricchire l’esperienza formativa e favorire l’inclusione, anche degli studenti in difficoltà. L’approccio phygital (fusione tra physical e digital) consente di integrare in modo fluido esperienze in presenza e ambienti digitali, superando la distinzione tra aula e remoto e rendendo dinamica e partecipata la costruzione del sapere. In questo contesto, il Game-Based Learning si configura come paradigma centrale, capace di attivare processi cognitivi profondi attraverso meccaniche ludiche, narrazione e interazione.
        Applicando le tre “I” del phygital – Immediatezza (feedback rapido), Immersione (coinvolgimento narrativo ed esperienziale) e Interattività (integrazione multisensoriale e tecnologica) – si progettano ambienti di apprendimento in cui lo studente è protagonista attivo. Le esperienze sviluppate nei progetti EvoQuest e GeoRisk mostrano come l’integrazione tra avventure digitali e giochi da tavolo permetta una continuità educativa tra dimensione analogica e digitale, valorizzando il pensiero critico, la collaborazione e la capacità di problem solving.
        In particolare, prodotti come GeoRisk (integrazione tra gioco da tavolo e app), GeoQuest TROPOMAG in versione phygital evidenziano come la narrazione interattiva e la gamification possano supportare percorsi di educazione scientifica, con particolare riferimento ai rischi naturali e al cambiamento climatico. L’ibridazione tra gioco digitale e gioco da tavolo, sviluppata nelle ricerche più recenti, consente di costruire ambienti di apprendimento complessi, personalizzabili e altamente motivanti.
        Queste pratiche dimostrano come il Game-Based Learning, in chiave phygital, possa trasformare l’apprendimento in un’esperienza attiva e significativa, in cui gli studenti non si limitano a giocare, ma partecipano consapevolmente alla costruzione delle proprie competenze, sviluppando conoscenze e abilità in modo collaborativo e contestualizzato.

        Speaker: Prof. Sabina Maraffi (IC Minniti Napoli)
      • 50
        Coltiva 5, il gioco di simulazione del CREA per il secondo ciclo delle scuole primarie

        I serious games rappresentano uno strumento sempre più diffuso, anche in ambito scientifico, per favorire lo sviluppo di competenze trasversali, aumentando il livello d coinvolgimento. Nell’ambito dell’educazione alimentare, però, molti giochi si limitano al trasferimento di nozioni (es. nutrienti e calorie) o si basano su meccaniche prevalentemente casuali.
        Coltiva 5, un gioco di simulazione collaborativo rivolto al secondo ciclo della scuola primaria, è stato sviluppato nell’ottica di superare questi limiti. Le classi, organizzate in squadre di “contadini”, gestiscono campi agricoli. Devono pianificare la coltivazione di 5 prodotti vegetali di 5 colori, affrontando eventi che simulano dinamiche reali del sistema agro-alimentare (parassiti, condizioni ambientali, imprevisti produttivi).
        Il gioco si configura come un simulation game, con un alto vincolo di realtà e poco spazio per la fantasia: consente agli studenti di esplorare relazioni causa-effetto, prendere decisioni e confrontarsi con la complessità dei sistemi reali. Attraverso l’esperienza ludica vengono introdotti concetti scientifici quali sostenibilità, interdipendenze tra fattori ambientali e produzione alimentare, nonché principi di base dell’alimentazione equilibrata, come le cinque porzioni di frutta e verdura giornaliere raccomandate, e l’importanza della varietà (richiamata dal modello dei cinque colori).
        Il debriefing finale costituisce una fase cruciale del percorso: l’esperienza di gioco viene rielaborata, per esplicitare i concetti emersi e collegarli a conoscenze scientifiche e comportamenti quotidiani.
        Il gioco, depositato alla SIAE come Opera originale, è stato proposto regolarmente alle classi a partire dal 2021. L’elevato livello di coinvolgimento osservato durante le sessioni e le analisi preliminari dei questionari di validazione predisposti indicano una buona comprensione dei concetti affrontati e suggeriscono il potenziale del gioco come strumento per l’educazione scientifica e alimentare.

        Speaker: Laura Gennaro (CREA-Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione, Roma)
      • 51
        Insegnare Giocando: quiz ed Escape Room digitali come strumenti di apprendimento per ridurre i rischi naturali e favorire le buone pratiche di sostenibilità ambientale

        Mantenere viva l'attenzione degli studenti è una delle sfide più difficili per gli insegnanti. L’esperienza maturata in didattica a distanza per supportare la Scuola con attività coinvolgenti durante la pandemia, ha evidenziato che il gioco è un potente strumento educativo in grado di appassionare gli studenti, contribuendo al contempo a consolidarne le conoscenze. La nostra gamification favorisce il critical thinking attraverso quiz didattico-scientifici ed Escape Room digitali in cui la protagonista è una ragazza che salva sé stessa e gli altri dai disastri naturali. Gli studenti si identificano in lei e affrontano terremoti, tsunami, alluvioni e sfide ambientali, sviluppando le Safe Life Skills. L'uso di giochi digitali educativi potenzia abilità e competenze, proponendo compiti di Real Life in percorsi stimolanti basati sulla narrazione. Questi giochi hanno permesso sfide tra molte classi contemporaneamente in occasione di eventi scientifici speciali, coinvolgendo quasi 9000 studenti e 600 insegnanti di scuola primaria e secondaria di primo grado. Ogni gara online tra classi si basa sull'apprendimento cooperativo cui segue il debriefing per un apprendimento riflessivo guidato dai ricercatori, per formare futuri cittadini più resilienti. In particolare, una delle Escape Room è il risultato di un’esperienza partecipativa di project based learning e peer education su temi ambientali (deforestazione, incendi boschivi, innalzamento del livello del mare e acidificazione). I ragazzi, tutor sia on line che in presenza, hanno promosso tra i coetanei comportamenti sostenibili per mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Ogni iniziativa ha evidenziato che tali giochi sono sia strumenti di apprendimento che di divulgazione utilizzabili per diversi scopi: a scuola per un insegnamento innovativo, nella ricerca per promuovere progetti o diffondere nuove scoperte scientifiche e sono da considerarsi attività di collegamento tra Scuola, Ricerca e Società.

        Speaker: Alessandra Maramai (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
      • 52
        Oltre i confini del laboratorio: la Realtà Virtuale per un outreach inclusivo e immersivo

        Le visite scolastiche a laboratori e infrastrutture di ricerca rappresentano un’opportunità unica per avvicinare studenti e studentesse alla scienza e alle carriere STEM. Tuttavia, tali esperienze risultano spesso difficili da organizzare a causa di barriere economiche, logistiche o legate alla disponibilità delle strutture. In questo contributo presentiamo un modello di divulgazione basato sulla Realtà Virtuale (VR) come alternativa efficace e democratica alle visite in loco. Nello specifico, analizzeremo il successo dell’attività sviluppata attorno all'esperimento Belle II dei laboratori KEK in Giappone, che ha già permesso a numerosi gruppi di studenti di "entrare" virtualmente nel rivelatore e osservare i fenomeni che governano le particelle, altrimenti invisibili. L'esperienza, validata dai riscontri positivi di docenti e classi, mostra come la VR possa trasformare concetti astratti in immagini concrete, facilitando la comprensione di temi complessi di fisica moderna e come il mondo virtuale possa aiutare a trasmettere non solo contenuti scientifici, ma anche la dimensione umana della ricerca. Sulla base di questo modello, presentiamo una nuova applicazione VR dedicata all’acceleratore di particelle elettrone-positrone DAFNE dei Laboratori Nazionali di Frascati dell'INFN. Questo strumento permette di visualizzare le varie componenti di un collisore ed il loro funzionamento, mostrando anche le aree non sempre accessibili e punta a rendere visitabile l'infrastruttura di Frascati anche durante i periodi di operatività abbattendo le distanze geografiche e offrendo un'esperienza interattiva di alto livello per le scuole. Attraverso il confronto tra le due proposte, l’intervento intende analizzare come l’adozione di queste tecnologie possa rafforzare le attività di public engagement, sia con il supporto di ricercatori e ricercatrici, sia come opportunità di apprendimento autonomo, rendendo la visita al laboratorio accessibile ovunque e altamente coinvolgente.

        Speaker: Antonio Budano (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 53
        La disseminazione scientifica per ogni ordine e grado scolastico attraverso il gioco

        Negli ultimi anni la divulgazione scientifica ha assunto un ruolo sempre più centrale nei contesti educativi, in particolare nella scuola dell’infanzia e primaria. In questo quadro, sono stati sviluppati percorsi ludico-didattici destinati a studenti di ogni ordine e grado, con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema del rischio.
        Le attività di confronto con gli studenti rappresentano non solo un momento formativo per i partecipanti, ma anche un’importante occasione di crescita per i ricercatori: l’entusiasmo e il coinvolgimento dimostrati dai ragazzi hanno infatti stimolato la progettazione di laboratori sempre più innovativi e coinvolgenti.
        Il gioco si configura, quindi, come uno strumento privilegiato per la comunicazione della scienza, consentendo di affrontare in modo accessibile e coinvolgente tematiche complesse, quali il rischio sismico e vulcanico.
        Risulta quindi fondamentale, intercettare l’interesse degli adolescenti per promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi naturali ed è essenziale sviluppare proposte didattiche diversificate e stimolanti, capaci di coinvolgere attivamente gli studenti.
        A partire da queste premesse, negli anni, in collaborazione con il Laboratorio Grafica e Immagini, sono stati ideati e realizzati diversi giochi e laboratori calibrati sulle differenti fasce d’età e sui vari livelli scolastici. Per la scuola dell’infanzia, ad esempio, si propongono mini-laboratori finalizzati alla scoperta della struttura della Terra, anche attraverso narrazioni come la fiaba del “Mistero dell’uovo sodo” e l’utilizzo di materiali concreti di supporto.
        Per la scuola primaria, vengono invece organizzati laboratori esperienziali in cui è possibile simulare fenomeni naturali, come eruzioni vulcaniche e terremoti, utilizzando materiali di uso comune. Infine, per la scuola secondaria di primo grado, sono stati sviluppati giochi da tavolo che consentono di approfondire, in maniera interattiva, concetti di sismologia e vulcanologia.

        Speaker: valeria misiti (INGV)
    • Sessione Talk martedì: Luoghi, linguaggi e strategie per valorizzazione la scienza

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Francesca Scianitti (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 54
        Il planetario come risorsa di didattica innovativa formale e non formale e sua valutazione

        I planetari si stanno affermando come ambienti strategici per la didattica della scienza, al crocevia tra public engagement, apprendimento informale e collaborazione tra scuola e ricerca. La loro specificità risiede nella possibilità di offrire esperienze immersive e condivise, in cui i fenomeni astronomici vengono esplorati in modo dinamico, tridimensionale e interattivo, grazie alla mediazione del planetarista. L’integrazione tra visualizzazione, narrazione e dimensione sociale rende il planetario un contesto particolarmente efficace per collegare l’astrazione all’esperienza, favorendo processi di costruzione di significato difficili da attivare con i mezzi tradizionali. Inoltre, la crescente diffusione dei planetari—anche mobili—amplia le possibilità di intervento educativo su larga scala e in contesti diversificati. In questa prospettiva, i planetari non sono solo strumenti di divulgazione, ma possono essere considerati veri e propri laboratori di ricerca sui processi di apprendimento in contesti informali. In particolare, offrono un ambiente privilegiato per indagare la relazione tra comprensione concettuale e coinvolgimento emotivo. A titolo di esempio, verrà presentata un’attività di ricerca presso il Planetario Infini.to sulle concezioni degli studenti riguardo all’alternanza delle stagioni - un tema segnato da concezioni errate persistenti, spesso legate al senso comune e alle rappresentazioni dei libri di testo - utilizzato come caso per progettare studi pre/post basati su concept inventory e misure affettive, al fine di esplorare come l’esperienza immersiva influenzi sia l’apprendimento sia gli atteggiamenti verso la scienza.

        Speaker: Dr Sandro Bardelli (INAF OAS Bologna)
      • 55
        Studenti come innovatori: esperienze di co-progettazione scientifica nel progetto SuperScienceMe

        Come trasformare la ricerca scientifica in un’esperienza accessibile e coinvolgente per le nuove generazioni? Il contributo presenta un modello di public engagement basato sull’esperienza personale dell'autrice maturata nell’ambito del progetto SuperScienceMe – Research is your Elevation, in cui il dialogo tra ricerca e scuola si traduce in pratiche strutturate di co-progettazione. A partire dall’attività di ricerca sulle tecnologie a membrane per il trattamento di acqua e aria contaminate condotta presso il CNR-ITM, sono stati sviluppati percorsi nell’ambito del programma “Researchers at School”, in cui la ricercatrice ha svolto un ruolo attivo di mediazione culturale, guidando studenti e docenti nella rielaborazione di contenuti scientifici avanzati in chiave accessibile e interdisciplinare. L’approccio integra metodologie attive, problem solving e gamification, favorendo inclusione, partecipazione e sviluppo di competenze trasversali. La scuola si configura così come uno spazio di valorizzazione della scienza e di interazione continua con il mondo della ricerca. I risultati dell’edizione 2026 rappresentano un esempio significativo. I progetti sviluppati con il Liceo “T. Campanella” di Belvedere Marittimo e con l’IIS “F. Balsano” di Roggiano Gravina, premiati alla case conference, dimostrano la capacità degli studenti di applicare conoscenze avanzate a contesti reali. “Respiro Trasparente” propone una città “a membrana” per la rimozione di agenti tossici dall’aria, mentre “P.A.C.M.A.N.” sviluppa una membrana bioattiva per la degradazione delle microplastiche . L’esperienza evidenzia come il coinvolgimento diretto dei ricercatori nei contesti educativi contribuisca alla costruzione di reti scuola–ricerca e di ecosistemi di apprendimento diffusi, favorendo una cultura scientifica inclusiva e orientata al futuro.

        Speaker: Dr MARIA CONCETTA CARNEVALE (Istituto per la tecnologia delle membrane-CNR)
      • 56
        Vivere la ricerca: le esperienze residenziali dell’INFN per studenti e studentesse

        Tra le iniziative proposte dagli enti per diffondere la cultura scientifica, un ruolo di particolare rilevanza è svolto dalle esperienze residenziali rivolte a studenti e studentesse di scuola secondaria di II grado. Questi programmi, che si svolgono tipicamente in un arco temporale tra tre e dieci giorni, offrono infatti un coinvolgimento intensivo all’interno di laboratori o centri di ricerca, favorendo un’interazione diretta con contesti scientifici, tecnici e tecnologici autentici e professionisti del settore.

        L’INFN organizza da anni diversi esempi di esperienze residenziali: INSPYRE, la scuola dedicata a studenti italiani e stranieri, che si svolge ogni anno in due Laboratori Nazionali; STAGE, il progetto nazionale che ha messo a sistema le esperienze di alta formazione delle sedi di Legnaro, Ferrara e Pavia, in cui gli studenti svolgono attività sperimentale in gruppo e presentano i risultati in una conferenza pubblica; e l’INFN STEAM SUMMER CAMP, il campo estivo nazionale itinerante, che offre una visione sulle attività di frontiera dell’ente.

        Tali iniziative forniscono un’occasione unica di full-immersion nella ricerca scientifica: i partecipanti non solo vivono i luoghi in cui la ricerca viene svolta interagendo direttamente con ricercatori e ricercatrici, ma sono anche chiamati ad assumerne il ruolo in prima persona attraverso attività laboratoriali e sperimentali progettate ad hoc. Questi elementi rendono le esperienze residenziali uno strumento particolarmente efficace per la diffusione della cultura scientifica e per stimolare l’interesse e le vocazioni verso percorsi di studio e carriera in ambito STEM.

        Nonostante ciò, l’organizzazione e la realizzazione di tali iniziative comportano numerose sfide e richiedono un impegno significativo, sia in termini di personale coinvolto sia di disponibilità di strutture e strumentazioni adeguate. In questo talk ripercorreremo l’esperienza dell’INFN evidenziando le principali lezioni apprese e le sfide ancora aperte.

        Speaker: Adriana Postiglione (LNF - INFN)
      • 57
        Citizen science e apprendimento outdoor per il monitoraggio delle microplastiche nell’Area Marina Protetta di Portofino

        Il presente contributo descrive un’esperienza di citizen science realizzata nell’ambito del progetto “The Water Code – La formula per una gestione sostenibile delle risorse idriche del mondo”, finalizzata alla divulgazione scientifica e alla sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento da microplastiche tramite attività educative outdoor. L’iniziativa, sviluppata dal CNR-IAS (partner scientifico del progetto) in collaborazione con Outdoor Portofino, società attiva nella promozione dello sport, del turismo attivo e dell’educazione ambientale, ha applicato una metodologia innovativa per il monitoraggio delle microplastiche nell’ambiente marino costiero, coinvolgendo giovani cittadini. In particolare, sono stati utilizzati retini di campionamento (Mini-Manta) trainati da kayak. Le attività, promosse a partire dall’esperienza maturata nel precedente Micro Plastic Hunters Project, si sono svolte nell’Area Marina Protetta di Portofino durante cinque uscite realizzate tra il 2024 e il 2025. I partecipanti sono stati coinvolti in tutte le fasi del processo scientifico, dalla raccolta dei campioni alla loro analisi, effettuata grazie all’allestimento di un laboratorio da campo, dotato di microscopi e con il supporto dei ricercatori del CNR-IAS. Una fase di training iniziale ha garantito la qualità dei dati raccolti. In totale l’esperienza ha coinvolto 80 studenti, di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, provenienti da scuole e centri educativi del territorio ligure, contribuendo a rafforzarne il coinvolgimento e la consapevolezza sull’ambiente marino costiero. L’attività ha evidenziato il valore educativo dell’approccio esperienziale e outdoor, sottolineando il ruolo della scuola come ponte tra ricerca e società e il potenziale della citizen science come strumento di public engagement. L’iniziativa ha inoltre favorito lo sviluppo di competenze scientifiche, spirito critico e comportamenti responsabili, contribuendo alla formazione di cittadini consapevoli e attivi.

        Speaker: Francesca Garaventa (CNR-IAS)
      • 58
        La rinnovata Specola M. Hack (INAF Trieste)

        L'esperienza offerta dalla rinnovata Specola M. Hack dell’INAF di Trieste rappresenta un modello innovativo nella divulgazione scientifica, capace di coniugare rigore storico e tecnologie d'avanguardia. Il progetto di ristrutturazione, completato nel 2022 in occasione del centenario della nascita della prof.ssa Hack, ha trasformato l’osservatorio in un polo educativo d'eccellenza, strutturato su due livelli complementari:

        • Piano Terra: percorso immersivo e multilingue. Una mostra interattiva ripercorre la storia dell'osservatorio e dell'astronomia attraverso l'uso di realtà aumentata, la proiezione 3D del telescopio storico Reinfelder, postazioni touch per l'esplorazione di documenti digitalizzati e l'esposizione di testi e strumenti storici di rilievo. Il percorso è fruibile in quattro lingue (italiano, inglese, sloveno e tedesco).

        • Piano superiore: osservazione e didattica. La cupola ospita un moderno telescopio riflettore da 60 cm per l’osservazione diretta del cielo, affiancato da un telescopio solare e un sistema di proiezione digitale. Questa configurazione ibrida assicura la continuità delle attività didattiche, anche in condizioni meteorologiche avverse e in orario diurno per favorire le visite delle scuole di ogni ordine e grado.

