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Description
L’inclusione nelle discipline STEM rappresenta una sfida centrale per il sistema educativo, in particolare nella scuola primaria, dove la diversità dei bisogni educativi richiede approcci didattici efficaci e accessibili. In questo contesto, l’astronomia si configura come un potente strumento di innovazione didattica e public engagement, capace di integrare dimensioni cognitive, emotive e corporee.
Il contributo presenta un modello didattico esperienziale sviluppato presso l’Istituto Comprensivo di San Giacomo d’Acri, basato su attività integrate in aula, laboratori pratici (hands-on) e pratiche di apprendimento corporeo (embodied learning). In particolare, un laboratorio motorio ha trasformato gli alunni in “corpi celesti”, consentendo loro di simulare fenomeni astronomici attraverso movimento, interazione e cooperazione. Tale approccio ha favorito una comprensione intuitiva dei concetti scientifici e un elevato livello di coinvolgimento.
I risultati evidenziano un impatto significativo in termini di inclusione e partecipazione attiva. Una alunna con rilevanti difficoltà di apprendimento ha raggiunto risultati di eccellenza in una prova finale, classificandosi seconda rispetto a alunni di classi superiori. Parallelamente, un’alunna con mutismo selettivo ha mostrato un progressivo superamento delle barriere comunicative, arrivando a interagire verbalmente dopo pochi incontri.
L’esperienza dimostra come metodologie basate su esperienzialità, corporeità e apprendimento attivo possano ridurre le disuguaglianze educative e valorizzare le diverse modalità di apprendimento. Il modello proposto, fondato su evidenze operative, risulta replicabile e scalabile, con potenziale integrazione in programmi di collaborazione tra scuola ed enti di ricerca.
| Destinatari principali | Docenti |
|---|---|
| Parole Chiave | inclusione STEM astronomia esperienziale engagement |