Speaker
Description
I miti costituiscono un repertorio inestimabile per comprendere eventi che hanno segnato il nostro passato, sia recente che remoto. Questi racconti, sebbene fantasiosi, trasmettono un sapere profondamente radicato nella realtà: catastrofi naturali che hanno provocato carestie, eventi estremi – come il Diluvio universale – e, in alcuni casi, una vera e propria trasformazione di intere comunità umane. Attualmente, gli scienziati li utilizzano per ricostruire la storia geologica, interpretando con rigore tali narrazioni. Tuttavia, i miti rappresentano anche un patrimonio universale: essi ci parlano dell'antico rapporto tra l'uomo e il pianeta. Introdurli nelle scuole diventa così un metodo potente, non solo per esplorare il territorio, ma anche per riflettere sul nostro legame con la natura. Da oltre dieci anni, realizziamo questo con studenti delle scuole primarie e secondarie attraverso progetti che spaziano dal teatro scientifico ai percorsi ecomuseali, fino alla scrittura creativa per trasformare i miti in favole per bambini. Il territorio di riferimento? I Castelli Romani, modellati per centinaia di migliaia di anni dal vulcanismo dei Colli Albani – un vulcano oggi quiescente da quasi 40.000 anni, quasi dimenticato, ma che ha forgiato il paesaggio, ispirato divinità, sacralizzato sorgenti, animali, alberi e generato riti per preservarne la memoria. Questa presentazione sintetizza il nostro lavoro: come i miti possano diventare una chiave per interpretare il territorio e riscoprire un dialogo profondo con la Terra.
| Destinatari principali | Scuola primaria |
|---|---|
| Parole Chiave | narrativa scientifica, geomitologia, valorizzazione del territorio, vulcani, terremoti |