        L’intera struttura è stata progettata seguendo i principi dell’accessibilità e dell’inclusione, garantendo il pieno accesso e la fruibilità degli spazi e dei contenuti anche alle persone con disabilità.

        Risultati e visione futura: dalla sua riapertura, la Specola M. Hack ha registrato un significativo impatto sul territorio, superando i 4000 visitatori annui. In un panorama astronomico in costante evoluzione, la Specola M. Hack ricopre un ruolo di primo piano, ispirando le future generazioni e contribuendo attivamente alla diffusione della cultura scientifica, con particolare attenzione ai temi dell'astronomia e dell'astrofisica. L'osservatorio si conferma così non solo come custode della memoria, ma come motore di innovazione per la comprensione dell'Universo.

        Ulteriori informazioni sono disponibili al seguente link: https://www.oats.inaf.it/index.php/it/specola-margherita-hack.

        Speaker: Giulia Iafrate (INAF Trieste)
      • 59
        Una Biblioteca Spaziale

        “Una Biblioteca Spaziale” è un progetto di divulgazione astronomica rivolto a bambine e bambini tra gli 8 e gli 11 anni, con l’obiettivo di avvicinare le giovani generazioni all’astronomia e al lavoro di ricerca attraverso un’esperienza diretta, partecipativa e coinvolgente, valorizzando le biblioteche scolastiche e cittadine come spazi dinamici di conoscenza, sperimentazione e scoperta.
        Il percorso si articola in tre incontri. Nei primi due, una ricercatrice in astrofisica INAF e una divulgatrice scientifica coinvolgono le classi in attività che integrano spiegazione e metodologie interattive e ludiche (brainstorming, giochi di gruppo e laboratori creativi) favorendo partecipazione attiva e rielaborazione personale dei contenuti. L’uso di libri e illustrazioni contribuisce a superare il modello della lezione frontale, promuovendo un apprendimento basato su esperienza, collaborazione e curiosità. Oltre ai contenuti di astronomia, viene presentato il mestiere della ricerca: dalle proposte osservative all’acquisizione dei dati, dall’analisi alla pubblicazione e diffusione dei risultati. Particolare attenzione è dedicata al superamento degli stereotipi di genere, attraverso la valorizzazione di modelli femminili nelle scienze dello spazio.
        Il terzo incontro esplora il rapporto tra astronomia, storia e arte, invitando i partecipanti a rielaborare i contenuti attraverso produzioni artistiche personali. Al termine del percorso sono stati realizzati dei libretti che raccolgono le fotografie degli elaborati artistici che permettono ai partecipanti di conservare e rivivere il percorso fatto. Infine il progetto si conclude con una restituzione pubblica mediante l’esposizione dei lavori in una vetrina nel centro cittadino, trasformando lo spazio urbano in un’occasione di divulgazione aperta. Il progetto rappresenta un modello efficace e replicabile da più discipline scientifiche, di collaborazione e trasmissione di conoscenza tra ente di ricerca, scuola e territorio.

        Speaker: Daria Dall'Olio (Planetario di Ravenna/ARAR/ChalmersINAF)
    • Sessione Talk martedì: Strumenti/contenuti/risorse per la scuola

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Maria Teresa Fulco (INAF)
      • 60
        ‘A Gianni Rodari, via Lattea quaraquarinci’: un concorso di scrittura per abbracciare l’Universo

        Narrare è un istinto umano, innato e antichissimo. Fin dall’infanzia, grazie alle storie ascoltate, lette e pasticciate, impariamo a conoscerci e a capire quello che ci circonda, rafforzando le competenze trasversali, emotive e cognitive.
        A partire da questa riflessione e per avvicinare creatività, linguaggi narrativi e scienza, in occasione del centesimo anniversario dalla nascita di Gianni Rodari (1920-1980), l’Istituto Nazionale di Astrofisica ha indetto il suo primo concorso di scrittura creativa a tema astronomico, a lui ispirato: “A Gianni Rodari, via Lattea quaraquarinci” (foto in allegato).

        Il Concorso, a cura del Gruppo Storie dell’Ente e rivolto alla scuola primaria e secondaria di primo grado, è alla sua sesta edizione e ha raggiunto oltre 5300 partecipanti (da tutta Italia, individuali e di classe) che hanno rielaborato a modo proprio gli argomenti astronomici proposti. Per dare la possibilità di esplorare un immaginario sempre nuovo (Sistema Solare, buchi neri, Luna, messaggi alieni e così via), ogni anno viene scelta una tematica diversa, documentata appositamente per il Concorso in due dossier scientifici - divisi per età - che poi restano a disposizione online.
        All’esplorazione astrofisica, si aggiunge quella letteraria tratta dalla “Grammatica della fantasia” di Rodari e legata all’uso giocoso del linguaggio: binomi fantastici, acrostici o indovinelli da cui far sgorgare la storia.

        In questa presentazione, mostreremo gli aspetti salienti del Concorso con particolare attenzione all’impatto quantitativo e qualitativo raggiunto, dall’astronomia a Gianni Rodari, passando per laboratori di scrittura multi-disciplinari, come testimoniato direttamente da partecipanti e docenti.
        <<Il mio sogno è raggiungere il Sole e vedere se l’Universo è infinito.>> (partecipante)
        <<È un’opportunità molto interessante perché permette ai ragazzi di sentirsi protagonisti e di apprendere facendo, mettendo in pratica competenze acquisite in differenti discipline.>> (docente)

        Speaker: Adamantia Paizis (INAF)
      • 61
        Azione, reazione (e radiazione!): ll metodo scientifico come esercizio di cittadinanza

        Sempre più spesso il dibattito pubblico su temi scientifici di grande attualità e rilevanza per la società contemporanea richiede, da parte di ampie fasce della popolazione, la capacità di comprendere le basi del metodo scientifico, inteso come strumento concreto per formare un’opinione fondata sui dati ed emanciparsi dalla polarizzazione mediatica e politica. RadioLab, LAB2GO e OCRA operano su tutto il territorio nazionale in quello che è forse il terreno più fertile per far germogliare e sviluppare competenze di cittadinanza attraverso i concetti di ricerca scientifica e metodo scientifico: i ragazzi e le ragazze delle scuole secondarie di secondo grado.
        I tre progetti si sono evoluti nel corso di molti anni, ciascuno con le proprie specificità: RadioLab promuove misure di radioattività ambientale, OCRA misure di raggi cosmici, mentre LAB2GO incentiva la didattica laboratoriale. Pur nelle loro differenze, condividono elementi comuni: coinvolgono studenti e studentesse in percorsi che si sviluppano lungo l’intero anno scolastico. A partire da un evento introduttivo nazionale o sovranazionale, le attività ruotano attorno a esperienze hands-on, spesso svolte nei laboratori scolastici.
        Qui, con la guida del personale di ricerca degli Enti e delle Università, i ragazzi e le ragazze fanno proprio il concetto di misura, progettano e realizzano esperimenti e si confrontano, spesso per la prima volta, con l’analisi critica dei dati raccolti e la formulazione di conclusioni. Il valore aggiunto, che va oltre quanto la scuola può offrire, risiede proprio negli elementi fondanti del metodo scientifico: al termine dell’anno scolastico, questi giovani ricercatori e ricercatrici sono chiamati a presentare e discutere il proprio lavoro di fronte a un gruppo di pari, partecipanti di altre scuole. In questo confronto, assimilabile a un processo di peer review, si apprendono concretamente gli strumenti con cui la comunità scientifica verifica i risultati.

        Speakers: Alessia Giampaoli (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - LNGS), Davide D'Angelo (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Flavia Maria Groppi (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Giulia De Bonis (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Giuseppina Larosa (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), MARIAGABRIELLA PUGLIESE (INFN SEZIONE DI NAPOLI), Maria Rita Coluccia (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 62
        COsMIC RAYS Explaining high-energy astrophysics to youngsters (who usually have too high-energies to stop and hear who explains high-energy astrophysics)

        A few years ago, I began—somewhat playfully—to write and illustrate comics focused on astrophysical themes. I would print them and distribute them as flyers during the public outreach events in which I took part as a fellow at the various INAF observatories where I have worked. Over time, this activity became increasingly central to my work, enriched by new experiences and a growing awareness, eventually developing into a research project on the advantages of using comics in the dissemination of the ASTRI project (https://www.astri.inaf.it/index.php/new-general-info/). In this talk, I will present some of the results obtained through a comparative study conducted—with the support of colleagues from INAF—among students from two different high schools in Palermo, Italy. For each institution, we compared the outcomes of three classes at the same level within the same school, each receiving an explanation of the same physics concept (escape velocity) through three different media: comics, video, and text. Based on the evidence gathered from these experiments carried out through the administration of a carefully designed questionnaire, prepared with the support of a sociologist and an expert in physics education, I felt encouraged to adopt a dissemination strategy centered on comics. A strategy that I later adopted myself by creating new educational graphic novels.

        Speaker: Dr Angelo Adamo (INAF-IRA Noto)
      • 63
        From Earth to Orbit

        Lo spazio è sempre più accessibile grazie alla crescente disponibilità di tecnologie che, tra l’altro, stanno contribuendo all’emergere di una “space economy” capace di coinvolge le più svariate competenze. Infatti, il numero di professioni legate allo spazio sta aumentando rapidamente; espandendosi in settori al di là di quelli scientifici, e a tutti i livelli di qualifica. Pertanto, una conoscenza spaziale di base è richiesta fin d’ora e presto sarà addirittura necessaria, per tutti/e, e quindi a partire almeno dalle scuole superiori. Non è solo una questione di formazione professionale, quanto anche di cittadinanza rispetto imminenti temi geopolitici e ambientali, quali l’inquinamento spaziale, l’utilizzo delle numerose risorse spaziali (materiali, orbitali, frequenze), di cui le giovani generazioni devono essere coscienti.
        A questo scopo, nel 2025 il MIT-Italy FVG Seed Fund ha finanziato il progetto “From Earth to Orbit: Building a Space-Conscious Generation”: una collaborazione in cui il M.I.T. di Cambridge (USA) e l’Università di Trieste hanno unito le proprie competenze nei campi spaziale (Laboratorio di Astrofisica Spaziale a Trieste) e della didattica STEM (la comunità di apprendimento per esperimenti didattici Experimental Study Group al M.I.T.). L’obiettivo della collaborazione consiste nell’avviare lo sviluppo di una didattica spaziale per le scuole superiori, invitando a farne una materia di studio a sé stante, con un proprio libro modulare di riferimento (in preparazione), e costruita tramite esperienze/workshop con le scuole. Tale didattica è elaborata a partire da principi di fisica a livello della scuole superiori, ma il ciclo di lezioni intende estendersi anche a temi come space law e al campo umanistico. Le lezioni impiegano vari metodi pedagogici, in cui studenti e studentesse vengono guidati a concepire una propria missione spaziale intera attraverso lo studio delle sue varie parti, così da capire le diverse questioni fondamentali dello spazio.

        Speaker: Federico Dogo (INAF - Istituto Nazionale di AstroFisica, OATs - Osservatorio Astronomico di Trieste)
      • 64
        Capire le proteine

        Le proteine sono, con acidi nucleici e diversi tipi di zuccheri e di lipidi, costituenti fondamentali di ogni forma di vita, per questo sono oggetto di insegnamento in tutte le scuole, a partire dalla secondaria. Nelle scuole superiori fanno parte del curriculum di scienze, e vengono affrontate in modo più approfondito.
        Ciononostante, il termine proteina evoca nell’immaginario collettivo il pensiero della carne (che in effetti ne è ricca) senza alcun corrispondente chimico/biologico/funzionale.
        Per aiutare le e gli studenti a comprendere meglio, proponiamo l’utilizzo di modelli di proteine, in scala 10 milioni di volte, preparate in gomma morbida o in plastica utilizzando la stampa 3D. Questi modelli, di facile produzione, sono direttamente manipolabili in classe e risultano funzionali alla comprensione della loro forma e delle interazioni con altre proteine o con altri componenti cellulari (DNA, RNA, membrane e metaboliti).
        Il processo per il design dei modelli si articola in varie fasi, che saranno illustrate nei dettagli e che comprendono:

        • dalla sequenza atomica alla superficie molecolare (ottenuta usando
          Chimera o PyMol);
        • dalla superficie molecolare alla superficie stampabile (Blender, MeshLab);
        • preparazione del file per la stampa (dipende dalla stampante);
        • eventuale design dello stampo per la preparazione dei modelli in gomma, colatura della gomma;
        • utilizzo in classe.

        In studi pilota, insegnanti e studenti hanno testimoniato che i modelli tangibili facilitano la comprensione delle forme, del fatto che le proteine hanno diverse flessibilità, e di come interagiscono con altre molecole. In particolare quest’ultimo aspetto viene affrontato con spirito giocoso, quasi si trattasse di un puzzle 3D, e porta all’assimilazione di concetti biologici anche complessi in modo diretto.
        Sarà presentato il metodo per ottenere i file stampabili (.stl) sia delle proteine che degli stampi.
        Si porteranno diversi esempi, e saranno messi a disposizione i file per la stampa.

        Speaker: Monica Maria Zoppè (Istituto di BioFisica (IBF) - CNR)
      • 65
        Dall’esplorazione dell’Universo alla didattica: strumenti e risorse per la scuola dall’esperienza INFN in CTA+ al futuro CTA++

        Il Work Package 1620 – Outreach and Communication dell’INFN, sviluppato nell’ambito del progetto PNRR CTA+ e coordinato nel quadro di OCRA – Outreach Cosmic Ray Activities, ha prodotto e sperimentato una serie di strumenti, contenuti e risorse educative pensate per un utilizzo diretto nella scuola secondaria di II grado, con l’obiettivo di trasferire nella didattica pratiche e metodologie proprie della ricerca in fisica astroparticellare.
        In tale contesto sono stati organizzati due corsi di formazione residenziali per insegnanti delle scuole secondarie di Ii grado, svolti ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (2023) e presso l’Università di Padova (2024), dedicati ai temi dei raggi cosmici e dell’astronomia gamma attraverso un approccio fortemente hands-on. Elemento centrale del corso ai LNGS è stata la costruzione e l’utilizzo dei Cosmic Ray Cube (CRC), rivelatori portatili per la rivelazione di muoni accompagnati da software di acquisizione, materiali didattici e percorsi strutturati per l’analisi dei dati, direttamente trasferibili in classe.
        Questi strumenti sono stati successivamente integrati in percorsi FSL (già PCTO): gli studenti partecipano ad attività di presa dati, analisi e discussione dei risultati, operando come una comunità scientifica distribuita e sviluppando competenze trasversali, digitali e comunicative. Le attività sono supportate da risorse online, linee guida per i docenti e materiali pronti all’uso, progettati per l’integrazione nei curricoli scolastici.
        Accanto alla didattica sperimentale, il WP1620 ha promosso strumenti divulgativi e motivazionali, anche attraverso l’utilizzo di format di gamification, testati in eventi pubblici e adattabili a contesti scolastici interdisciplinari.
        Guardando al futuro, il programma CTA++ intende valorizzare e ampliare i risultati ottenuti in CTA+, rendendo strutturale la produzione di strumenti educativi, piattaforme digitali e risorse open per la scuola, in sinergia con il Cherenkov Telescope Array Observatory - CTAO.

        Speaker: Carla Aramo (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
    • 13:00
      Pranzo in hotel
    • Sessione Talk martedì: Attività rivolte alla formazione dei docenti

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Domenico Di Mauro
      • 66
        Dalla teoria all'esperienza: il modello LSOSAlab per una cittadinanza scientifica consapevole

        Una solida cultura scientifica favorisce lo sviluppo del pensiero critico e della capacità di comprendere e interpretare i fenomeni del mondo che li circonda. Tuttavia, la didattica delle scienze in Italia è stata storicamente penalizzata da un approccio prevalentemente teorico, che ha reso difficile per gli studenti cogliere come i metodi della scienza consentano di interpretare e comprendere la realtà quotidiana. Per rispondere a questa sfida, nel 2013 nasce il progetto LSOSAlab, una collaborazione tra Ministero dell'Istruzione, Università Roma Tre e Accademia delle Scienze di Torino. L'iniziativa mira a favorire la didattica esperienziale nelle scuole, promuovendo un cambio di paradigma: il laboratorio non è inteso come semplice luogo fisico, ma come un’attitudine a osservare la realtà. Attraverso la metodologia del laboratorio povero e l’osservazione di fenomeni quotidiani, è possibile trasformare qualsiasi ambiente, a scuola come a casa, in uno spazio di lavoro dove il docente guida gli studenti nell’osservazione, nella formulazione di ipotesi e nella verifica di modelli esplicativi. Nato per il Liceo Scientifico, il progetto si è progressivamente ampliato, coinvolgendo tutte le tipologie di scuola secondaria di secondo grado e, negli ultimi anni, anche alla scuola secondaria di primo grado.
        L'efficacia del modello proposto risiede nella valorizzazione della formazione tra pari e dell’autonomia del docente. Una piattaforma dedicata raccoglie oltre 250 attività sperimentali proposte dagli stessi docenti, validate tramite peer review, e pronte per essere utilizzate in autonomia nelle classi. Un ambiente di didattica on-line offre corsi di formazione certificati, accessibili tramite la piattaforma SOFIA, su temi di frontiera, dalla fisica moderna alle nanotecnologie.
        Presenteremo la struttura operativa del progetto e i materiali prodotti, analizzando come questi strumenti possano essere adottati non solo nella scuola ma anche nella formazione degli stessi docenti.

        Speaker: Ilaria De Angelis (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 67
        CO2 Lab: un percorso sulla qualità dell’aria indoor promosso dal progetto Erasmus+ CHANGE - CO2 Monitoring in scHools for digitAl aNd Green compEtences

        Questo contributo presenta i risultati del progetto Erasmus+ KA220-VET “CO₂ Monitoring in Schools for Digital and Green Competences” (CHANGE)[1]. L’attività consiste in un percorso STEM sulla qualità dell’aria indoor [2] proposto alle scuole superiori sia come formazione per docenti di Informatica, Fisica e Chimica, sia come PCTO.
        Il progetto è stato coordinato da un ente di ricerca, il consorzio Proambiente del Tecnolopolo CNR di Bologna, che ha sviluppato e sperimentato un percorso che integra competenze digitali (integrazione di sistemi, coding e analisi dati) con temi come monitoraggio della CO₂, effetto serra, sensori e open data, promuovendo consapevolezza sui cambiamenti climatici. Gli insegnanti di quattro istituti VET in Bulgaria, Italia, Romania e Spagna hanno testato e ottimizzato i contenuti. Gli studenti sono i destinatari finali: attraverso l’assemblaggio e l’utilizzo di centraline basate su Raspberry Pi, svolgono attività di monitoraggio continuo della CO₂ in aula. I dati, corredati di metadati, sono raccolti in un repository open data [3] per successive analisi.
        I risultati hanno evidenziato un buon coinvolgimento, ma anche alcune criticità, in particolare nella corretta annotazione dei metadati, fondamentale per garantire qualità e riuso dei dati. Saranno discusse le soluzioni adottate, tra cui formazione docenti, semplificazione degli strumenti e miglioramento delle linee guida, con l'obiettivo finale di stabilire una filiera operativa affidabile che colleghi il monitoraggio agli open data, al fine di favorire iniziative di citizen science che coinvolgano le scuole [4]. Infine, verranno presentati gli elaborati degli studenti, analizzati in relazione al tipo di scuola frequentata e confrontati anche a livello internazionale, mettendo in luce differenze, punti di forza e potenzialità del percorso nei diversi contesti educativi.

