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Le Scienze della Terra come laboratorio naturale interdisciplinare

12 May 2026, 15:15
15m
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Via Michele Mazzella, 70, 80077 Ischia NA
Talk Attività per la formazione dei docenti Sessione Talk martedì

Speaker

Prof. Alessandro Iannace (Dipartimento di Scienze della Terra, delle Risorse e dell'Ambiente (DiSTAR) Università Federico II)

Description

L’insegnamento delle Scienze della Terra è sempre più sottorappresentato nell’ambito dei curricula di Scienze nelle scuole superiori. In particolare, l’abolizione dei programmi ministeriali a favore delle “indicazioni”, combinata all’aumento dei laureati di area biologica nell’insegnamento delle Scienze Naturali, ha condotto ad una drammatica diminuzione delle ore dedicate alle Scienze della Terra. Questa situazione è aggravata dalla mancanza di una tradizione di studi ed esperienze sulla didattica delle SdT il cui insegnamento si adegua sostanzialmente a quanto offerto nei più comuni libri di testo.

Un paradosso è rappresentato dalle indicazioni ministeriali, che propongono una didattica fortemente interdisciplinare, legata al territorio e a grandi temi globali e con riferimenti alla storia della disciplina ed al metodo scientifico. Ma molti di questi aspetti raramente possono entrare nell’attività didattica svolta in classe a causa della formazione di base dei docenti, ereditata dalla forte specializzazione dei percorsi accademici.

Esperienze maturate nell’ultimo decennio in vari progetti di collaborazione con le scuole (PLS Geologia, Federico II per la Scuola) nonché attività di formazione e ricerca (formazione docenti, corsi per accesso alle classi di insegnamento, progetto di Dottorato di Ricerca in Didattica delle SdT) hanno portato a maturazione diverse prospettive di intervento che potrebbero portare le SdT non solo ad uscire dall’angolo nel quale sono state relegate ma proporsi come motori per una ricalibrazione dell’intero impianto di studio delle Scienze nelle scuole superiori.

Il concetto centrale è quello di proporre il territorio come un laboratorio naturale nel quale sperimentare e apprendere non solo in maniera laboratoriale i fondamenti delle scienze della Terra, e in particolare vedere le implicazioni con aspetti socio-economici di estrema attualità, ma anche mettere in pratica nozioni di chimica, fisica, biologia e matematica troppo spesso impartite in maniera astratta. Un approccio siffatto chiama ad una più stretta collaborazione con gli altri docenti di materie scientifiche, riducendo la reiterata lamentatio della “mancanza di tempo”, e ridefinendo in maniera più equilibrata il rapporto delle SdT rispetto alle classiche hard-science.

Un secondo aspetto denso di prospettive è quello di integrare aspetti storici di sviluppo della disciplina nella didattica laboratoriale: attuare dei “laboratori” nei quali gli studenti ripetono, con dati reali, scoperte fondamentali rende concreto lo sviluppo della stria della disciplina diventando al tempo stesso un momento concreto di apprendimento dei diversi approcci del metodo scientifico.

Lo sfondo concettuale proposto è quello del superamento della visione comprensiva dell’insegnamento delle singole discipline a favore della selezione dei nuclei fondanti che servano alla formazione di uno spirito critico sulle possibilità e i limiti della scienza, sulle connessioni con i grandi problemi sociali. Una prospettiva che renda alla Scienze della terra quel ruolo che Edgar Morin creda essa debba avere nel quadro dei “saperi necessari per la scuola del futuro”.

Author

Prof. Alessandro Iannace (Dipartimento di Scienze della Terra, delle Risorse e dell'Ambiente (DiSTAR) Università Federico II)

Co-authors

Prof. Ester Piegari (Dipartimento di Scienze della Terra, delle Risorse e dell'Ambiente (DiSTAR) Università Federico II) Dr Teresita Gravina (Dipartimento di Scienze della Terra, delle Risorse e dell'Ambiente (DiSTAR) Università Federico II)

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