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Nel 1956 i professori del MIT J. Zacharias e F. Friedman riunirono un gruppo di docenti universitari per riformare lo studio della fisica creando il progetto Physical Science Study Committee (PSSC).La preoccupazione era che l’insegnamento non riuscisse a trasmettere il senso di curiosità per l’indagine scientifica riducendosi alla memorizzazione meccanica di equazioni.
Ai nostri giorni è necessaria una nuova ed attenta riflessione riguardo all’insegnamento della fisica, una riflessione che auspicabilmente parta, come nel passato, dagli Enti di Ricerca.
Per comprendere meglio è opportuno soffermarsi sulle principali criticità dell'attuale didattica:
- L’insegnamento è oggi affidato, per la maggior parte, a docenti che non hanno avuto, nel loro percorso di studi, esperienze didattiche laboratoriali. Resta pertanto più ‘comodo’ e in un certo modo ‘più facile’ trattare la disciplina come una costruzione sostanzialmente logica a partire da postulati generali.
- Il linguaggio matematico fa fatica a trasmettere la validità delle leggi che descrive e rischia di bloccare sul nascere il senso di curiosità per l’indagine scientifica degli studenti
- I libri di testo presentano i concetti in modo perfettamente compiuto senza insistere sul processo di dubbio proprio della vera conoscenza. Gli esercizi sono spesso una piana applicazione di formule matematiche in situazioni fuori contesto reale.
- I giovani sono immersi in un mondo tecnologico e digitale di cui sono fruitori passivi. La loro capacità di immaginazione e astrazione è fortemente ridotta dalla disponibilità illimitata di contenuti digitali e immersivi in cui vivono in modo acritico.
- La presenza sempre più pervasiva dell’intelligenza artificiale nella vita degli studenti rende di fatto obsoleto un approccio didattico fondato sulla trasmissione di formule e procedure standardizzate.
Secondo le autrici il metodo PSSC dovrebbe ritornare al centro del dibattito sulla didattica della fisica.
Il suo punto di forza fondamentale risiede nell’approccio epistemologico: la fisica non vi è presentata come un sistema di leggi già compiute da memorizzare e applicare, ma come il risultato di un processo di indagine, fatto di osservazione, dubbio e revisione concettuale.
Il laboratorio è il luogo epistemico per eccellenza,dove il fenomeno precede la formula e l’esperienza precede la teoria.
Il progetto originario aveva una virtù rara: la semplicità. Non la semplicità come banalizzazione, ma come scelta consapevole di ridurre all’essenziale, di partire da fenomeni osservabili e accessibili, di costruire il percorso concettuale passo dopo passo, senza salti logici e senza il peso di un formalismo matematico prematuro. Questa filosofia deve restare intatta in qualsiasi operazione di aggiornamento.
La tecnologia moderna offre strumenti tecnologici straordinari a costi contenuti che possono arricchire e aggiornare le esperienze laboratoriali del PSSC senza tuttavia tradirne la logica di fondo.
La proposta è quindi di riprogettare il materiale PSSC rimettendo al centro l’esperimento e il ragionamento, avvalendosi della tecnologia come strumento e non come fine, nella convinzione che la curiosità scientifica dello studente si accenda dalla semplicità ben costruita di una buona domanda.
| Destinatari principali | Scuola secondaria II grado |
|---|---|
| Parole Chiave | Laboratorio, fisica, PSSC, docenti, metodologie |