        Speaker: Mariaconcetta Canino (CNR)
      • 68
        HOP – Hands on Physics: insegnare la fisica alle scuole secondarie di I grado con un approccio hands-on

        HOP – Hands-On Physics è un progetto promosso da INFN - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, CERN - Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare e Fondazione Agnelli, ideato per supportare gli insegnanti di Matematica, Scienze e Tecnologia della scuola secondaria di primo grado, fornendo nuovi strumenti e metodi didattici per introdurre il metodo scientifico e la fisica.
        Attraverso esperimenti pratici e l’apprendimento basato sull’indagine (inquiry-based learning), il progetto incoraggia gli studenti a esplorare attivamente i concetti scientifici in modo coinvolgente e interattivo.
        Attivo dal 2023 al 2025, il progetto ha offerto agli insegnanti una giornata di formazione e fornito un kit didattico e sperimentale da utilizzare successivamente nelle proprie classi. L’approccio hands-on si basa sull’idea che il metodo scientifico sia già presente nelle esperienze quotidiane degli studenti, serve solo esplorarlo e farlo. Attraverso esperimenti e attività pratiche, il progetto stimola la curiosità degli studenti, aiutandoli a sviluppare una comprensione più profonda dei principali concetti e teorie scientifiche.
        Partendo dal presupposto che il programma di scienze nella scuola media è ampio e che il tempo dedicato alla fisica è limitato, l’inquiry-based learning si è dimostrato un metodo efficace per mostrare agli studenti come vengono interpretati la realtà e i fenomeni scientifici, nonché i metodi utilizzati dagli scienziati per studiarli.
        Al termine dei tre anni di progetto, oltre 2.000 insegnanti provenienti da tutta Italia hanno avuto la possibilità di partecipare alle sessioni di formazione organizzate nelle diverse città. Al termine di ogni anno, inoltre, è stata condotta un’indagine per valutare come gli insegnanti utilizzano il kit nelle loro lezioni. I primi risultati mostrano riscontri molto positivi: gli insegnanti dichiarano di utilizzarlo frequentemente e ne riconoscono il valore all’interno dei programmi didattici.

        Speaker: Ms Martina Bologna (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 69
        Il cielo in una classe: esperienze di astrofisica per la didattica

        Nel mio talk presenterò percorsi di astrofisica per studenti delle scuole secondarie, evidenziando come possano essere efficacemente integrati nella pratica didattica. Come docente e ricercatrice, racconterò come, lavorando su problemi pratici e dati reali, gli studenti possano sviluppare ragionamento critico e collaborazione, imparare a interpretare grafici, valutare l’affidabilità delle informazioni e discutere i risultati in modo consapevole. Presenterò sia attività già sperimentate sia spunti e idee progettuali adattabili a diversi contesti scolastici. Tra queste, i Campionati Italiani di Astronomia rappresentano un’esperienza significativa di applicazione di tali competenze e un caso concreto di valorizzazione delle eccellenze, capace di stimolare curiosità e offrire un modello replicabile di attività integrabili nella didattica quotidiana.

        Speaker: Antonella Tarana (INAF-IAPS)
      • 70
        Scintillab

        Scintillab è un progetto di educazione scientifi ca rivolto alle classi III, IV e V della scuola primaria che si pone l’obiettivo di off rire alle docenti e ai docenti strumenti e pratiche didattiche per rendere la scienza più coinvolgente e accessibile a tutta la classe.
        Il cuore di Scintillab è lo studio della natura della scienza attraverso metodologie inquiry-based. Il progetto invita bambine e bambini a osservare, ipotizzare, sperimentare e trarre conclusioni, mettendo al centro il metodo scientifi co come strumento per esplorare la realtà. Grazie alla guida dell’insegnante, le bambine e i bambini imparano a dare valore al percorso d’indagine, alla discussione dei risultati e alla capacità di rivedere le proprie idee alla luce dell’esperienza.
        Scintillab promuove metodologie didattiche in cui l’apprendimento attraverso l’esperienza diventa il motore del percorso. In questo quadro, si raff orzano anche le competenze trasversali: creatività, problem solving e pensiero critico diventano strumenti chiave per aff rontare il mondo, valorizzando al contempo il lavoro di gruppo e il confronto tra punti di vista.
        Il progetto si compone di due elementi integrati: un kit con materiali progettati per eseguire le attività in piccoli gruppi in classe e un percorso di formazione docenti fortemente incentrato sulla sperimentazione. Le attività sono legate a 5 temi principali: indagine, ombre, gravità, equilibrio, probabilità.
        Scintillab è un progetto promosso dalla Fondazione Agnelli insieme a Ferrari S.p.A. con il contributo scientifi co di CNR – Unità Relazioni con il Pubblico e Comunicazione integrata e la coprogettazione di Fondazione Opendot.

        Speaker: Daniele Molaro (Fondazione Agnelli)
      • 71
        Le Scienze della Terra come laboratorio naturale interdisciplinare

        L’insegnamento delle Scienze della Terra è sempre più sottorappresentato nell’ambito dei curricula di Scienze nelle scuole superiori. In particolare, l’abolizione dei programmi ministeriali a favore delle “indicazioni”, combinata all’aumento dei laureati di area biologica nell’insegnamento delle Scienze Naturali, ha condotto ad una drammatica diminuzione delle ore dedicate alle Scienze della Terra. Questa situazione è aggravata dalla mancanza di una tradizione di studi ed esperienze sulla didattica delle SdT il cui insegnamento si adegua sostanzialmente a quanto offerto nei più comuni libri di testo.

        Un paradosso è rappresentato dalle indicazioni ministeriali, che propongono una didattica fortemente interdisciplinare, legata al territorio e a grandi temi globali e con riferimenti alla storia della disciplina ed al metodo scientifico. Ma molti di questi aspetti raramente possono entrare nell’attività didattica svolta in classe a causa della formazione di base dei docenti, ereditata dalla forte specializzazione dei percorsi accademici.

        Esperienze maturate nell’ultimo decennio in vari progetti di collaborazione con le scuole (PLS Geologia, Federico II per la Scuola) nonché attività di formazione e ricerca (formazione docenti, corsi per accesso alle classi di insegnamento, progetto di Dottorato di Ricerca in Didattica delle SdT) hanno portato a maturazione diverse prospettive di intervento che potrebbero portare le SdT non solo ad uscire dall’angolo nel quale sono state relegate ma proporsi come motori per una ricalibrazione dell’intero impianto di studio delle Scienze nelle scuole superiori.

        Il concetto centrale è quello di proporre il territorio come un laboratorio naturale nel quale sperimentare e apprendere non solo in maniera laboratoriale i fondamenti delle scienze della Terra, e in particolare vedere le implicazioni con aspetti socio-economici di estrema attualità, ma anche mettere in pratica nozioni di chimica, fisica, biologia e matematica troppo spesso impartite in maniera astratta. Un approccio siffatto chiama ad una più stretta collaborazione con gli altri docenti di materie scientifiche, riducendo la reiterata lamentatio della “mancanza di tempo”, e ridefinendo in maniera più equilibrata il rapporto delle SdT rispetto alle classiche hard-science.

        Un secondo aspetto denso di prospettive è quello di integrare aspetti storici di sviluppo della disciplina nella didattica laboratoriale: attuare dei “laboratori” nei quali gli studenti ripetono, con dati reali, scoperte fondamentali rende concreto lo sviluppo della stria della disciplina diventando al tempo stesso un momento concreto di apprendimento dei diversi approcci del metodo scientifico.

        Lo sfondo concettuale proposto è quello del superamento della visione comprensiva dell’insegnamento delle singole discipline a favore della selezione dei nuclei fondanti che servano alla formazione di uno spirito critico sulle possibilità e i limiti della scienza, sulle connessioni con i grandi problemi sociali. Una prospettiva che renda alla Scienze della terra quel ruolo che Edgar Morin creda essa debba avere nel quadro dei “saperi necessari per la scuola del futuro”.

        Speaker: Prof. Alessandro Iannace (Dipartimento di Scienze della Terra, delle Risorse e dell'Ambiente (DiSTAR) Università Federico II)
      • 72
        EAS (Episodi di Apprendimento Situato) nell'educazione ai rischi naturali

        La nostra esperienza ha dimostrato che gli Episodi di Apprendimento Situato (EAS, Rivoltella, 2013) sono un metodo valido di apprendimento attivo efficace in cui vengono potenziate le competenze e lo sviluppo cognitivo degli studenti, favorendo anche il rafforzamento del rapporto educativo con l’insegnante. L’EAS risulta uno strumento versatile e utile anche per gli insegnanti alla ricerca di nuove idee per attività didattiche, acquisendo uno schema robusto applicabile a svariati argomenti argomenti complessi, stimolando la creatività. L’applicazione della didattica per EAS all’insegnamento delle Scienze della Terra per la comprensione dei fenomeni geologici e geofisici, si è rivelato significativo nell’educazione alla riduzione dei rischi naturali. L’EAS, metodo partecipativo di apprendimento attivo in cui gli studenti sviluppano un prodotto digitale, si basa sul modello della flipped lesson e si articola in 3 fasi: preparatoria, operatoria e ristrutturativa (debriefing). L’obiettivo principale degli EAS progettati dai ricercatori dell’INGV è diffondere i concetti fondamentali sui fenomeni geofisici (terremoti, tsunami, …), stimolando gli studenti a realizzare prodotti digitali efficaci per comunicare, sia ai loro coetanei che agli adulti, ciò che hanno appreso sulla riduzione dei rischi naturali. Gli studenti hanno avuto l’opportunità di incontrare i ricercatori e, in alcuni casi, anche di diventare essi stessi ricercatori per un giorno, lavorando in apprendimento cooperativo e comprendendo l'importanza di imparare dal passato per ridurre i disastri naturali in futuro. Queste esperienze hanno coinvolto circa 5000 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia, che hanno realizzato elaborati digitali di vario genere (fumetti, poster interattivi, video, modellini, interviste, pubblicità…). L’approccio innovativo dell’EAS si è rivelato appropriato nel promuovere le migliori pratiche di cittadinanza attiva e la responsabilità sociale.

        Speaker: Giovanna Lucia Piangiamore (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Sede di Lerici)
    • Sessione Talk martedì: Giocare con la scienza

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Luca Balletti (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
      • 73
        Tecnologie immersive per matematica e fisica: l’esperienza Diderot

        Contesto e Obiettivi
        Negli ultimi anni le tecnologie immersive, in particolare realtà aumentata (AR) e realtà virtuale (VR), stanno assumendo un ruolo crescente nella didattica delle discipline scientifiche. In questo contesto, grazie al progetto Diderot della Fondazione CRT, il Dipartimento di Matematica dell’Università di Torino, in collaborazione col Dipartimento di Fisica, ha proposto la linea “Realtà virtuale e aumentata per la matematica e la fisica”, che mira a integrare metodologie innovative nella didattica di matematica e fisica nelle scuole secondarie di Piemonte e Valle d’Aosta. L’obiettivo è favorire la comprensione concettuale attraverso ambienti immersivi che collegano esperienza, rappresentazioni e formalizzazione, promuovendo coinvolgimento e partecipazione attiva degli studenti.
        Materiali e Metodi
        Sono state progettate attività laboratoriali immersive su grafici spazio-tempo, dinamica dei fluidi, sistema solare, utilizzando visori AR/VR e applicazioni dedicate. Le attività, basate su laboratorio e inquiry-based learning, valorizzano manipolazione, multimodalità e lavoro collaborativo. Gli studenti interagiscono con sistemi dinamici osservandone le rappresentazioni grafiche o le grandezze fisiche in tempo reale. Le attività sono svolte in piccoli gruppi, con il supporto di mirroring per favorire la partecipazione di tutta la classe, e sono state condotte da borsisti appositamente formati.
        Risultati
        Le attività hanno coinvolto circa 2700 studenti in numerose scuole. I questionari somministrati a docenti e tutor evidenziano elevato interesse, forte coinvolgimento e capacità di integrare teoria e pratica. I risultati suggeriscono che gli ambienti immersivi supportano il passaggio da intuizioni locali a un uso più sistematico dei concetti, favorendo la costruzione condivisa di significati nelle discipline matematiche e fisiche.

        Speaker: Anna Vignati (Dipartimento di Fisica, Università degli Studi di Torino e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 74
        Il cielo in classe: laboratori STEM tra gioco, coding e narrazione scientifica.

        Il contributo presenta un percorso pluriennale di didattica laboratoriale e public engagement scientifico sviluppato nella scuola secondaria di I grado, nato dall’incontro tra la mia esperienza di ricerca scientifica presso il CNR e la pratica educativa quotidiana.

        La proposta raccoglie una carrellata di esperienze STEM e astronomiche realizzate negli anni, accomunate da un approccio basato su learning by doing, gamification, interdisciplinarità e forte coinvolgimento attivo degli studenti.

        Il percorso prende avvio dai primi laboratori sulle costellazioni, realizzati attraverso circuiti elettrici e poster parlanti, in cui gli studenti hanno costruito modelli luminosi del cielo e supporti interattivi per la divulgazione scientifica. A questi si sono affiancate attività di coding e robotica educativa con Arduino, utilizzato per costruire dispositivi sperimentali.

        La riflessione sullo spazio e sull’esplorazione scientifica si è ampliata con laboratori dedicati alle serre idroponiche come modello di coltivazione nello spazio, mettendo in dialogo astronomia, scienze della Terra e sostenibilità.

        Il percorso comprende inoltre attività narrative e visuali, tra cui il recente laboratorio su manga e astronomia, in cui i linguaggi vicini agli adolescenti diventano strumenti per raccontare il cosmo, le missioni spaziali e i fenomeni celesti.

        Tra le esperienze più significative si inserisce anche il progetto “Comete: dal mito alla misura”, premiato con il primo premio nazionale INAF, presentato come tappa di un cammino più ampio di educazione scientifica.

        L’intervento intende mostrare come il gioco, il laboratorio e la narrazione possano diventare strumenti per costruire conoscenza scientifica, orientamento STEM e cittadinanza scientifica.

        Speaker: Antonella Manca (Istituto comprensivo Tommaso Grossi plesso secondaria di primo grado Tito Livio)
      • 75
        “Nudge”: la spinta gentile per educare alla riduzione dei rischi naturali

        Influenzare i comportamenti è fondamentale nelle politiche pubbliche volte a ridurre la vulnerabilità a fenomeni naturali sempre più estremi (inondazioni, frane, terremoti e tsunami). L’approccio del nudge (spinta gentile) si basa sulla teoria di Thaler e Sunstein per influenzare a fin di bene i processi decisionali, spingendo gentilmente un individuo verso l'opzione "migliore" per la società senza farlo sentire limitato nella sua libertà né escludere esplicitamente altre vie nell’interesse di tutti. Tra le attività dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sulla riduzione dei rischi naturali, il nudge utilizza la gamification in contesti di Challenge Based e Transformative Learning per scuole di diversi ordini, che si sfidano in occasione di eventi speciali tra classi di tutta Italia. L’obiettivo è attivare, in modo istintivo, i comportamenti corretti in caso di pericolo. Le avventure di Salvina (Piangiamore & Maramai, 2022), una serie di giochi didattici per riflettere sull'importanza di conoscere il proprio territorio, sviluppano le Safe Skills. Video emozionali, immagini e glossario favoriscono l’apprendimento attraverso il gioco e sono stati utilizzati per progettare il nudge “Acqua Viva”, che ha partecipato a EPALE (Piattaforma Elettronica Apprendimento Adulti in Europa) EDU HACK 2022. Il team “Smart citizens” del Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) di La Spezia con la ricercatrice INGV ha vinto in questa occasione lo speciale “Social award” quale nudge più votato su Facebook, classificandosi al quarto posto nell’hackathon (Piangiamore et al., 2023). Un altro nudge INGV è stato realizzato nell’ambito di CONIRI (CONvivere con I RIschi naturali), cammini educativi di mitigazione del rischio sismico e idrogeologico nell’ambito del progetto FCR (Futuri Cittadini Responsabili) 2.0. Questo nudge ha vinto il secondo premio e una menzione speciale nella Sezione “Processi e Progetti Educativi” del Premio Basile 2025, XXIII Edizione.

        Speaker: Giovanna Lucia Piangiamore (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Sede di Lerici)
      • 76
        DI5CIS: una Escape Room interattiva per la didattica STEM in contesti di svantaggio educativo nell'ambito di 5GINED

        Il contributo presenta DI5CIS (Didattica Interattiva in 5G: Contenuti Immersivi Sincroni) come caso d'uso del progetto europeo 5GINED (5G Naples & Matera for Inclusive and Innovative Education), finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Connecting Europe Facility. 5GINED mira a contrastare la povertà educativa in aree socio-economicamente svantaggiate di Napoli e Matera, sfruttando una Rete Privata Mobile Ibrida 5G realizzata da Fastweb/Vodafone Italia per erogare soluzioni educative ibride, innovative e immersive nell'ambito di un modello di Hybrid Classroom. Nell'ambito del caso d'uso "Didattica Interattiva", DI5CIS, sviluppata e testata originariamente nel quadro dell'omonimo progetto co-finanziato dal MIMIT, è stata selezionata per una sperimentazione su scala allargata nelle scuole napoletane, contesto in cui le sfide di inclusione sociale ed educativa risultano particolarmente rilevanti. DI5CIS è un'applicazione mobile strutturata come Escape Room su due storie interattive, rivolta a studenti delle Scuole Secondarie di Secondo Grado per l'apprendimento di chimica e fisica. Co-progettata da insegnanti, ricercatori e progettisti, si fonda su quattro pilastri: 1) gamification narrativa e collaborativa; 2) compiti laboratoriali e problem solving come strategie elettive per la didattica delle STEM; 3) interazione coerente con il contenuto delle scene; 4) tecnologia 5G per la collaborazione in tempo reale e sensori del dispositivo per l'esperienza immersiva. L'intervento illustrerà le caratteristiche dell'applicazione e i risultati preliminari della sperimentazione condotta nel progetto DI5CIS, che hanno evidenziato una percezione positiva degli studenti sia sul piano del coinvolgimento che dell'apprendimento. La sperimentazione nell'ambito di 5GINED è attualmente in fase di avvio, con il reclutamento delle scuole partecipanti in corso.

        Speaker: Francesca Dagnino (ITD-CNR)
      • 77
        Alla Ricerca dell'equilibrio perduto: una escape room per l'apprendimento informale delle STEMS

        Negli ultimi anni, le Escape Room a tema scientifico si sono dimostrate essere uno strumento didattico innovativo, in grado di promuovere lo spirito di collaborazione tra i partecipanti e la relativa capacità di problem-solving. In questo contributo, verrà descritta l’esperienza dell’Escape Room “Alla Ricerca dell’equilibrio perduto “ ideata da alcuni Istituti del CNR (IAC, IGB, IPCB, INO, IRET, ISASI, SPIN) con il supporto di Luca Coppola, esperto di game design e realizzazione ludica, nell’ambito delle iniziative di CNR-CREO (CampaniaREteOutreach) rete costituita da Istituti del CNR con almeno una sede in Campania nonché interesse e passione per la divulgazione scientifica.

        L’E.R. intende evidenziare la multidisciplinarietà del CNR, sottolineando come l’interazione tra le diverse discipline scientifiche costituisca sempre un’opportunità di arricchimento culturale.

