Un tuffo nel Mistero: Colloqui sulla rete

Europe/Rome
Vitaliano Chiarella (INFN LNF), Francesco Lacava (Univ. Sapienza e INFN Roma), Margherita Primavera (INFN Lecce), Marco Schioppa (Unical e INFN Cosenza)
Description

Programma

La fisica delle particelle, l’archeologia, le scienze dell’ambiente, l’astronomia: accomunate dal rigore scientifico e dal fascino della ricerca dell’ignoto. La Calabria, terra antica che ancora tanto ha da svelare, fa da sfondo a un viaggio ideale alle frontiere di queste discipline, raccontate da eminenti ricercatori calabresi.

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      Gli elusivi neutrini

      Dr.ssa Lucia Votano
      Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN

      Link al video dell'evento: https://www.youtube.com/watch?v=cwCXa3D7H1M&t=14s

      I neutrini occupano un posto di grande rilievo nel variegato mondo delle particelle subatomiche. Elusivi come dei fantasmi sono dei messaggeri che ci portano delle informazioni dagli angoli più remoti e nascosti dell’Universo. Confondono però i loro osservatori con un comportamento camaleontico trasformandosi (oscillando) da un tipo all’altro viaggiando nello spazio e nel tempo. Recenti evidenze sperimentali su questo fenomeno potrebbero aiutare a chiarire il grande mistero della scomparsa dell’antimateria avvenuta nei primi istanti di vita dell’Universo.


      Lucia Votano, fisica, è Dirigente di Ricerca emerita ai Laboratori di Frascati dell’INFN. Già Direttrice del Laboratorio del Gran Sasso, il più grande laboratorio sotterraneo del mondo dedicato alla fisica astro-particellare, si occupa di fisica dei neutrini e partecipa all’esperimento JUNO in corso di realizzazione nella Cina meridionale. Ha recentemente pubblicato La via della seta. La fisica da Enrico Fermi alla Cina, Di Renzo editore e in precedenza Il Fantasma dell’universo-Che cos’è il neutrino, Carocci editore.

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      La Calabria antica tra archeologia, tradizione e identità culturale.

      Prof. Fabrizio Mollo
      Professore presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina

      Link al video dell'evento: https://www.youtube.com/watch?v=fta_chb3Hz4&t=6s

      La Calabria, terra aspra, varia e multiforme, posta al centro del Mediterraneo, caratterizzata da diversità strutturali e culturali, è frequentata sin dalla Preistoria e della Protostoria. Dall’VIII sec. a.C. riconosciamo l’arrivo dei Greci e le loro relazioni con gli Indigeni, gli Enotri; in epoca ellenistica si osserva la discesa delle popolazioni italiche dei Lucani e dei Brettii ed infine la presenza dei Romani sino alla fase tardo-antica ed all’altomedioevo. Utilizzando le fonti letterarie e la documentazione archeologica, si ricostruiscono le vicende storiche del popolamento antropico della Brettìa-Bruzio, i principali contesti archeologici della regione. La cultura materiale e le produzioni testimoniano l’identità culturale della Calabria antica e la capacità produttiva di una regione che ha avuto in passato una marcata centralità nel Mediterraneo.


      Fabrizio Mollo è attualmente Professore Associato ed insegna Topografia Antica e Archeologia delle Province Romane presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina. Autore di circa 140 pubblicazioni scientifiche; svolge negli anni attività di ricerca in Calabria, Sicilia, Puglia, Basilicata, a Malta, Grecia, dove è componente dal 2014 della Missione Archeologica Italiana presso Skotoussa, in Tessaglia. Ha curato la realizzazione di diversi Musei in Calabria (Blanda-Tortora, Temesa-Serra Aiello, Cirella di Diamante, Il Museo dei Brettii e del Mare di Cetraro). Tra i suoi lavori Ai confini della Brettìa (2003), e la Guida Archeologica della Calabria Antica (2018). Ha appena dato alle stampe Uomini e merci tra Sicilia e Bruzio (2020).

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      La fisica e l’ambiente: un sodalizio per il rispetto della natura.

      Dr. Salvatore Procopio
      Dipartimento provinciale di Catanzaro dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria (Arpa Calabria)

      Link al video dell'evento: https://www.youtube.com/watch?v=9EgnJ1ddQ5Y&t=13s

      Il pianeta Terra è una risorsa insostituibile che dobbiamo preservare per noi e per le generazioni future. È sotto gli occhi di tutti il continuo sfruttamento delle risorse primaria di questo nostro pianeta e la loro trasformazione in manufatti con la conseguente produzione di rifiuti che, come è avvenuto in passato e purtroppo continua a presentarsi anche ai giorni d’oggi, non abbiamo saputo smaltire o trasformare. I rifiuti contengono componenti del nostro ecosistema. È la loro concentrazione che li rende pericolosi. Partendo dalla geologia della Calabria, ovvero una gustosa fetta di granito in un panino di rocce carbonatiche nel mare chiuso del Mediterraneo, risaliremo alla radioattività naturale impropria della Calabria e di qui alla stima del rischio espositivo della popolazione. Oltre alla natura geologica del territorio l’Uomo gioca un ruolo rilevante nello scenario degli inquinanti radioattivi e per individuarne la presenza è necessario sviluppare degli algoritmi matematici, modelli, a partire da misure di certi elementi radioattivi, come il Radon. A titolo di esempio la scoperta di materiale radioattivo interrato nel calabrese.


