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Description
Letteratura ed esperienza ci insegnano che il rischio non si governa semplicemente trasferendo informazioni: senza il coinvolgimento attivo delle comunità nei processi di comprensione, interpretazione e gestione dei rischi, le strategie educative rimangono astratte e producono effetti limitati sui comportamenti individuali e collettivi. Il presente contributo propone una riflessione sul lavoro che, nell’ambito di un progetto di educazione al rischio promosso dal Dipartimento di Protezione Civile della Regione Calabria, portiamo avanti con le scuole primarie e secondarie di primo grado dal 2021. Il progetto, intitolato “A scuola di Protezione Civile” e nato dall'esperienza maturata in più di venti anni di attività del Progetto EDURISK, ha coinvolto parecchie migliaia di alunni e molte centinaia di insegnanti calabresi. Grazie all’esperienza maturata ci siamo convinti del fatto che per essere efficaci non possiamo limitarci a comunicare i rischi, ma dobbiamo dialogare con insegnanti e ragazzi, per costruire insieme un immaginario e una conoscenza radicati e condivisi dei rischi così come dei modi per ridurli. Per questo abbiamo progettato e realizzato un percorso educativo basato su momenti di scambio ed attivazione continui (laboratori, interviste, giochi), nel quale le conoscenze dell’equipe scientifica si confrontano con quelle di docenti, ragazzi e famiglie, in un processo di reciproco arricchimento, finalizzato non solo ad educare al rischio le comunità coinvolte, ma anche a raccogliere memorie, esperienze ed idee. Questo ci ha permesso di allargare i nostri stessi saperi scientifici e pedagogici, rielaborando di anno in anno il percorso educativo sulla base dei contributi via via ottenuti.
| Destinatari principali | Ricercatori |
|---|---|
| Parole Chiave | Comunicazione circolare, Rischio, Formazione |