        La narrazione parte dalla storia di una scienziata del CNR che ha nascosto alcuni indizi per accedere a una scatola contenente una presentazione da portare al G20 al fine di risolvere la crisi ambientale del pianeta. Compito dei partecipanti è svelare la password per aprire la scatola, risolvendo una serie di enigmi che, in parte, prevedono la realizzazione di brevi esperimenti scientifici, ideati dalle ricercatrici e dai ricercatori CNR sulla base del proprio background.

        L'esperienza, modulabile e adattabile a diversi contesti e fasce di età, è di norma seguita da una fase di debriefing sui contenuti didattici, con la possibilità di fornire ai partecipanti ulteriori materiali di approfondimento.

        E’ stata presentata nel corso di vari eventi a partire da Futuro Remoto (2022,2023), Parla Potabile (2022,2023), Comicon (2023,2025), Lucca Comics and Games (2023), Partenoplay (2022,2024), Salone della Dieta Mediterranea (2024).

        Nel 2025, l’ER- CREO è inserita in un partenariato comprendente tra gli altri INFN ed INAF, candidatosi all’MSCA- Action per la European Reseachers Night (biennio 2026-2027).

        Speaker: Dr Alessandra Rocco (CNR- Istituto Nazionale di Ottica)
      • 78
        HEPscape!: una escape room educativa per esplorare la fisica delle alte energie

        HEPscape! è una escape room educativa progettata per avvicinare il pubblico alla fisica delle alte energie attraverso un’esperienza immersiva e collaborativa. L’attività traduce concetti complessi — come rivelatori, particelle e analisi dei dati — in enigmi interattivi e sfide narrative accessibili a un pubblico non esperto.

        I partecipanti, organizzati in gruppi, sono chiamati a risolvere problemi ispirati a scenari reali della ricerca in fisica delle particelle, combinando logica, osservazione e lavoro di squadra. La struttura dell’esperienza integra elementi di game design con obiettivi educativi, favorendo l’apprendimento attivo e il coinvolgimento emotivo.

        HEPscape! è stato sviluppato come formato modulare e adattabile, utilizzabile in diversi contesti, tra cui eventi pubblici, festival della scienza e attività scolastiche. Le implementazioni indicano un elevato livello di engagement e una buona capacità di stimolare curiosità e comprensione dei temi trattati.

        Questo lavoro presenta il design dell’esperienza, le scelte educative e le prospettive per il public engagement scientifico.

        Speaker: LIVIA SOFFI (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 79
        Question Time
    • Sessione Talk martedì: Luoghi, linguaggi e strategie per valorizzare la scienza

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Caterina Boccato (Istituto Nazionale di Astrofisica)
      • 80
        Il Museo va a scuola

        Il Museo Enrico Fermi di Roma ha tra i suoi compiti la ricerca in divulgazione ed educazione scientifica, realizzata sia attraverso il percorso museale, sia, dal settembre del 2025, attraverso un’offerta formativa rivolta alle scuole primarie e secondarie di primo grado della città di Roma. Tenendo come linea guida i contenuti del museo, ovvero la storia del gruppo di via Panisperna e la fisica ad essa collegata, sono stati individuati tre percorsi di formazione scientifica, incentrati sui temi: energia, luce e materia.
        Per ognuno di essi è stato preparato un intervento in aula della durata di un paio di ore seguito da una visita al museo, circa della stessa durata.
        Nel primo caso, i concetti teorici collegati ai temi indicati sono introdotti ricorrendo alla prova sperimentale, grazie alla presenza, in ogni momento di realizzazione del progetto, di un operatore del museo. Attraverso semplici esperimenti e misure realizzate con strumenti accessibili e corretti, l’analisi qualitativa di un problema viene affiancata dall’aspetto quantitativo, compatibilmente con le difficoltà.
        Il secondo momento, al museo, prevede una prima parte di introduzione generale alla storia della scienza, legata alle vicende di via Panisperna, seguita dalla visita all’esposizione museale, attraverso un percorso composto da una parte comune per tutti e da una parte caratterizzata in base all’itinerario didattico scelto dalla classe.
        L’idea di fondo prende spunto dalla necessità di incentivare l’approccio STEM da parte di alunni e alunne, fin dai primi anni della scuola, se non, quando possibile, dall’ultimo anno della scuola materna.
        Il ricorso ad una metodologia di lavoro basata sull’IBL (Inquiry based learning) consente di semplificare e rendere accessibili concetti complessi, allo scopo di introdurre un metodo di lavoro indirizzato verso l’acquisizione di competenze specifiche e trasversali, per mettere le basi di una cittadinanza scientifica solida e duratura. L’attività sperimentale, in cui i discenti devono “mettere le mani” è accompagnata da un quaderno di laboratorio ideato su misura, al fine di annotare alcuni passaggi ritenuti importanti, da riportare nella discussione finale, momento di sintesi a classe intera, sotto la guida degli operatori museali.

        Speaker: Luca Malagoli (Centri di Ricerca Enrico Fermi)
      • 81
        Dal magnetogramma al pentagramma: un’esperienza sonora per esplorare la geofisica attraverso la musica

        Negli ultimi anni il public engagement nelle discipline scientifiche ha sempre più valorizzato approcci interattivi e transdisciplinari capaci di rendere accessibili fenomeni complessi. In questo contesto si inserisce l’esperienza “Dal magnetogramma al pentagramma: echi magnetici delle tempeste solari”, realizzata in occasione del Festival di BergamoScienza.
        L’attività propone un approccio innovativo basato sulla sonificazione dei dati geofisici: variazioni del campo magnetico e della conducibilità elettrica del sottosuolo, acquisite nell’ambito del progetto MARGE (INGV), vengono trasformate in tempo reale in strutture musicali tramite algoritmi sviluppati nel progetto MTMusic. La performance consente di “ascoltare” l’evoluzione di una tempesta geomagnetica e la risposta della Terra, rendendo percepibili fenomeni normalmente invisibili.
        Lo spettacolo si configura come un’esperienza immersiva e partecipativa, in cui narrazione scientifica, visualizzazione dei dati e improvvisazione musicale si fondono per favorire un apprendimento intuitivo. La trasformazione dei dati in suono stimola curiosità, coinvolgimento emotivo e comprensione concettuale. Questo approccio consente di esplorare fenomeni complessi, come le tempeste geomagnetiche, i campi elettrici indotti e la struttura geologica attraversata, attraverso un linguaggio sensoriale, immediato e accessibile. Il format è già stato sperimentato con successo sia con il pubblico generale sia con studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
        L’attività può essere interpretata come una forma di apprendimento esperienziale in cui le emozioni suscitate da musica e suoni predispongono il pubblico alla comprensione dei fenomeni scientifici e ne favoriscono l’approfondimento con i ricercatori.
        L’integrazione tra scienza e arte si configura quindi come una strategia efficace per avvicinare le nuove generazioni alle discipline STEAM e rafforzare il ruolo dei ricercatori come mediatori culturali.

        Speaker: Paola De Michelis (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
      • 82
        Umanistica Digitale a scuola: percorsi di valorizzazione del patrimonio documentale e culturale

        Il contributo si inserisce nell’ambito dell'attività “Researchers at Schools” del progetto “SuperScienceMe – Research is your elevation”, che, sotto il coordinamento dell’Università della Calabria e con la partecipazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’Università Magna Grecia di Catanzaro, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e dell’Università degli studi della Basilicata, mira a rafforzare il dialogo tra scuola e ricerca, trasformando le aule in laboratori di co-progettazione interdisciplinare. In tale contesto, l'intervento si focalizza sull’integrazione tra discipline umanistiche e tecnologie digitali avanzate, in linea con la EU Mission “Green and Smart Cities”, e presenta la realizzazione di percorsi di valorizzazione del patrimonio documentale e culturale condotti dalle ricercatrici dello IIT-CNR presso il Liceo Classico Pitagora di Crotone.

        L’esperienza ha previsto attività di didattica informale, partecipativa e collaborativa, finalizzate allo sviluppo di progetti di ricerca su sfide sociali concrete, attraverso gruppi di lavoro composti da docenti, studentesse e studenti e ricercatrici.

        Nello specifico, il contributo descrive la realizzazione di due percorsi sperimentali, denominati “Memorie Digitali”, incentrati sulla digitalizzazione in ambito umanistico. I risultati evidenziano come il trasferimento e l’applicazione, in ambito scolastico, delle metodologie della ricerca scientifica e l’introduzione di metodologie digitali applicate allo studio dei beni culturali e archivistici del territorio producano effetti significativi sul percorso formativo degli studenti, incidendo sullo sviluppo di competenze digitali avanzate, finalizzate a pratiche di digitalizzazione, catalogazione, metadatazione, ricerca bibliografica e analisi linguistica, e sulla costruzione di un rinnovato senso di identità culturale e cittadinanza attiva.

        Speaker: Dr Maria Teresa Guaglianone (Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche)
      • 83
        Dalla trasmissione alla co-creazione: linguaggi e pratiche per una cultura scientifica partecipata

        Per molti studenti, l'incontro scolastico con la scienza genera più spesso un senso di inaccessibilità che curiosità. Superare questa distanza significa provare a restituire la scienza come una risorsa dei cittadini. In questa prospettiva, l'obiettivo è offrire percorsi plurali in cui la scienza sia valorizzata come processo creativo e aperto, capace di intercettare anche chi non rientra appieno nei canoni didattici tradizionali e di porre le basi per una cittadinanza informata.

        L'INFN affronta questa sfida attraverso due programmi nazionali che coinvolgono ogni anno oltre 20.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado: Art&Science Across Italy e il Premio Asimov. L'elemento chiave che accomuna queste esperienze è il passaggio da una comunicazione prevalentemente trasmissiva a una logica di co-creazione, in cui le nuove generazioni non sono destinatarie passive ma protagoniste attive del processo culturale.

        Alla base dei due progetti vi è l'idea che l'accesso alla scienza possa avvenire attraverso codici espressivi differenti, ciascuno in grado di attivare specifiche modalità di comprensione: Art&Science Across Italy utilizza il linguaggio dell'arte e dell'immagine per tradurre concetti scientifici complessi in esperienze visive e processi creativi condivisi; il Premio Asimov si fonda invece sul linguaggio della parola, della lettura critica e della scrittura argomentata, guidando gli studenti nell'analisi della saggistica scientifica contemporanea.

        In entrambi i casi, la scienza emerge non come un insieme di nozioni da apprendere, ma come una pratica culturale, fondata su processi di interpretazione, confronto e costruzione di significato.

        Questi percorsi contribuiscono inoltre a ricomporre una frattura ancora presente nei sistemi educativi: quella tra cultura scientifica e cultura umanistica, mostrando come queste dimensioni non siano in opposizione, ma parti integranti di un unico processo di produzione del sapere.

        L'intervento discuterà come, grazie alla scala nazionale, alla diffusione territoriale e alla continuità nel tempo, tali esperienze creino le condizioni per un coinvolgimento strutturato e non episodico dei giovani nella cultura scientifica. Attraverso pratiche di partecipazione attiva e produzione culturale, i programmi favoriscono lo sviluppo di familiarità, atteggiamenti di fiducia e senso di agency nei confronti della scienza, elementi riconosciuti come esiti intermedi essenziali per rafforzare nel tempo il rapporto tra nuove generazioni, ricerca e sapere scientifico.

        Speaker: Giuliana Galati (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 84
        Dalla ricerca alla scuola per scoprire la biodiversità

        Nell’ambito delle attività dello Spoke 7 del National Biodiversity Future Centre (NBFC), dedicato alla divulgazione della biodiversità, sono state intraprese azioni mirate al potenziamento dell’educazione ambientale in ambito scolastico. In questo contesto, IRET – sede di Pisa ha avviato collaborazioni con scuole secondarie di primo e secondo grado attraverso due progetti: Conoscere, salvaguardare, incrementare la biodiversità del litorale e La natura c'è e si vede: esperienza e rappresentazione della biodiversità. Il primo progetto ha coinvolto tre classi seconde della scuola secondaria di primo grado Niccolò Pisano di Marina di Pisa, già impegnata in precedenti attività su piante dunali. Le classi hanno partecipato alla raccolta, pulizia e semina di specie rare della costa toscana (Centaurea sphoerocephala e Limonium etruscum). Le piantine sono state allevate e successivamente trapiantate in un’aiuola appositamente realizzata nel giardino della scuola, corredata di un cartello informativo. L’attività ha avuto come obiettivo l’approfondimento dei temi della conservazione della biodiversità e della perdita di habitat litoranei a causa dell’antropizzazione, valorizzando il ruolo attivo di alunni e alunne come veri e propri “custodi della biodiversità”. Il secondo progetto ha coinvolto le classi del Liceo Artistico Russoli di Pisa, per osservare e analizzare la rappresentazione della natura nell’arte e a riflettere sul rapporto contemporaneo tra natura e arte in tutte le sue forme figurative: pittura, scultura, architettura. Il percorso ha alternato interventi in classe a sessioni di pittura all’aria aperta nel Parco di Migliarino San Rossore e a lavori di gruppo finalizzati allo sviluppo di progetti architettonici ispirati alle Soluzioni basate sulla Natura. Nel loro insieme, le attività svolte mostrano l’efficacia della collaborazione tra ricerca e scuola per far conoscere, sperimentare e tutelare la biodiversità.

        Speaker: Dr Francesca Bretzel (CNR IRET, Pisa)
      • 85
        Enlighting CoVisions. Ibridazioni tra Fisica, Arte e Design

        CoVisions esplora il dialogo tra Fisica, Arte e Design come linguaggio contemporaneo per la comunicazione della ricerca. Il progetto espositivo, ispirato alla fisica della luce e della percezione visiva, traduce concetti scientifici in esperienze visive accessibili, con l’obiettivo di rendere la conoscenza più condivisibile e coinvolgente.

        In linea con una tradizione di contaminazione tra discipline, CoVisions evidenzia come le innovazioni scientifiche richiedano oggi nuovi codici espressivi, capaci di interpretare e comunicare la complessità del sapere contemporaneo.

        Il progetto coinvolge giovani designer del Corso di Laurea Magistrale internazionale Designer for the Built Environment (DBE) del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli che hanno collaborato con ricercatori e professionisti dei campi della fisica e dell’arte. Da questo confronto sono nati progetti di product, digital ed exhibit design, orientati a esplorare modalità contemporanee di narrazione della scienza.

        Le attività didattiche e progettuali sono confluite in una mostra presentata in anteprima alla XXXVIII edizione di Futuro Remoto 2024 e successivamente al Centro Enrico Fermi di Roma in occasione dell’International Day of Light del 2025.

        Speaker: Elisabetta Baldanzi (CNR Istituto Nazionale di Ottica, Università degli Studi di Firenze)
      • 86
        Impatto tangibile da un cielo invisibile: l’astrofisica d’avanguardia in classe

        L’astrofisica delle altissime energie (VHE) esplora alcuni dei fenomeni più estremi dell’Universo. Una frontiera affascinante della scienza moderna con una natura intrinsecamente “invisibile” e basata su tecniche di rivelazione indiretta che ne rende particolarmente complessa la comunicazione in ambito educativo.

        Per affrontare questa sfida, il gruppo INDACO dell’INAF, nell’ambito del progetto PNRR “CTA+” (a guida INAF, in collaborazione con INFN e Università italiane), ha sviluppato un approccio integrato che combina linguaggi innovativi e coinvolgimento attivo dei partecipanti. Tra le azioni intraprese: esperienze immersive (realtà virtuale, spettacoli per planetario e teatro), installazioni interattive (cubo per raggi cosmici, museo) e risorse digitali dedicate.

        Il contributo presenta in particolare un format educativo replicabile basato sulla co-creazione: un concorso nazionale rivolto alle scuole secondarie di secondo grado, in cui le classi sono state coinvolte come produttori di contenuti scientifici sull’astrofisica VHE, sulla fisica di base delle sorgenti e sulle tecnologie dei telescopi Cherenkov. L’iniziativa ha coinvolto 33 classi da scuole di tutta Italia e indirizzi diversi, che hanno realizzato un ampio ventaglio di prodotti (giornali online, brani musicali, quiz interattivi, giochi, modelli funzionanti di telescopi), dimostrando la capacità degli studenti di rielaborare contenuti complessi in linguaggi contemporanei.

        L’efficacia dell’approccio è stata evidenziata dall’elevata partecipazione sia al concorso sia all’evento finale, che ha riunito oltre 250 studenti, favorendo un dialogo diretto con il mondo della ricerca, ma anche dalla risposta positiva dei docenti.

        Questo lavoro mostra come strategie basate sulla partecipazione attiva e sulla traduzione creativa dei contenuti possano rendere accessibili ambiti altamente specialistici, offrendo al contempo un modello trasferibile per la didattica e la divulgazione della scienza d’avanguardia.

        Speaker: Anna Wolter (INAF - OABrera)
    • Sessione Talk martedì: Strumenti/contenuti/risorse per la scuola

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Claudia Mazzanti (Consiglio nazionale delle Ricerche)
      • 87
        INFN Kids - la scienza con le bambine e i bambini

        INFN Kids è un progetto di educazione scientifica promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare rivolto ai giovani della scuola primaria e secondaria di primo grado. L’iniziativa mira a favorire lo sviluppo di un atteggiamento positivo nei confronti della scienza, con particolare attenzione alla fisica, ispirando i più piccoli attraverso il racconto ed esperimenti che illustrano i concetti alla base dei diversi ambiti di ricerca dell’INFN. Vengono descritte le tecnologie e le applicazioni delle scoperte scientifiche nella vita quotidiana e vengono inoltre presentate le professionalità che operano nel mondo della ricerca.

        Il progetto riunisce personale proveniente da 15 tra Sezioni e Laboratori Nazionali dell’INFN nella progettazione e realizzazione di prodotti multimediali, attività laboratoriali, fumetti, giochi, dimostrazioni scientifiche ed exhibit. Le attività vengono proposte sia in presenza - presso le scuole, festival della scienza e presso le sedi INFN - che online tramite i canali social dedicati.

        Le metodologie adottate e gli strumenti didattici tra cui lezioni, incontri interattivi, attività hands‑on, giochi scientifici, sono progettati per un coinvolgimento partecipato e attivo dei bambini nell’esplorazione dei fenomeni naturali. La molteplicità delle proposte consente di includere anche insegnanti e famiglie nei destinatari del progetto e di ampliare l’offerta formativa rispondendo alle esigenze di pubblici diversi.

        In questo contributo viene presentata una panoramica delle iniziative in corso per condividere l’esperienza maturata. In particolare verranno illustrati i fumetti con i protagonisti Leo e Alice che accompagnano i bambini alla scoperta del micro e del macrocosmo, e le attività laboratoriali progettate per introdurre alcuni concetti fondamentali relativi alla materia e alla sua struttura interna.

