Speaker
Description
I planetari si stanno affermando come ambienti strategici per la didattica della scienza, al crocevia tra public engagement, apprendimento informale e collaborazione tra scuola e ricerca. La loro specificità risiede nella possibilità di offrire esperienze immersive e condivise, in cui i fenomeni astronomici vengono esplorati in modo dinamico, tridimensionale e interattivo, grazie alla mediazione del planetarista. L’integrazione tra visualizzazione, narrazione e dimensione sociale rende il planetario un contesto particolarmente efficace per collegare l’astrazione all’esperienza, favorendo processi di costruzione di significato difficili da attivare con i mezzi tradizionali. Inoltre, la crescente diffusione dei planetari—anche mobili—amplia le possibilità di intervento educativo su larga scala e in contesti diversificati. In questa prospettiva, i planetari non sono solo strumenti di divulgazione, ma possono essere considerati veri e propri laboratori di ricerca sui processi di apprendimento in contesti informali. In particolare, offrono un ambiente privilegiato per indagare la relazione tra comprensione concettuale e coinvolgimento emotivo. A titolo di esempio, verrà presentata un’attività di ricerca presso il Planetario Infini.to sulle concezioni degli studenti riguardo all’alternanza delle stagioni - un tema segnato da concezioni errate persistenti, spesso legate al senso comune e alle rappresentazioni dei libri di testo - utilizzato come caso per progettare studi pre/post basati su concept inventory e misure affettive, al fine di esplorare come l’esperienza immersiva influenzi sia l’apprendimento sia gli atteggiamenti verso la scienza.
| Destinatari principali | Scuola primaria |
|---|---|
| Parole Chiave | planetario, didattica informale, STEAM, concezioni |