        Speaker: Susanna Bertelli (LNF)
      • 88
        Grande come un virus: la mostra in classe

        Il kit didattico "Grande come un virus: la mostra in classe" sviluppa e amplia i contenuti dell'omonima mostra ideata dall’Istituto di Biofisica del CNR e realizzata in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design di Milano. Nata per il centenario del CNR (2023), l'iniziativa è stata ospitata in sedi prestigiose come il Museo di Storia Naturale di Milano e il Festival della Scienza di Genova, riscuotendo un ampio consenso dal mondo della scuola con oltre 50 classi coinvolte. Attualmente, l’esposizione è allestita presso il Museo di Storia della Medicina di Padova, dove si registrano già 150 visite scolastiche tra incontri conclusi e prenotazioni.
        Proprio il riscontro positivo dei docenti ha guidato l'evoluzione del progetto verso un kit didattico dedicato: uno strumento pedagogico rigoroso, progettato per integrarsi agevolmente nella programmazione curricolare. Il pacchetto include un video-tour della mostra, schede operative per gli studenti, guide per gli insegnanti, approfondimenti tematici e strumenti di valutazione dell’impatto. Un elemento distintivo è la disponibilità di file per la stampa 3D: l’uso di modelli tangibili e manipolabili rende accessibili concetti complessi, favorendo un apprendimento attivo e inclusivo.
        Tutte le risorse sono liberamente scaricabili dal sito dell’Istituto di Biofisica. I dati ne confermano l'efficacia: oltre 6.300 visualizzazioni totali con un trend in forte ascesa e numerosi download. Garantendo inclusività e capillarità, il kit offre una risorsa autonoma alle scuole impossibilitate alla visita fisica, rendendo l’offerta didattica fruibile su scala nazionale. In questo modo, l'iniziativa si propone come un modello di risorsa educativa aperta che valorizza la ricerca scientifica e consolida il dialogo tra comunità scientifica e società.

        Speaker: Claudia Massa (Istituto di Biofisica - CNR)
      • 89
        STEM UP! Scienza, Tecnologia, Creatività

        Il progetto “STEM UP! Scienza, Tecnologia, Creatività” si configura come un’iniziativa innovativa di public engagement volta a promuovere la cultura scientifica e l’orientamento alle carriere STEM tra le giovani generazioni, con particolare attenzione all’inclusione e alla riduzione del divario di genere. Sviluppato attraverso la collaborazione tra scuole, università, enti di ricerca e attori del territorio, il progetto adotta un approccio educativo interdisciplinare e laboratoriale, in cui il learning by doing rappresenta il fulcro delle attività.
        Rivolto a studentesse e studenti della scuola secondaria di primo grado, nonché a docenti e famiglie, STEM UP propone percorsi formativi che integrano laboratori pratici, tecnologie digitali e momenti di orientamento.
        Le attività affrontano tematiche che spaziano dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità, dalla fisica all’ingegneria, favorendo una visione delle STEM come strumenti per comprendere e affrontare la società in cui viviamo. I percorsi proposti hanno prodotto risultati concreti, stimolando la partecipazione attiva delle studentesse e degli studenti, che hanno progettato e sviluppato apparati sperimentali, strumenti e modelli fisici, sperimentando direttamente i fenomeni studiati e mettendo in pratica le conoscenze acquisite.

        Elemento centrale del progetto è la costruzione di una comunità educante ampia e partecipativa, in cui scuola, ricerca e società civile collaborano per sviluppare modelli didattici innovativi e inclusivi. In questo contesto, STEM UP! vuole contribuire a sostenere il ruolo della scuola come spazio di sperimentazione e dialogo con la ricerca, promuovendo un apprendimento attivo, accessibile e culturalmente rilevante.
        Il progetto, finanziato dal Fondo di Beneficenza di Intesa San Paolo, rappresenta un esempio significativo di come il public engagement possa favorire una più ampia partecipazione alla scienza, sostenendo la formazione di cittadini consapevoli e preparati ad affrontare le sfide del futuro.

        Speaker: Dr Antigone Marino (CNR-ISASI, Istituto di Scienze Applicate e Sistemi Intelligenti, c/o Dipartimento di Fisica, Università di Napoli Federico II, Monte S. Angelo, via Cinthia, 80126 Napoli (Italia))
      • 90
        Educazione allo sviluppo sostenibile con le ricercatrici e i ricercatori nella scuola primaria

        Dal 2021, nel territorio metropolitano di Bologna è stato avviato un percorso di promozione dell’educazione allo sviluppo sostenibile (ExSS) nella scuola primaria, basato sulla cultura scientifica e fondato su una collaborazione strutturata tra ricerca e scuola: progetto Agenda 2030 delle bambine e dei bambini.
        Cuore del progetto, ideato dalla Città metropolitana di Bologna (CmBO), è un modello di co-progettazione tra docenti e comunità scientifica che coniuga rigore scientifico e competenze pedagogiche. Questo approccio ha reso possibile la realizzazione di esperienze educative capaci di stimolare curiosità, pensiero critico e partecipazione attiva, trasformando la scienza in un linguaggio accessibile e condiviso, grazie alla presenza in classe di ricercatrici e ricercatori (CNR, INAF, Associazione Donne e Scienza).
        Dalla meta-riflessione sul percorso, che ha coinvolto finora 117 classi e 2494 alunne/i, è nato un Catalogo delle esperienze con undici percorsi didattici che affrontano temi chiave come cambiamento climatico, biodiversità, genetica e sostenibilità ambientale, traducendoli in attività coinvolgenti e adatte alla scuola primaria.
        Pensato come strumento aperto e flessibile, il Catalogo è progettato per essere replicato in diversi contesti, favorendo la diffusione di pratiche educative innovative. Esso rappresenta una leva strategica per il rafforzamento dell’ExSS nella comunità educante metropolitana, che coinvolge scuola, scienza, territorio e istituzioni nella costruzione di una Strategia per l’ExSS, denominata “Formiche Verdi”, e nell’animazione di una community di riferimento.
        Il Catalogo e la diffusione nella Community si inseriscono nei progetti “Lo sviluppo sostenibile come valore per la costruzione delle politiche metropolitane – focus sulle politiche educative” e “VIESS Valutazione di impatto nell’educazione per lo sviluppo sostenibile”, realizzati in collaborazione tra CmBO e l’Area territoriale di Ricerca CNR di Bologna su finanziamento del MASE

        Speaker: Paola De Nuntiis (CNR-ISAC)
      • 91
        Strumenti e risorse per l’insegnamento delle Scienze della Terra: una piattaforma ad accesso libero per i docenti della scuola secondaria

        L’insegnamento delle Scienze della Terra nella scuola secondaria di secondo grado italiana presenta criticità strutturali legate alla marginalizzazione della disciplina nel curricolo di Scienze Naturali, alla limitata formazione geologica di molti docenti e alla prevalenza di approcci didattici tradizionali. In questo contesto diventa particolarmente rilevante lo sviluppo di strumenti e risorse in grado di supportare i docenti nella progettazione di attività coerenti con le Indicazioni Nazionali e con l’approccio STEM.

        Il contributo presenta i risultati di un progetto di ricerca sviluppato nell’ambito di un dottorato in didattica delle Scienze della Terra, finalizzato alla progettazione e validazione di risorse didattiche per l’insegnamento della disciplina nei licei. Il lavoro si è articolato in tre fasi: un’indagine nazionale rivolta ai docenti di Scienze Naturali per analizzare lo stato dell’insegnamento delle Scienze della Terra; la progettazione di un curricolo disciplinare accompagnato da scenari didattici strutturati e rubriche di valutazione; la sperimentazione dei materiali in contesti scolastici reali attraverso un percorso di ricerca-azione che ha coinvolto 12 scuole, 35 docenti e 119 classi. Uno dei risultati principali del progetto è la messa a disposizione pubblica delle risorse didattiche sviluppate durante la ricerca attraverso una piattaforma online dedicata:
        https://www.didatticascienzedellaterra.distar.unina.it/

        Il sito raccoglie scenari didattici, materiali operativi per il lavoro in classe, strumenti digitali, tutorial e indicazioni metodologiche pensati per supportare i docenti nella progettazione delle attività e nell’integrazione delle Scienze della Terra nella programmazione didattica. Le risorse sono progettate come unità didattiche flessibili, adattabili ai diversi contesti scolastici e basate sull’uso di dati reali, strumenti digitali e attività di indagine che valorizzano il ragionamento spaziale, temporale e sistemico tipico delle Scienze della Terra. La disponibilità ad accesso libero dei materiali intende favorirne la diffusione tra i docenti e sostenere l’adozione di approcci didattici più attivi e coerenti con la natura della disciplina.

        Speakers: Alessandro Iannace (Università degli Studi Federico II di napoli), Teresita Gravina (Unviersità degli studi Federico II di Napoli)
      • 92
        Esplorare la ricerca scientifica: tecnologie immersive e innovazione nella valorizzazione della conoscenza all’INAF

        Le tecnologie immersive sono sempre più riconosciute come strumenti in grado di ridefinire i processi di apprendimento, trasformando la conoscenza da contenuto da assimilare a esperienza da vivere. Questo aspetto è particolarmente rilevante in astrofisica, dove la conoscenza si basa spesso su fenomeni non direttamente osservabili o sperimentabili. In questo contesto, le tecnologie estese consentono di esplorare ambienti altrimenti inaccessibili, rendendo più comprensibili distanze spaziali, relazioni fisiche e oggetti celesti che resterebbero altrimenti astratti. Il loro valore non risiede soltanto nell’aumentare il coinvolgimento, ma nella possibilità di costruire percorsi di apprendimento contestualizzati, in uno spazio continuo tra rappresentazione e interazione.
        Il contributo presenta alcune esperienze sviluppate presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica, all’interno del team “Extended and Immersive Technologies” dell’Unità Scientifica Centrale, impegnato in attività di ricerca e innovazione per la valorizzazione della conoscenza, attraverso l’integrazione di piattaforme di realtà aumentata e ambienti virtuali.
        Viene inoltre illustrata la serie di congressi VITE (Various Innovative Technological Experiences - https://indico.ict.inaf.it/event/1987/, https://indico.ict.inaf.it/event/2541/, https://vite3.sparkme.space/), concepita come vetrina delle attività del gruppo e come strumento per la costruzione di una comunità nazionale interdisciplinare che coinvolge enti di ricerca, scuola, università, aziende e istituzioni, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione tecnologica e il suo impatto culturale e sociale.
        Le tre edizioni del ciclo VITE (2022–2025) hanno contribuito al consolidamento di una comunità nazionale e hanno evidenziato, attraverso analisi di feedback e impatto, che l’efficacia delle tecnologie immersive non dipende esclusivamente dagli strumenti, ma dalla capacità di integrarli in progettazioni didattiche user-centered, accessibili e scalabili.
        In questo quadro, emerge la necessità per le istituzioni accademiche di sviluppare modelli formativi innovativi, che integrino competenze tecniche, pedagogiche e creative, e di definire sistemi di valutazione capaci di riconoscere anche competenze trasversali e soft skills.
        Infine, viene presentata la collaborazione tra INAF e il Visit Lab di CINECA, che ha portato all’evoluzione della scuola di visualizzazione dei dati per i beni culturali - gratuita e rivolta a studenti, ricercatori e docenti - in un percorso formativo ampliato che integra scienza e intelligenza artificiale (http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/scuola-avanzata-computer-grafica-e-intelligenza-artificiale).
        L’adozione consapevole delle tecnologie immersive si configura così come una leva strategica per una didattica inclusiva, efficace e orientata allo sviluppo di competenze multidisciplinari, in linea con le sfide della società contemporanea.

        Speaker: Laura Daricello
      • 93
        Question Time
    • 15:45
      Caffè
    • Sessione Talk martedì: Attività rivolte alla formazione dei docenti

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Domenico Di Mauro
      • 94
        Percorsi educativi sulla geotermia: collaborazione tra scuola e ricerca

        Le attività di divulgazione e disseminazione rappresentano strumenti fondamentali per accrescere la conoscenza e la sensibilità sui temi energetici contribuendo a favorire l’attuazione di piani che possano favorire l’indipendenza energetica.
        In quest’ottica, il progetto IRGIE (Inventario delle Risorse Geotermiche delle Isole Eolie) coordinato dall’INGV e finanziato dalla Regione Siciliana, rappresenta una prima sperimentazione di percorsi educativi dedicati al tema della geotermia, basata sulla stretta collaborazione tra il mondo della ricerca e quello della scuola. Tale sperimentazione si sviluppa attraverso un’offerta formativa strutturata su metodologie già consolidate (https://www.edurisk.it/) che prevedono il coinvolgimento attivo degli insegnanti.
        L’ approccio adottato è multidisciplinare e interdisciplinare, permettendo di integrare i contenuti della geotermia con diverse discipline curricolari.
        Nello specifico i percorsi educativi sono stati strutturati con l’obiettivo di :
        ● promuovere l'apprendimento dei concetti base della geotermia,
        ● favorire lo sviluppo di capacità critica rispetto ai rischi, benefici e aspetti di sostenibilità legati all'uso delle risorse naturali;
        ● incentivare la collaborazione attiva tra docenti, studenti e comunità scientifica.
        La Proposta Formativa, realizzata nelle scuole delle Isole Eolie, è stata articolata in quattro step, durante l’a.s. 2025 – 2026:
        1. Corso di formazione online/in presenza
        2. Supporto a distanza e/o in presenza
        3. Incontro finale con gli insegnanti con produzione di materiale relativo alle attività svolte
        4. Evento partecipato

        Il progetto ha inoltre sviluppato e fornito ai docenti gli strumenti per realizzare i percorsi formativi sulle risorse geotermiche per i diversi ordini e gradi scolastici, tra cui il Volume “Conoscere la Geotermia”; libro illustrato “Il magico calore della Terra”; sito web: pulse.ingv.it, che rappresenta un modello replicabile di integrazione tra ricerca scientifica e didattica

        Speaker: valeria misiti (INGV)
      • 95
        Il Museo di Geoscienze di Rocca di Papa (MuGeos) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), come spazio per guidare i docenti verso una didattica innovativa ed inclusiva: l’esempio dell’ERASMUS+ A.C.I.I.S.

        Nel gennaio 2026 il MuGeos ha accolto 34 partecipanti ad un corso di formazione Internazionale dal titolo “Drama for Learning Science – the Science Playground” nell’ambito del progetto Erasmus+ A.C.I.I.S. (Academy for Creative, Innovative and Inclusive Schools). Il gruppo era composto da docenti di scuola primaria e secondaria provenienti da Austria, Polonia, Slovenia, Croazia ed Italia. I ricercatori e tecnologi dell’INGV convolti nella formazione hanno presentato diverse attività da riproporre in classe con l’obiettivo di trasferire la conoscenza delle Geoscienze in modo innovativo ed inclusivo attraverso Teatro, Narrativa Scientifica e Geomitologia, Musica, Laboratori e Giochi didattici, Strumentazioni Museali del MuGeos. Il Teatro è stato proposto come strumento di conoscenza e di sinergia innovativa tra Scienze della Terra e Arti Performative per trasformare il concetto scientifico astratto in esperienza sensoriale, abbattendo le barriere cognitive, sensoriali e linguistiche in linea con la filosofia delle "Inclusive Schools" perché il metodo permette anche a studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES) e disabilità di accedere alla conoscenza scientifica attraverso canali comunicativi alternativi a quello puramente logico-verbale. La Tecnica del Kamishi-Bai (teatrino giapponese) è stata proposta per i primi anni della scuola primaria e applicata alla conoscenza e riduzione del rischio sismico. La Musica è un linguaggio universale compreso da tutti, attraverso essa le leggi della fisica diventano comprensibili e accessibili senza l’utilizzo di formule matematiche, il terremoto viene spiegato attraverso la similitudine tra onde sismiche e onde sonore. Anche il Gioco è stato proposto come potente strumento educativo, dai primi anni di vita fino all’età più avanzata esso mantiene il suo valore formativo, trasformandosi in un linguaggio universale capace di coinvolgere, insegnare e stimolare la curiosità.

        Speaker: Laura Colini (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
      • 96
        La meccanica quantistica tra le mani: esperienze con dimostratori e simulazioni partecipate

        Negli ultimi anni, l’emergere delle tecnologie quantistiche e la rapida crescita della ricerca nel campo della scienza quantistica hanno incrementato significativamente le iniziative di divulgazione sulla fisica quantistica. Negli ultimi quattro anni, nell’ambito del progetto Italian Quantum Weeks, abbiamo progettato un percorso didattico/divulgativo che mira a rendere accessibili a studenti e pubblico generico i concetti fondamentali della meccanica quantistica. A questo scopo sono stati sviluppati dimostratori progettati ad hoc – in particolare le nostre Carte Quantistiche, che illustrano i concetti chiave di sovrapposizione quantistica e osservabili non compatibili – e forme di simulazione partecipata (enactment).
        Questo percorso è stato sperimentato in diversi contesti, sia nell’ambito della mostra “Quantum”, presentata in varie città italiane nel corso del 2025, sia in stage per studenti delle scuole superiori e in corsi di aggiornamento per insegnanti.
        L’idea di fondo è quella di utilizzare oggetti reali e manipolabili – in alternativa a simulazioni al computer o video – insieme a pratiche di enactment, al fine di migliorare non solo il coinvolgimento, ma anche la comprensione e la memorizzazione di concetti astratti.
        In questo contributo proponiamo un breve workshop in cui il pubblico sarà coinvolto in esperienze interattive basate su tali dimostratori e simulazioni partecipate, che illustrano e riproducono alcuni esempi rilevanti di tecnologie quantistiche. Tra questi, i cammini aleatori quantistici (quantum walks) e il protocollo crittografico BB84, che consente la condivisione sicura di una chiave crittografica.

        Speakers: Maria Bondani (CNR - Istituto di Fotonica e Nanotecnologie), Valentina DE RENZI (Dipartimento FIM, Università di Modena e Reggio Emilia)
      • 97
        INFN e CODING: PROBLEM SOLVING, CREATIVITÀ E MULTIDISCIPLINARITÀ

        L’introduzione del coding nelle scuole primarie e secondarie si pone come obiettivo principale quello di proporre uno strumento integrativo per lo sviluppo delle competenze nel problem solving, stimolare la creatività e spaziare sulle diverse discipline previste dai programmi scolastici. Noti software di programmazione a blocchi, come per esempio Scratch, consentono ad alunni e alunne di comprendere i concetti base del linguaggio computazionale senza doversi preoccupare della sintassi, aspetto solitamente delicato nei tradizionali sistemi di programmazione testuale.

        Presentiamo le attività svolte da INFN nell’ottica di seguire queste idee e di contribuire all’introduzione del coding nella scuola: andare nelle scuole a svolgere attività diretta con alunne e alunni e formare i docenti.

        Per quanto riguarda le attività con alunne e alunni, INFN ha ideato e concordato progetti con alcune scuole primarie e secondarie di primo grado andando a sviluppare percorsi di coding dedicati.

        La formazione dei docenti della scuola è stata messa in atto dal 2021 nell’ambito del progetto nazionale INFN AggiornaMenti, proponendo una Scuola di Coding, corso di formazione rivolto ai docenti della scuola secondaria di primo grado, fruibile anche da docenti di altri ordini di scuola.
        L’obiettivo della Scuola di Coding è quello di fornire ai docenti le basi per poter introdurre il coding e svolgere attività insieme ai ragazzi e alle ragazze. Durante il corso di formazione vengono presentati i software Scratch e mblock e vengono proposti, in forma laboratoriale, diversi esercizi che spaziano dalla realizzazione di un gioco, alla matematica fino a story telling, consentendo ai docenti di valutare le potenzialità di questi strumenti.

        Per interagire con il mondo esterno e non limitarsi all’uso del computer, presentiamo come vengono introdotti kit di elettronica e robotica per la didattica, gli esercizi di programmazione proposti utilizzando starter kit arduino, microbit e mbot.

        Speaker: Annalea Corallo (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 98
        reAGIRE in classe: sperimentare per apprendere

        Nell’ambito del progetto SOCIETY – Notte Europea dei Ricercatori, attivo da oltre 10 anni a Bologna, nelle città dei campus Unibo e a Ferrara, si è consolidata un’attenzione alle attività per le scuole, coinvolgendo alunne, alunni e docenti, ben prima che le call europee introducessero un work package dedicato. In questo contesto nasce il corso di formazione per docenti “reAGIRE in classe: sperimentare per apprendere”, giunto nel 2026 alla 4a edizione, caratterizzato dall’ampiezza e varietà delle tematiche proposte, rappresentative degli ambiti di ricerca dei partner coinvolti (CNR, INAF, INFN, INGV, CINECA, Università di Bologna e Università di Ferrara)
        La ricerca scientifica è una leva per innovare la didattica e promuovere apprendimenti attivi e partecipativi. Il corso, gratuito e in presenza (~50 partecipanti ogni anno), si rivolge a insegnanti di ogni livello scolastico e si articola in 3 giornate: ciascuna si apre con una plenaria di inquadramento teorico, seguita da attività laboratoriali parallele, caratterizzate da un approccio operativo e sperimentale. Le lezioni sono tenute da personale dei partner del progetto e quindi spaziano in ambiti diversi (scientifico, umanistico, tecnologico…)
        I partecipanti sviluppano competenze per progettare attività basate sul metodo scientifico, dentro e fuori l’aula. L’approccio trasversale e inclusivo favorisce il confronto tra discipline e livelli scolastici diversi, mentre il dialogo con ricercatrici e ricercatori consolida il legame tra scuola e scienza. Il percorso si conclude con la restituzione dei progetti sviluppati dai docenti per le loro classi, valorizzati personalmente e con le alunne e gli alunni direttamente durante le iniziative della Notte dei Ricercatori che richiamano migliaia di persone, rafforzando il legame tra scuola, ricerca e territorio. Il Corso è incluso tra i progetti pilota per la definizione di una strategia metropolitana di educazione allo sviluppo sostenibile

        Speaker: Paola De Nuntiis (CNR-ISAC)
      • 99
        Question Time
    • Sessione Talk martedì: Giocare con la scienza

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Luca Balletti (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
      • 100
        L’esperienza di CNR, INFN, OGS, INAF nel GSRC: una comunità di ricerca e di pratiche per l’educazione e la divulgazione scientifica.

        Il gioco rappresenta uno degli strumenti più efficaci e contemporanei per promuovere la cultura scientifica, sia nei contesti educativi sia in quelli di divulgazione. In particolare, i giochi permettono di esplorare concetti scientifici complessi attraverso esperienze partecipative, favorendo il ragionamento, la discussione e la costruzione condivisa di significati.
        Nel contesto dell’educazione scientifica, il gioco è utilizzato come dispositivo epistemico, che consente di avvicinarsi ai processi della ricerca scientifica, alla costruzione delle evidenze e al funzionamento della comunità scientifica.
        L’esperienza sviluppata all’interno del Game Science Research Center (GSRC) si basa su una comunità di pratiche che coinvolge ricercatori, educatori, comunicatori della scienza e game designer esterni o provenienti da diversi enti di ricerca tra cui CNR, INFN, OGS e INAF.
        In questo intervento presenteremo alcune esperienze sviluppate nei quattro enti di ricerca, utilizzando il board game per esplorare diversi filoni di lavoro:

        • Comunicare contenuti disciplinari
          Il gioco come strumento per introdurre e discutere concetti scientifici specifici. case study: i primi 20 minuti INFN
        • Relazione con le scuole: buone pratiche e formazione docenti
          Il gioco come strumento di collaborazione tra enti di ricerca e scuola. case study: on board OGS
        • Aspetti sociali e istituzionali della scienza
          Il gioco come mezzo per esplorare dimensioni spesso meno visibili della ricerca scientifica, come la costruzione collettiva della conoscenza. case study: PIXEL
        • Game design come strumento di apprendimento ed engagement
          Il processo di progettazione del gioco come esperienza educativa in sé. case study: Fotonica in Gioco

        Attraverso questi esempi discuteremo come il gioco possa diventare non solo uno strumento di comunicazione della scienza, ma anche un dispositivo educativo e culturale capace di mettere in relazione ricerca, scuola e società.

        Speakers: Antonio Sidoti (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Dr Fabio Chiarello (IFN-CNR), Dr Rita Blanos (OGS), sara ricciardi (INAF GSRC)
      • 101
        QTris, il gioco della Meccanica Quantistica

        QTris è un gioco da tavolo progettato da Alioscia Hamma (Premio SIF per la Didattica della Fisica 2025) per familiarizzare con le leggi e la struttura concettuale della Meccanica Quantistica (MQ) all'interno del quadro teorico della teoria dell'informazione quantistica.

        In questa comunicazione descriverò il gioco, il modo in cui codifica le caratteristiche chiave della teoria e come può fungere da piattaforma pedagogica per l'insegnamento della MQ nella scuola secondaria di secondo grado. In particolare, evidenzierò l'utilità di QTris nel chiarire in modo intuitivo ma rigoroso concetti fondamentali come la sovrapposizione di stati, il processo di misura e l'entanglement, evitando il ricorso ad analogie classiche e metafore fuorvianti. Inoltre, fornirò alcuni esempi reali di sperimentazioni dell'utilizzo didattico di QTris condotte negli ultimi anni in diversi contesti scolastici di Napoli.

        Speaker: Alessandro Amabile (Università degli Studi di Napoli Federico II)
      • 102
        La Fisica si fa bella

        Alcuni docenti, durante il corso PID, svolto presso i Laboratori Nazionali di Legnaro di INFN , hanno avuto l’opportunità di affiancare i ricercatori nell’analisi di opere d’arte con la metodologia della Particle Induced X-ray Emission.
        Gli acceleratori di particelle necessari per l’effettuazione dell’analisi PIXE non sono alla portata di un laboratorio scolastico, e non è possibile replicare l’esperienza con gli studenti. I docenti hanno comunque deciso di presentare alle classi le applicazioni della fisica atomica allo studio delle opere d’arte, attraverso un’attività incentrata sulla fase di analisi degli spettri di emissione e sulla loro interpretazione.
        Allo scopo di rendere più coinvolgente l’attività di analisi dei dati, si è ideato un serious game creando dei “casi” da indagare e degli enigmi da risolvere.
        L’attività didattica inizia con una presentazione sull’evoluzione della produzione dei colori e della loro composizione.
        Segue la presentazione della metodologia PIXE, con esempi pratici di interpretazione di spettri X ottenuti da pigmenti dalla composizione semplice e nota.
        Si propongono poi agli studenti, divisi in piccoli gruppi, differenti casi da analizzare di cui si forniscono schede di lavoro con informazioni su autore e opera, oltre che i dati sperimentali dell’analisi PIXE.
        Originale o copia? in cui si determina l’autenticità o meno di un'opera attribuibile a Caravaggio, attraverso il riconoscimento dei pigmenti utilizzati.
        Chi lo ha dipinto? in cui si riconosce la composizione dei pigmenti utilizzati nella Madonna dei fusi attribuita a Leonardo da Vinci per ricavare informazioni sulla realizzazione dell'opera.
        Chi è il colpevole? si studiano i colori utilizzati da Van Gogh per individuare la presenza di sostanze nocive che potrebbero averne minato la salute.

        Speakers: Libera Nasti (I.C. “Tito Livio-Fiorelli”, Napoli e “Accademia di Belle Arti”, Napoli), Stefania Fadda (Liceo Scientifico Statale “G.Spezia” Domodossola)
      • 103
        Escape room educative per le discipline STEM: “The Great Garbage Patch: The Bionauts’ Challenge”, un’esperienza didattica sull’inquinamento da microplastiche e sulle possibili strategie di mitigazione

        L’inquinamento da microplastiche costituisce un problema ambientale di crescente rilevanza, caratterizzato da elevata complessità scientifica. Grazie ad una collaborazione tra ricercatori di diversi istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche e’ stata progettata un’escape room educativa finalizzata a promuovere la comprensione dei processi alla base della diffusione delle microplastiche e delle possibili strategie di mitigazione biotecnologiche.
        L’attività, denominata “The Great Garbage Patch: The Bionauts’ Challenge”, è ambientata in un laboratorio di biologia a bordo di una nave oceanografica e si articola in una sequenza di sfide e problemi autentici che richiedono ai partecipanti l’attivazione di competenze di osservazione, inferenza e problem solving. I contenuti scientifici affrontati includono la dinamica delle microplastiche negli ecosistemi marini e il ruolo di microrganismi in grado di degradare i polimeri plastici e sono stati utilizzati come tematica di gioco e spiegati sia nella fase preparatoria del gioco che nel de-briefing con video e poster divulgativi realizzati per fornire contenuti scientifici corretti e aggiornati. La progettazione dell’escape room e del materiale divulgativo ad essa associato è stata condotta da un team interdisciplinare, per garantire coerenza tra obiettivi formativi, solidità scientifica e struttura ludica, integrando principi di inquiry-based learning e apprendimento collaborativo.
        L’escape room è stata implementata in diversi contesti di divulgazione scientifica rivolti a un pubblico eterogeneo (studenti, docenti e famiglie), tra cui Maker Faire Rome e la Notte Europea dei Ricercatori. Al fine di aumentarne la trasferibilità, è stata inoltre sviluppata una versione portatile da tavolo, progettata per contesti scolastici e informali.
        I dati raccolti, pur con limitazioni metodologiche legate alla natura non controllata del contesto e alla modalità di valutazione su base volontaria e di gruppo, evidenziano elevati livelli di engagement e indicano un miglioramento nella comprensione dei contenuti trattati, nonché un incremento della consapevolezza ambientale. In particolare, emerge come la dimensione ludico-narrativa ha facilitato l’accesso a contenuti scientifici complessi e favorito atteggiamenti positivi nei confronti degli argomenti.
        Nel complesso, i nostri risultati suggeriscono che le escape room educative possano configurarsi come dispositivi didattici efficaci per la promozione dell’apprendimento scientifico e della sensibilizzazione ambientale, a condizione di un attento allineamento tra meccaniche di gioco, contenuti scientifici e obiettivi educativi. La nostra esperienza si inserisce nel dibattito sull’innovazione didattica, evidenziando il potenziale del game-based learning nel rendere l’apprendimento più significativo e partecipato.

        Speaker: Luisa Bracci Lauriero (CNR)
      • 104
        Qubit, giochi e paradossi: un approccio integrato all’educazione in fisica quantistica

        La seconda rivoluzione quantistica apre nuove opportunità per ripensare l’insegnamento e la comunicazione della fisica quantistica a diversi livelli: docenti, studenti e pubblico generale.
        In questo lavoro presentiamo una serie di strategie innovative e accessibili che superano gli approcci tradizionali, unendo un rigoroso formalismo matematico accessibile alle conoscenze degli studenti delle scuole secondarie a laboratori hands-on, simulazioni visive, exhibit interattivi e attività ludiche.
        Il lavoro è stato svolto nell’arco degli ultimi anni da una rete di ricercatori diffusi sul territorio nazionale coinvolti in diversi progetti nazionali e internazionali quali QTEdu, Italian Quantum Weeks, NQSTI e PLS.
        Al centro vi è il formalismo a due stati, un quadro concettuale semplice ma potente che consente di introdurre contenuti fondamentali come sovrapposizione, entanglement e misura riducendo al minimo la matematica, e di affrontare sia temi concettuali, quali il paradosso EPR e le disuguaglianze di Bell, che applicazioni ad esempi reali di tecnologie quantistiche, quali il calcolo e la crittografia.
        Per favorire il coinvolgimento, sono stati sviluppati strumenti didattici come QTris, un gioco da tavolo che traduce gli assiomi della meccanica quantistica in dinamiche di gioco, e le Quantum Cards, utilizzate per attività di crittografia quantistica (protocollo BB84) e il gioco CHSH per ricavare le disuguaglianze di Bell.
        Queste attività sono state efficaci in contesti educativi diversi, dalle scuole estive per studenti alla formazione docenti, e nell’ambito delle attività di divulgazione del progetto Italian Quantum Weeks.

        Speaker: Maria Bondani (CNR - Istituto di Fotonica e Nanotecnologie)
      • 105
        Question Time
    • Sessione Talk martedì: Luoghi, linguaggi e strategia per valorizzare la scienza

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Caterina Boccato (Istituto Nazionale di Astrofisica)
      • 106
        Lo storytelling come strumento di public engagement: scienziate visionarie tra ambiente, clima e gender gap nelle STEM

        Il public engagement rappresenta una delle sfide più urgenti per la cultura scientifica contemporanea, in particolare per le giovani generazioni. Questo contributo presenta un approccio didattico basato sullo storytelling nelle scuole, focalizzato su tematiche ambientali e climatiche. Il punto di partenza sono biografie di scienziate spesso dimenticate, le cui scoperte hanno avuto successo non solo grazie alla scienza, ma anche grazie al coinvolgimento della cittadinanza.
        Un caso emblematico è quello di Beverly Paigen, biologa che negli anni Settanta, lavorando a stretto contatto con le comunità locali, documentò gli effetti delle contaminazioni causate da rifiuti chimici interrati sulla salute degli abitanti di Love Canal, quartiere di Niagara Falls. Fu proprio la sinergia tra scienza e public engagement della cittadinanza a determinare una delle prime evacuazioni di massa per ragioni ambientali negli Stati Uniti e la nascita della legislazione ambientale.
        Raccontare questa vicenda in classe produce sia l’acquisizione di contenuti scientifici in modo contestualizzato, sia l’attivazione di un processo di identificazione che, attraverso le emozioni, trasforma la classe in uno spazio generativo di nuovo public engagement. Creando un ponte tra logos e pathos, lo storytelling affiancato ad attività pratiche, infonde la speranza che esistano soluzioni ai problemi ambientali e climatici e forma una cittadinanza più empatica e partecipe.
        Il contributo presenta alcune esperienze realizzate in scuole di Lecce e Brindisi, a dimostrazione della praticabilità di questo approccio e del suo potenziale anche nell’ottica di ridurre il gender gap nelle STEM.

        Per approfondire
        - Mangia C., Presto S. Scienziate visionarie. 10 storie di impegno per l’ambiente e la salute, Edizioni Dedalo 2024
        - Presto, S.; Mangia, C. Storytelling and Hands-On Science to Engage Children in Climate and Gender-Aware Education. Sustainability 2026, 18, 1332. https://doi.org/10.3390/su18031332

        Speaker: Sabrina Presto (ICMATE-CNR)
      • 107
        Il Modello di Public Engagement dei Laboratori Nazionali dell’INFN con il Sistema Scolastico

        I quattro Laboratori Nazionali dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Frascati, Gran Sasso, Legnaro e Sud, da molti anni presentano un’ampia e strutturata offerta di attività di Public Engagement rivolta alle scuole di ogni ordine e grado. Le iniziative locali evidenziano una strategia comune basata sui capisaldi dell’esperienza diretta nelle infrastrutture della scienza e dell’interazione con il personale di ricerca.
        Il pilastro fondamentale del dialogo con le scuole è costituito dalle visite guidate, che ogni anno portano circa 9000 studenti a diretto contatto con acceleratori di particelle, sale sperimentali, laboratori tecnologici e con il personale che anima queste tecnologie. Questo approccio partecipativo è potenziato dalla presenza di Visitor Centre, percorsi museali didattici e dall'uso di strumenti digitali avanzati, tra cui Virtual Tour in 3D e visori VR per rendere accessibili siti come i laboratori sotterranei e sottomarini.
        Parallelamente, i Laboratori condividono l’impegno nell'alta formazione e nell'orientamento attraverso stage e programmi di Formazione Scuola Lavoro. Questi percorsi offrono agli studenti l'opportunità di vivere la quotidianità della ricerca, attraverso esperimenti hands-on o partecipando direttamente ai turni in sala controllo accanto ai ricercatori. L’offerta è completata da una ricca attività
        di seminari, sia in presenza che online, e da corsi di aggiornamento specifici per i docenti sulle frontiere della fisica moderna.
        Un ulteriore punto di convergenza è l'organizzazione di grandi eventi di apertura, quali Open Days e la Notte Europea dei Ricercatori, in cui i Laboratori mobilitano centinaia di ricercatori per accogliere un pubblico vastissimo con dimostrazioni interattive e spettacoli scientifici.
        In conclusione, il modello dei Laboratori Nazionali dell’INFN dimostra come l'apertura delle strutture di ricerca sia vitale per trasformare questi centri di ricerca in poli di riferimento culturale e formativo in stretta connessione con i territori locali e per ispirare le nuove generazioni verso le professioni STEM.

        Speaker: Diana Carbone (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 108
        Gerrei Astrofest: strategie di public engagement al Sardinia Radio Telescope

        Il Gerrei Astrofest è un’iniziativa di public engagement nata con l’obiettivo di connettere il Sardinia Radio Telescope (SRT), infrastruttura di ricerca d’eccellenza dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, con il territorio rurale che lo ospita. Il progetto affronta la sfida di trasformare una grande installazione scientifica in una risorsa civica e culturale, superando la percezione di isolamento in un’area segnata da spopolamento e limitato accesso educativo.
        Nell’edizione 2025, l’innovazione è risieduta nel modello del "Festival Diffuso": una rete di micro-eventi distribuiti in nove date e molteplici comuni che ha privilegiato la dimensione di prossimità. Utilizzando spazi non convenzionali come piazze, scuole e sagre paesane, la scienza ha incontrato il pubblico nel quotidiano, raggiungendo segmenti di popolazione distanti dai contesti accademici.
        Il successo in termini di partecipazione ha posto le basi per l’edizione 2026, che vede le scuole del territorio al centro di un percorso di co-design. Attraverso la collaborazione tra ricercatrici INAF e docenti, è stato stimolato un approccio multidisciplinare per la creazione di artefatti cognitivi e rappresentazioni creative a tema astronomico. Tutti i lavori verranno presentati presso il radiotelescopio in una giornata dedicata che trasformerà SRT in uno spazio espositivo e di festa, consolidando il senso di appartenenza e rendendo gli studenti ambasciatori della scienza nella propria comunità.
        I risultati, supportati dal favore della comunità e dalle richieste di collaborazione degli istituti, dimostrano come questo modello sia un potente catalizzatore di cittadinanza scientifica.
        Durante il talk verranno presentati i dettagli dell'implementazione, l'impatto sociale e la scalabilità di questo approccio per altre infrastrutture di ricerca operanti in contesti rurali o periferici.

        Speaker: Rachele Toniolo (INAF - Osservatorio Astronomico di Cagliari)
      • 109
        Conoscere, e riconoscere, per scegliere

        Le nuove generazioni sono chiamate ad affrontare sfide globali in un contesto scientifico e sociale la cui dinamica è legata alla complessità dei sistemi coinvolti, e alla conseguente incertezza della loro evoluzione. Le future professionalità non dovranno più essere basate su competenze di “problem solving” ma di “problem setting”.
        L’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Giovanni Caboto” di Gaeta, da oltre un decennio, ha intrapreso un percorso formativo col Consiglio Nazionale delle Ricerche per promuovere riflessioni sugli aspetti fondamentali del legame tra passato e futuro, tra elementi teorici e sperimentali, tra scienza e politica.
        In particolare, il “sistema” mare è costituito da una diversità di aspetti interconnessi, che vanno dalla normativa all’economia, dall’uso di nuove tecnologie all’impatto sul territorio. Ricercatori, docenti e studenti, hanno sviluppato attività didattiche legate ai processi decisionali, al rumore acustico sottomarino e all’analisi degli inquinanti ambientali, nell’ottica di sperimentare e gestire strumentazione all’avanguardia, riconoscere proprietà emergenti dell’ecosistema marino attraverso lo studio delle singole componenti, e soprattutto a maturare la consapevolezza nelle scelte. La collaborazione ha inoltre permesso un continuo scambio di professionalità e strumentazione tra il Nautico e il CNR, nonchè la realizzazione di progettualità comuni finanziate a livello nazionale.

        Speaker: Pier Francesco Moretti (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
      • 110
        Arte e scienza per agire la complessità della realtà

        La realtà che ci circonda è un sistema complesso e interconnesso, in cui ogni ambito è strettamente collegato a un altro. Un approccio alla soluzione dei problemi e alla conoscenza puramente tecnico e tecnologico risulta carente. Inoltre, molto spesso giovani studenti, soprattutto ragazze, si allontanano dallo studio delle materie tecnico-scientifiche reputate troppo razionali e sterili.
        Eppure, nella scienza, come nell’arte, la fantasia, la creatività, il pensiero divergente, la sperimentazione e la rivalutazione dell’errore giocano un ruolo fondamentale.
        L'obiettivo di questo contributo è proporre un modo di promuovere le discipline artistiche e scientifiche in maniera non convenzionale attraverso attività laboratoriali e ludiche (learning by doing), superando la classica dicotomia arte e scienza, creando connessioni che coniugano il rigore scientifico con l'innovazione e la creatività.
        I temi affrontati includono binomi come “luce e colore”e “ordine e disordine” che permettono di affrontare temi scientifici quali termodinamica, acustica, ottica, ma anche artistici, come impressionismo, surrealismo, astrattismo. Inoltre, sono presentati e descritti alcuni semplici esperimenti che compongono “il quaderno dell’esperimento” che ogni insegnante può successivamente realizzare in classe e far personalizzare in modo creativo e originale agli/alle studenti. Il quaderno didattico rappresenta il mezzo affinché i due differenti metodi di indagine, e conseguentemente le diverse discipline, si mescolano, si integrano e si fondono in un unico sapere. Del resto, la sensibilità di un bambino o una bambina ha bisogno di esprimersi con tutti i mezzi possibili, e non c’è mai una via giusta o una via sbagliata. Un’attenzione particolare è riservata alla dimensione di genere, sottolineando il contributo spesso dimenticato che le donne hanno dato all’arte e alla scienza, così da smontare stereotipi e discriminazioni e proporre una narrazione nuova e più ampia della realtà.

        Speaker: Stefano Legnaioli (ICCOM-CNR)
      • 111
        La collaborazione scuola-ricerca nella riscoperta del territorio

        Negli ultimi anni si sono avuti diversi incontri con scuole secondarie di primo grado, sia per promuovere progetti in corso di svolgimento sia per accrescere l’interesse degli studenti delle scuole verso il mondo della ricerca scientifica.
        Nel corso di questi incontri sono state presentate alcune delle attività di ricerca svolte in settori quali produzione di idrogeno, separazione di anidride carbonica e sua valorizzazione in e-fuels, ecc. che ricercatori dall’Istituto per la Tecnologia delle Membrane svolgono, in contesti nazionali ed internazionali, nell’ambito di progetti cofinanziati quali, per es., Hydromine.eu, Griphus.eu, Innomem, AdP-H2, Tech4You.it.
        L’azione “Researchers at Schools” del progetto SuperScienceMe ha facilitato l’incontro tra scuola e ricercatori dell’Istituto per la Tecnologia delle Membrane del Consiglio Nazionale delle Ricerche. In particolare, i giovani studenti della scuola sono stati coinvolti nell’elaborazione e nello sviluppo di attività di “ricerca” in particolare rivolte a focalizzarne le ricadute sul proprio territorio e comunque ricadenti nelle EU-Missions. Fondamentale è stato il ruolo di guida e di indirizzo degli insegnanti che ha portato all’approfondimento di temi legati alla tutela dell’ambiente, all’utilizzo di materiali di riciclo o di origine naturale per la realizzazione di oggetti utili per preservare/migliorare l’ambiente che li circonda. Gli studenti si sono trovati pienamente coinvolti nella riscoperta di antiche culture e tradizioni, nella ricerca e raccolta di specie vegetali ormai autoctone dimenticate, nell’analisi ed interpretazione dei dati. L’impegno della scuola e dei ragazzi è stato premiato con riconoscimenti e premi ricevuti durante le giornate dedicate al contest “Researchers at Schools”.

        Ringrazimenti
        SuperScienceMe “Research is your Elevation, finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di Horizon Europe, GA 101162548. Un particolare ringraziamento va all’Istituto Comprensivo “Terranova da Sibari”, Via Mattia Preti, 87010 Terranova da Sibari CS, diretto dalla Prof.ssa Maria Letizia Belmonte.

        Speaker: Dr Giuseppe Barbieri (Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto per la Tecnologia delle Membrane)
      • 112
        Question time
    • Sessione Talk martedì: Strumenti/contenuti/risorse per la scuola

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Convener: Claudia Mazzanti (Consiglio nazionale delle Ricerche)
      • 113
        Progetto 5GINED: Connettività 5G e Innovazione Educativa

        Il progetto 5GINED (Project 101181311, bando CEF-DIG-2023, co-finanziato dall’UE) esplora la convergenza tra connettività 5G e ricerca educativa per trasformare le Smart Communities di Napoli e Matera in ecosistemi di apprendimento avanzato. L'obiettivo è superare i limiti dell'aula tradizionale tramite un'infrastruttura che garantisca equità d'accesso e innovazione didattica.

        Il cuore tecnologico è un’architettura 5G dedicata con integrazione Edge Cloud. Questa sinergia sposta la complessità computazionale dai dispositivi alla rete, garantendo comunicazioni ultra-affidabili a bassa latenza (URLLC). Ciò permette di implementare scenari di Realtà Estesa (XR) ad alta fedeltà senza vincoli di cablaggio, trasformando il territorio in un laboratorio didattico diffuso.

        La validazione scientifica si articola su tre Use Case:

        DI5CIS: Escape Room educativa per le scuole superiori incentrata su chimica e fisica. Integra gamification e problem solving in Realtà Interattiva. Il 5G abilita la collaborazione sincrona tra partecipanti, mentre i sensori dei dispositivi mobili potenziano l'esperienza immersiva.

        LV8 (Level 8): Learning app per giovani (16+) che offre percorsi su competenze digitali di base, coding, AI e soft skills certificate – previsto il rilascio di Badge disegnati secondo DigComp 3.0. Fruibile in modalità asincrona o scolastica, sfrutta il 5G per gestire esperienze multi-utente fluide. 

        TINALP: Soluzione di Augmented Classroom per interagire con contenuti 2D/3D tramite visori, tablet o PC. Grazie al 5G, garantisce sincronizzazione in tempo reale e caricamento rapido di asset pesanti. Include un editor no-code che permette ai docenti di creare e distribuire autonomamente lezioni immersive.

        5GINED dimostra che il 5G è l'infrastruttura abilitante per una Scuola 4.0 realmente inclusiva, capace di integrare tecnologie olografiche e collaborative nella pratica didattica quotidiana.

        Speaker: Tullio Pacelli
      • 114
        Il potere delle parole. Video-guida all’utilizzo del linguaggio inclusivo rispetto al genere.

        L’uso di un linguaggio inclusivo e attento alle differenze di genere è sempre più sollecitato per rendere visibile la componente femminile tra chi studia, insegna e fa ricerca. Le statistiche mostrano che, nelle discipline STEM, essa è minoritaria ma significativa rispetto a quella maschile.
        La lingua italiana dispone già degli strumenti per identificare le persone con rispetto, ma non sempre viene usata in modo appropriato. Le parole talvolta possono rafforzare inconsapevolmente discriminazioni e disuguaglianze. Per questo, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con il Gender Equality Team del CNR (CNR-GET), ha realizzato una video-guida multimediale per superare stereotipi e promuovere una società più equa.
        Si usano comunemente termini come ‘segretaria’ o ‘impiegata’, mentre permane una resistenza verso forme come ‘avvocata’, ‘direttrice’ o ‘rettrice’, riferite a ruoli storicamente maschili. La guida mostra come evitare il maschile sovraesteso e adottare pratiche linguistiche e visive inclusive.
        La video-guida trae ispirazione dalle Linee guida sul linguaggio inclusivo rispetto al genere elaborate nel 2024 dal CNR e si inserisce tra le azioni di Gender Equality previste dal Piano Triennale di Attività INGV 2025-2027. La realizzazione è stata curata da ricercatrici e tecnologhe dei due Enti di Ricerca. L’iniziativa parte dal Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, il benessere di chi lavora e contro le discriminazioni dell’INGV (CUG-INGV) e dal Centro Servizi Comunicazione e Divulgazione Scientifica (CSCDS-INGV).
        Il video è stato ampiamente condiviso anche in ambito educativo, e apprezzato grazie al tono proattivo e non recriminatorio. Pubblicato su YouTube e diffuso sui social INGV e CNR, viene presentato al convegno per ampliarne la diffusione e raccogliere spunti di miglioramento e applicazione.

        Speaker: Anita Grezio (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
      • 115
        Fisica in digitale: iniziative online, interattive e inclusive per il mondo della scuola

        A partire dal 2020, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha sviluppato un programma strutturato di contenuti digitali rivolti al pubblico e, in modo mirato, a studenti e studentesse di scuole di ogni ordine e grado, costruendo un ecosistema articolato di iniziative online: dirette con ricercatori e ricercatrici, podcast, video su piattaforme come YouTube e materiali di approfondimento.

        Le attività raccontano la ricerca dell’INFN e la fisica attraverso narrazioni strutturate, includendo contenuti preregistrati arricchiti da immagini, animazioni e tecniche di chroma key. L’esperienza è ulteriormente valorizzata dall’uso di strumenti dimostrativi e da sessioni di domande e risposte in diretta, che permettono agli studenti e alle studentesse di interagire attivamente con i ricercatori e le ricercatrici. La programmazione, adottata nel corso degli anni, segue il calendario scolastico, offrendo risorse facilmente integrabili nei curricula e approfondimenti utili a supportare il percorso didattico.
        La risposta delle scuole ha superato le aspettative, evidenziando chiaramente una forte domanda di contenuti scientifici di qualità, soprattutto nei livelli della scuola primaria e secondaria di primo grado.

        Il contributo presenta una panoramica delle attività online dell’INFN rivolte al mondo della scuola, insieme ai risultati dei questionari di valutazione somministrati al termine delle attività, utili a misurarne l’impatto e l’efficacia.

        Speaker: Francesca Mazzotta (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 116
        Avvicinare alla scienza con il gioco, la narrazione fantastica e la teatralizzazione delle esperienze

        Il CRS4 dal marzo 2023 ha intrapreso un percorso di avvicinamento alla scienza e alla tecnologia che interessa la fascia d’età 4-5 anni della scuola dell’infanzia e 6-7 anni (classi prima e seconda) della scuola primaria.
        L’iniziativa, denominata “Lo scienziato di classe”, punta a fornire strumenti per guardare e comprendere il mondo attraverso l’impiego di materiali semplici e poveri, con l’ausilio della narrazione fantastica e della teatralizzazione.
        Gli esperimenti in cui le bambine e i bambini vengono coinvolti durante le attività del progetto sono studiati per consentire di portare, con il gioco, a capire. Alcuni esempi di esperimenti che si svolgono in classe: cosa c’entra la fiamma di una candela con l’aria che c’è intorno a noi? che cosa aiuta le cose e le persone a galleggiare? che differenza c’è tra una cosa che striscia e una cosa con le ruote? come funziona un motore a reazione? è più forte un quadrato o un triangolo costruito con spaghetti e marshmallow? come si può costruire un ponte con le cannucce di carta?
        L’utilizzo di materiali semplici, di riciclo e/o di poco costo, aiuta a smitizzare le cose che ci circondano e le loro meccaniche, a entrare dentro le cose e anche a incoraggiare il pensare pratico
        Il progetto Lo scienziato di classe dal marzo 2023 al marzo 2026 nelle scuole della Sardegna ha raggiunto circa 15 mila bambine e bambini. Nel corso degli incontri si è osservato che queste attività hanno coinvolto in egual misura ragazzi e ragazze, di diversa provenienza etnica e culturale, anche con bisogni speciali e svariate patologie. Il progetto ha coinvolto anche bambine e bambini ospedalizzati appartenenti a due plessi ospedalieri di Cagliari.
        In queste esperienze gioca un ruolo fondamentale la rielaborazione di quanto si osserva: parlare di quello che succede e chiedersi il perché predispone concettualmente a formulare ipotesi, che possiamo definire che l’anticamera del pensiero scientifico propriamente detto.

        Speaker: Dr Andrea Mameli (Centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna CRS4)
      • 117
        Un incontro tra Scienza e Arte alla scoperta dei robot

        Il presente contributo valorizza l’importanza di raccontare la Scienza attraverso l’Arte promuovendo un approccio interdisciplinare, in cui all’innovazione tecnologica si affianca una dimensione più antropocentrica. Questa visione è stata sperimentata dalle ricercatrici e dai ricercatori di STIIMA-CNR che in collaborazione con il Teatro del Buratto hanno co-progettato ed erogato un percorso formativo sull’evoluzione dei robot nel tempo e sul loro funzionamento, con l’obiettivo di creare un’esperienza coinvolgente e stimolante. L’intento è mettere in evidenza che i robot usati per automatizzare le attività dell’uomo - nelle fabbriche o a casa - sono: il frutto dell’ingegno umano; nati in risposta ad una specifica esigenza; e a servizio della società civile, per cui non possono in nessun caso sopraffarla. Il percorso strutturato in nove incontri si concentra prioritariamente sull'anatomia dei robot - intesa come interazione tra meccanica, elettronica e software - e sulla cinematica, ovvero lo studio del movimento articolato dei robot attraverso giunti e gradi di libertà. Le nozioni teoriche sono supportate da: giochi di ruolo in cui le bambine e i bambini interpretano le diverse funzioni dei robot, improvvisazioni teatrali e attività laboratoriali con il kit LEGO® Education SPIKE™ Prime grazie al quale costruire e programmare piccoli robot in modo guidato. A questa dimensione ludico-creativa si affianca lo storytelling, l’uso di metafore corporee e il richiamo costante al funzionamento di oggetti utilizzati quotidianamente. Questa combinazione genera un’esperienza educativa in cui diverse abilità entrano in gioco, i concetti vengono memorizzati con maggiore facilità perché richiamano situazioni, azioni o oggetti conosciuti, e le bambine e i bambini si trovano immersi in un ambiente informale e non stereotipato.

        Speaker: Giovanna Aracri (STIIMA-CNR)
      • 118
        Oltre la divulgazione: revisione tra pari, scienza aperta e formazione scientifica in aula con Frontiers for Young Minds

        Come portare la ricerca d'avanguardia in aula senza sacrificarne il rigore scientifico? Frontiers for Young Minds (FYM), rivista no-profit ad accesso aperto, risponde a questa domanda con un modello che si propone come riferimento internazionale per l'editoria scientifica ed educativa.

        Il contributo esamina il funzionamento della rivista, tanto semplice quanto innovativo: scienziati di fama — tra cui 33 premi Nobel`e istituzioni come CERN, NASA e il Forum Economico Mondiale — rielaborano le proprie scoperte in un linguaggio accessibile ai più giovani; sono poi i ragazzi stessi, dagli 8 ai 15 anni, ad agire da veri peer reviewer, fornendo il loro feedback agli autori sotto la guida di mentori esperti. Ne deriva un modello inedito in cui la revisione tra pari diventa pratica educativa, strumento didattico e public engagement strutturato.

        I numeri raccontano la portata del progetto: oltre 1.400 articoli pubblicati, 40 milioni di visualizzazioni, lettori in 230 Paesi, una comunità di 8.500 giovani revisori e 800 mentori attivi in 65 Paesi. La rivista pubblica in cinque lingue e i suoi contenuti sono liberamente utilizzabili come materiale didattico, offrendo agli insegnanti una risorsa di qualità certificata, costantemente aggiornata e progettata per rendere la scienza comprensibile a chi si avvicina per la prima volta al metodo scientifico. Il riconoscimento internazionale del progetto è stato ulteriormente consolidato nel 2025 con l'assegnazione dell'ALPSP Impact Award, dell'EPIC Award della Society for Scholarly Publishing e di una menzione speciale ai CrossMedia Awards della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna.

        Il presente contributo si inserisce più significativamente nelle tracce "Strumenti, contenuti e risorse per la scuola" e "Spazi per valorizzare la scienza", illustrando come FYM costituisca uno spazio editoriale inedito in cui la mediazione della ricerca avviene tramite il contributo diretto degli studenti.

        Speaker: Dr Eleonora Colangelo (Frontiers)
      • 119
        Formazione e Orientamento sulle STEM per le secondarie di primo grado - un'esperienza progettuale

        Il progetto FOSTEM, finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale nell'ambito del bando POLARIS, si concentra sulla promozione delle materie STEM tra gli studenti del secondo e terzo anno delle scuole secondarie di primo grado, fornendo loro una solida base di conoscenze STEM e sensibilizzandoli sulle opportunità di carriera nel settore industriale. Obiettivi principali: 1. Formazione STEM; 2.Orientamento professionale; 3. Sensibilizzazione sociale.
        In sintesi, il progetto mira a preparare gli studenti per un futuro basato sulla conoscenza, incoraggiandoli a perseguire carriere STEM e a contribuire al progresso della società e a sensibilizzare gli studenti riguardo a queste materie, aiutandoli a fare una scelta consapevole per le scuole superiori e per i successivi percorsi educativi e formativi. In considerazione anche della fascia di età degli studenti e delle studentesse, il progetto ha una forte vocazione sociale agendo sui fattori di prevenzione della dispersione scolastica e su azioni di inclusione sociale e culturale. La scelta del progetto FOSTEM è di articolare le attività di formazione e di orientamento attorno alle metodologie didattiche basate sul Tinkering e sulla Forest School, in quanto modalità coinvolgenti, innovative ed efficaci per lavorare con le classi della Scuola Secondaria di I grado. Queste metodologie sono adatte a essere utilizzate a contesti multi-culturali, svantaggiati e con presenza di studenti BES, contesti rappresentativi dei partner scolastici del progetto. Il Tinkering rappresenta una forma di apprendimento informale in cui si impara facendo. L’alunno è incoraggiato a sperimentare, stimolando in lui l’attitudine alla risoluzione dei problemi. Il progetto è articolato in una serie di attività di orientamento su materie come informatica, elettronica e le scienze naturali, con un approccio molto pratico. Gli studenti lavoreranno in maniera coinvolgente su concreti casi di studio, in cui sperimentare le loro capacità analitiche e di problem-solving. Questo approccio del Learning by Doing consentirà loro di conoscere ed appassionarsi alle
        materie, comprendere le proprie inclinazioni, orientare le scelte future.
        La Forest School è una metodologia di apprendimento che utilizza gli spazi aperti come setting di formazione e orientamento. Nello specifico del progetto FOSTEM, la metodologia si adatta perfettamente all’insegnamento e orientamento della materie STEM per l’approccio di osservazione diretta dei fenomeni naturali e degli strumenti che la natura mette a disposizione per affrontare e risolvere problemi della vita di tutti i giorni. Le attività di orientamento hanno la primaria finalità di facilitare la conoscenza di sé, del contesto educativo secondario e terziario, occupazionale ed economico di riferimento, di modo da per poter definire in piena autonomia, ma anche con il supporto della comunità educante, obiettivi personali e professionali aderenti al contesto. Le attività di sensibilizzazione della comunità educante completano l’azione progettuale, nel coinvolgere i docenti e i
        genitori nella conoscenza e l’utilità delle materie STEM fornendo loro strumenti e motivazione di supporto dei ragazzi.

        Speakers: Cristina d'Alessandro (E.I.T.D. S.r.l.), Dr Manuel Moscariello (Associazione Scienze Naturali Unite aps), Dr Stefano Mungiguerra (Fondazione Citta' Nuova ETS), Dr Tommaso D'Alterio (Fondazione Enrico Isaia e Maria Pepillo Onlus), Prof. Valentina Casola (Università degli studi Napoli Federico II)
    • Poster Sala Phictusa

      Sala Phictusa

      Hotel Continental Terme

    • 20:30
      Cena in hotel
    • 120
      Sessione di giochi Sala Phictusa

      Sala Phictusa

      Hotel Continental Terme

    • Sessione Talk martedì: Sessione di Talk mercoledì Sala Phictusa

      Sala Phictusa

      Hotel Continental Terme

      Talk selezionati tra tutti gli abstract ricevuti

      Conveners: Caterina Boccato (Istituto Nazionale di Astrofisica), Pierluigi Paolucci (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 121
        “Quanto. La rivoluzione in un salto”: esposizione interattiva sulla Meccanica Quantistica - versioni site specific e itinerante

        La mostra “Quanto. La rivoluzione in un salto” è stata curata e realizzata dall’INFN, prodotta collaborazione con il MUSE di Trento che l’ha ospitata dal 7 dicembre 2023 al 15 giugno 2024. Rappresenta la prima grande mostra in Italia sulla meccanica quantistica, realizzata in un museo delle scienze di importanza nazionale, e caratterizzata da un forte impatto immersivo e da una narrazione eloquente, che poggia sulla progettazione e la scrittura originale di uno storytelling unitario per video proiezioni, grafica, video descrizioni e installazioni multimediali interattive. La mostra, rivolta alle scuole secondarie (di I e II grado) e al pubblico generico, è stata accompagnata da visite guidate e attività laboratoriali e promossa e accompagnata da un programma collaterale di eventi in presenza e online per il pubblico e le scuole. Eventi connessi alla realizzazione della mostra hanno inoltre preceduto e seguito la mostra nel periodo 2021-24. La comunicazione e la valutazione della mostra hanno visto il coinvolgimento di docenti, studenti e guide mussali. Nel 2025 la mostra ha conosciuto una seconda vita, rimodulata in forma itinerante dal titolo "Il cosmo in un salto: atomi, quanti, tecnologie", sviluppata in tre stazioni (A-Q-T) adattabile a spazi diversi in forma e dimensioni.

        Speaker: Francesca Scianitti (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 122
        EduINAF: un ecosistema editoriale per la didattica e il public engagement in astrofisica

        EduINAF è la rivista online dell'INAF dedicata alla didattica e alla divulgazione in astrofisica e nelle scienze, rivolta a insegnanti, studenti, ricercatori e appassionati. Grazie a una redazione distribuita su tutto il territorio nazionale e numerose collaborazioni editoriali, EduINAF si è affermata come spazio di incontro tra comunità scientifica e mondo della scuola, capace di raccontare e favorire la sperimentazione di nuove modalità di fare didattica STEAM e public engagement.
        La rivista si distingue per un approccio multidisciplinare e multi-linguaggio — che include arte, poesia, fumetti, cinema e molto altro — e, al tempo stesso, per una crescente attenzione alla ricerca nazionale e internazionale nel settore, di cui segue congressi e nuovi sviluppi dando voce ai protagonisti, come un vero magazine specializzato.
        In questo contributo presentiamo EduINAF a partire dall'archivio di risorse didattiche OER (Open Educational Resources), nato durante la pandemia e oggi distribuito a livello internazionale grazie alla collaborazione con AstroEDU, la piattaforma peer-reviewed dell'International Astronomical Union. Presenteremo inoltre alcune rubriche chiave che raccontano in modo originale lo spazio di confine tra scienza, scuola e società, e alcune iniziative editoriali innovative sviluppate nella rivista: i Quaderni Digitali, raccolte tematiche di attività per insegnanti; la serie di dirette osservative Il Cielo in Salotto; e le campagne di comunicazione collaborative che nell'ultimo anno hanno coinvolto migliaia di membri della community.
        Infine, metteremo a fuoco il tema dell'innovazione tecnologica nella didattica — ambito chiave per la ricerca in INAF — attraverso la collaborazione strutturale tra EduINAF e VITE (Various Innovative Technological Experiences), la serie di congressi INAF che riunisce ricerca, scuola, università e aziende attorno all'uso delle tecnologie nella didattica e nel PE. Grazie a questo dialogo, EduINAF sperimenta e racconta contenuti e buone pratiche per insegnanti e ricercatori, di cui presenteremo l'esempio concreto di Space Walk, una webapp di Realtà Aumentata per l'esplorazione del Sistema Solare.

        Speaker: Livia Giacomini (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
      • 123
        ScienzaPerTutti: vent’anni di comunicazione della fisica tra web, scuola e nuovi media

        ScienzaPerTutti è lo spazio online dell’INFN dedicato alla comunicazione della fisica attraverso racconti, esperimenti, immagini e risorse interattive. Il cuore del progetto è un sito web che offre contenuti accessibili curati da ricercatrici e ricercatori, con l’idea di avvicinare il pubblico al mondo della ricerca e aiutare a capire meglio i temi scientifici.
        Il sito è organizzato in diverse sezioni. I “Percorsi divulgativi” guidano il lettore attraverso argomenti chiave, dalla fisica delle particelle alla cosmologia, con un taglio didattico e divulgativo. “Chiedi all’esperto” offre un canale diretto di interazione con un team di ricercatori che rispondono a domande e curiosità del pubblico. “Vita da genio” raccoglie biografie di scienziate e scienziati di epoche diverse, contribuendo a dare una dimensione storica e umana alla scienza.
        Un’attenzione particolare è rivolta alla scuola. La sezione “SxT per la scuola” mette a disposizione materiali pronti all’uso, come video e infografiche, pensati per l’attività in classe. A questo si affianca un concorso annuale per studenti della secondaria che li invita a produrre brevi video su temi scientifici legati alla vita quotidiana (es. “La fisica dello sport”, “La fisica in cucina”, “La fisica nel mondo animale”). Questa modalità ha dimostrato di favorire un coinvolgimento attivo e aiuta a collegare i contenuti studiati a contesti concreti.
        Negli ultimi anni SxT ha ampliato le proprie attività con una presenza sui social media, in particolare Instagram, dove i contenuti vengono proposti in forma più sintetica e visiva. Parallelamente, sono state realizzate mostre tematiche presentate in festival della scienza e materiali editoriali destinati alle scuole, come calendari didattici.
        Dopo oltre vent’anni di attività SxT rimane un punto di riferimento solido nella comunicazione scientifica, confermando il valore del web come strumento capace di integrarsi con altri media e di adattarsi nel tempo alle diverse modalità di fruizione.

        Speaker: Danilo Domenici (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - LNF)
      • 124
        La scienza per il pubblico: buone pratiche e casi studio di attività realizzate dall’Area territoriale di Ricerca di Roma 1 (ARRM1) del CNR

        Il contributo presenta alcuni casi studio di public engagement promossi dal Gruppo di Lavoro Divulgazione dell’Area territoriale di Ricerca di Roma 1 (ARRM1) del CNR, con particolare riferimento alle recenti edizioni della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori (edizioni 2024 e 2025) e agli ultimi open day dell’Area. L’obiettivo è mettere in evidenza buone pratiche replicabili nella progettazione di iniziative rivolte a scuole e pubblico, capaci di valorizzare la ricerca attraverso format diversificati e multidisciplinari.
        Saranno analizzate le attività realizzate quali presentazioni orali delle tematiche di ricerca, visite guidate, aperture di laboratori, dimostrazioni sperimentali, esperienze hands-on e momenti interattivi, progettati per favorire partecipazione, dialogo con ricercatrici e ricercatori e comprensione dei processi scientifici. L’analisi prenderà in considerazione sia le scelte comunicative e organizzative adottate, sia la risposta dei diversi target coinvolti.
        Il talk presenterà inoltre una lettura preliminare dei dati di partecipazione e dei questionari di valutazione raccolti in occasione degli eventi considerati, somministrati a docenti, studentesse e studenti e, ove previsto, a bambine e bambini della scuola primaria. I primi risultati restituiscono un elevato gradimento delle attività, una percezione positiva dell’approccio multidisciplinare e segnali di rafforzamento dell’interesse verso i temi scientifici, oltre a indicare un potenziale utilizzo, da parte dei docenti, di spunti e strumenti trasferibili nel contesto scolastico.
        Nel complesso, i casi analizzati suggeriscono che iniziative strutturate di public engagement, fondate sull’interazione diretta con i contesti della ricerca, possano rappresentare uno strumento efficace per consolidare il rapporto tra ricerca, scuola e società e per sostenere processi di apprendimento più attivi, inclusivi e significativi.

        Speaker: Alessandra Fino (CNR-IIA)
      • 125
        La rete CNR-CREO per le SCUOLE

        I 27 Istituti del CNR che compongono CREO (Campania REte Outreach) promuovono e realizzano attività di comunicazione della scienza attraverso approcci innovativi e multidisciplinari. La rete nasce da un percorso di collaborazione tra ricercatori e ricercatrici attivi negli eventi divulgativi in Campania a partire dal 2016; formalizzata nel maggio 2021 è stata rinnovata nel marzo 2026 con un accordo firmato dai direttori degli Istituti. L’obiettivo è diffondere e valorizzare la conoscenza, integrando competenze scientifiche e umanistiche degli Istituti aderenti, rappresentativi di tutti e sette i Dipartimenti dell’Ente. CREO rappresenta un’esperienza unica ed è riconosciuta tra le buone pratiche istituzionali. La rete partecipa ai principali eventi divulgativi regionali e nazionali, come FUTURO REMOTO, il Festival della Scienza di Genova e DMED, ma anche a contesti informali e ludici come COMICON e PARTENOPLAY, coniugando scienza e gioco.
        Particolare attenzione è rivolta al mondo della scuola: per le secondarie di II grado vengono attivati percorsi di Formazione Scuola-Lavoro multidisciplinari, in cui gli studenti sono coinvolti attivamente anche in laboratori hands-on. Inoltre, la rete ha sviluppato percorsi formativi per scuole primarie e secondarie di I grado, basati su formule interattive e coinvolgenti.
        Dal 2020 la rete partecipa alla Notte Europea dei Ricercatori (progetto MeetMeTonight). Dal 2021 è tra i promotori di un partenariato campano con Atenei e altri Enti di Ricerca presenti sul territorio per partecipare al programma ERN dando vita al progetto STREETS (Science Technology Research for Ethical Engagement Translated in Society), finanziato dalla Commissione europea per i bienni 2022-23 e 2024-25, contribuendo in modo significativo alle attività di Researchers@School con format innovativi che includono laboratori, visite, mostre interattive, cacce al tesoro, gaming ed Escape Room.

        Speaker: Rosarita Tatè (Consiglio Nazionale delle Ricerche ISTITUTO di GENETICA e BIOFISICA)
      • 126
        Comunicare la scienza: il public engagement dell’INGV tra blog e social
        Speaker: Domenico Di Mauro
      • 127
        Question Time
        Speakers: Caterina Boccato (Istituto Nazionale di Astrofisica), Pierluigi Paolucci (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
    • 10:45
      Caffè
    • Sessione Inviti mercoledi: Talk ad invito Sala Phictusa

      Sala Phictusa

      Hotel Continental Terme

      Conveners: Francesca Scianitti (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Luca Balletti (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
      • 128
        LA SOSTANZA DEI SOGNI TEATRO E SCIENZA

        Che cos’è il teatro? Una tecnica artistica, un linguaggio, un luogo? E ha ancora senso rivolgersi al teatro per parlare alle giovani generazioni nell’epoca digitale? Come possono le tecniche teatrali avvicinare il pubblico alla scienza?
        Filippo Tognazzo racconta il teatro come linguaggio espressivo e spazio di relazione tra esseri umani, capace di dare forma e sostanza anche a ciò che non si vede: domande, intuizioni, emozioni, visioni.

        Filippo Tognazzo, attore e autore, nel 2001 si laurea con lode in discipline del teatro al DAMS di Bologna. Inizia quindi un percorso di formazione attraverso stage e seminari approfondendo il lavoro sulla maschera, la Commedia dell’Arte e quello sulla narrazione. Nel 2003 vince la borsa europea Nexus e lavora a Parigi presso lo Studio Théâtre de Montreuil, poi Académie Internationale des Arts du Spectacles.
        Dal 2008 è direttore artistico di Zelda - compagnia teatrale professionale con la quale ha portato in scena più 2000 repliche in circuiti, rassegne e festival professionali.
        Nel 2012 è fra i vincitori del Premio Città Impresa 2012 come Fabbricatore di Idee e sviluppo promosso dal Corriere della Sera.
        Nel 2015 consegue il Master in Linguaggi e tecniche teatrali in educazione dell’Università degli Studi di Milano - Bicocca.
        Come formatore ha collaborato con aziende, enti di ricerca e associazioni no-profit e con importanti istituzioni quali MIUR e INAF.
        Il progetto Starlight, di cui fa parte l’omonimo spettacolo, è stato insignito della Medaglia d’oro dal Presidente della Repubblica.
        È Presidente di RES - REte dello Spettacolo dal Vivo.

        Speaker: Filippo Tognazzo
      • 129
        Oltre l’utile: l’IA come sfida epistemica e culturale per l’educazione

        L’intervento analizza la relazione fra Intelligenza Artificiale ed educazione secondo un approccio che va oltre una prospettiva meramente funzionale o strumentale. Più che chiedersi soltanto "a cosa serve" l’IA, diventa oggi necessario interrogarsi su come essa trasformi i modi di conoscere, apprendere, rappresentare il sapere e prendere decisioni in ambito scolastico ed educativo in genere. In questa prospettiva, l’IA non appare come un semplice supporto operativo, ma come una sfida epistemica e culturale che investe il ruolo della scuola e delle professionalità educative.
        A partire da una distinzione tra approcci simbolici, statistici predittivi e generativi, l’intervento metterà in evidenza come ciascun paradigma incorpori differenti modelli di conoscenza, differenti forme di mediazione cognitiva e differenti implicazioni pedagogiche. Sarà inoltre proposta una seconda chiave di lettura, fondata sulla distinzione tra tecnologie esplicitamente progettate per la didattica e tecnologie pervasive, nate per altri scopi ma ormai capaci di incidere profondamente sui processi di studio, accesso all’informazione e costruzione del giudizio.
        In questo quadro, l’educazione è chiamata non solo a integrare nuovi strumenti, ma a maturare una consapevolezza critica delle logiche epistemiche, culturali e operative che li rendono possibili e delle pratiche che essi orientano. In tale prospettiva, la questione educativa posta dall’IA riguarda sempre meno l’adozione di singole applicazioni e sempre più la capacità di progettare ecosistemi formativi efficaci, entro i quali il docente assuma il ruolo di interprete, mediatore e progettista consapevole di una relazione uomo-macchina eticamente governata e cognitivamente sostenibile.

        A cura di Manuel Gentile, CNR - Istituto di Tecnologie Didattiche (CNR - ITD)

        Speaker: Manuel Gentile (CNR)
      • 130
        Scienza (tutta?) da ascoltare

        Un microfono, delle cuffie, voci in dialogo e tante parole: è possibile raccontare la complessità, la bellezza, gli errori, le idee e le scoperte di scienziate e scienziati alla radio e in podcast? Senza la potenza delle immagini ma con la sola forza dell’oralità? A partire dall’esperienza di Radio3Scienza, quotidiano scientifico di Radio3 Rai in onda dal gennaio 2003 - e dal rapporto costruito nel corso degli anni con una comunità di ascoltatori - andiamo alla scoperta delle potenzialità del mondo audio come strumento di disseminazione delle conoscenze e di partecipazione attiva al rapporto tra comunità scientifica e società.


        Marco Motta lavora a Radio3 Rai, dove è curatore e conduttore di Radio3 Scienza. Ha collaborato con la Radio Svizzera Italiana, Radio Colonia - Westdeutscher Rundfunk, la Fondazione Armenise-Harvard, la rivista Le Scienze. Insegna nei Master in comunicazione scientifica dell’Università di Roma Tre e della Scuola superiore di studi avanzati di Trieste.

        Speaker: Dr Marco Motta (RAI)
      • 131
        Azioni e visioni dell'IAU Office of Astronomy for Education: un ufficio internazionale per il dialogo attraverso l'education

        Fondato nel marzo 2021, l’Office of Astronomy for Education Center Italy (I-OAE) è un ufficio internazionale della IAU, coordinato e finanziato da INAF. Al centro delle sue azioni c’è una visione educativa che mette la persona al primo posto, promuovendo pratiche didattiche innovative, percorsi di formazione per docenti e un apprendimento che nasce dalla curiosità e dall’esperienza.
        In questi anni I-OAE ha costruito una rete viva e dinamica che attraversa il Mediterraneo e oltre, coinvolgendo rappresentanti e comunità in Albania, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Italia, Marocco, Montenegro, Palestina, Portogallo, Slovenia, Siria, Spagna e Turchia. Questo dialogo internazionale non è solo uno scambio di competenze, ma un laboratorio condiviso di idee, culture e prospettive, capace di generare progetti comuni e attrarre nuove opportunità e finanziamenti a livello locale ed europeo.Tra le sue attività, I-OAE coordina l’edizione internazionale di astroEDU, la piattaforma della IAU che raccoglie e diffonde attività didattiche peer-reviewed, contribuendo a costruire una comunità globale di educatori che condividono risorse, metodologie e visioni.

        I-OAE è, prima di tutto, uno spazio aperto: una rete che cresce grazie al contributo di volontari, educatori e ricercatori che ne condividono i valori di collaborazione, inclusione e accesso equo alla conoscenza. Un luogo in cui l’astronomia diventa linguaggio comune per connettere persone, superare confini e immaginare insieme nuove possibilità per l’educazione.

        Speakers: Livia Giacomini (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Stefano Sandrelli (INAF - IAU OAE Center Italy)
    • 132
      Conclusioni Sala Pictusa

      Sala Pictusa

      Hotel Continental Terme

      Speakers: Caterina Boccato (Istituto Nazionale di Astrofisica), Domenico Di Mauro, Francesca Scianitti (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Livia Giacomini (Istituto Nazionale di Astrofisica), Luca Balletti (Consiglio Nazionale delle Ricerche), Maddalena De Lucia (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), Pierluigi Paolucci (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)
    • 13:15
      Pranzo
    • 133
      Gita Sociale

      Giro dell'isola in barca con partenza dal Ischia Porto e ritorno a Ischia Porto.
      Abbigliamento sportivo e crema solare.

      Speaker: Pierluigi Paolucci (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)