      Salvatore Procopio, è dal 2008 un fisico del Dipartimento di Catanzaro dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (ARPACal). Dopo la laurea in Fisica si è perfezionato seguendo corsi di specializzazione in Fisica Sanitaria per il monitoraggio dell’ambiente e dal 2010 è esperto qualificato di primo grado. È il responsabile del laboratorio di radiazioni ionizzanti dell’ARPACal e svolge ricerche sulla presenza di radon di origine naturale e da scarti industriali in Calabria. Ha recentemente pubblicato il libro Un treno di parole, racconti di uomini e donne del nostro tempo, Rubettino editore, e in precedenza Il mio rifiuto, Città del Sole editore.

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      Perdersi tra le stelle nella Calabria Citeriore

      Dr. Antonino Brosio
      Direttore del Parco Astronomico Lilio di Savelli, Crotone

      Link al video dell'evento: https://www.youtube.com/watch?v=Sp_-fgI_izQ&t=4s

      Il Parco Astronomico Lilio è una struttura che sorge a 1170 metri di quota ai confini della Sila Crotonese, nel comune di Savelli. Il Parco ultimato nei primi mesi del 2016 è una struttura unica nel suo genere per il luogo, le caratteristiche e la varietà della strumentazione disponibile. La storia del Parco Astronomico inizia nei primi del 2000 quando il Prof. Filippo Frontera, docente di fisica presso l’Università di Ferrara e illustre scienziato di origini Savellesi, si impegnò affinché a Savelli venisse realizzato un osservatorio astronomico. Grazie all’impegno delle Amministrazioni Locali e Provinciali, questa idea si concretizzo nel 2009 quando fu posta la prima pietra e iniziarono ufficialmente i lavori di costruzione di un piccolo parco delle stelle che avrebbe ospitato un planetario e un osservatorio professionale. Il Parco Astronomico Lilio è stato completato nel 2016 ed è entrato in funzione in agosto dello stesso anno. Il Parco Astronomico di Savelli, intitolato in memoria del Medico e Astronomo di Cirò (KR) “Luigi Lilio” vissuto nel 1500, è dotato di moderne attrezzature e consente di realizzare ricerche scientifiche, attività didattiche e laboratoriali per docenti, per privati e studenti provenienti da scuole di ogni ordine e grado e divulgazione astronomica di alto livello. Il Parco è composto da più zone funzionali ed è corredato da un osservatorio astronomico con telescopio RC da 500 mm, planetario meccanico e digitale con 60 posti a sedere, un laboratorio per le scuole dove si realizzano modelli in scala e si simulano alcuni fenomeni astronomici, un radiotelescopio con antenna da 3,5 metri e 3 piazzuole osservative dotate di prese per l’energia elettrica e comode sedute a forma di Stella, Luna e Sole. Il Parco Lilio riceve visitatori provenienti da ogni dove e scolaresche da tutto il Meridione italiano. E’ un centro di eccellenza e di vanto calabrese per la divulgazione delle scienze astronomiche e per la ricerca scientifica, infatti il telescopio è inserito in campagne di ricerca tra cui il progetto GRAWITA dell’INAF per la ricerca di controparti ottiche di onde gravitazionali, la ricerca e l’osservazione di asteroidi NEA, essendo un centro Minor Planet Center avente codice K96, e lavoriamo inoltre all’osservazione di transiti di Esopianeti per la ricerca di pianeti che orbitano intendo ad altre stelle.


      Antonino Brosio, ingegnere di professione e divulgatore scientifico professionale, si occupa da 15 anni come astronomo amatoriale di ricerca astronomica nei campi degli asteroidi, delle comete e dei pianeti extrasolari. Ha partecipato a diverse campagne di ricerca in ambito astronomico con enti quali NASA ed ESA e con l’Unione Astrofili Italiani. È uno dei maggiori ricercatori di asteroidi in Italia e ha all’attivo oltre 1000 MPECs (pubblicazioni di conferma sugli asteroidi) rilasciate dal Minor Planet Center. È stato scopritore di 2 Supernove e ha collaborato attivamente a importanti ricerche e scoperte scientifiche insieme al Prof. Antonio Scarmato sulla natura delle Comete e sulla misurazione dei nuclei cometari. Ha un’azienda che si occupa della realizzazione di missioni scientifiche nella Stratosfera mediante il lancio di palloni sonda e ha fornito i servizi di lancio per importanti enti come l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Roma nel 2018 e nel 2019 dove sono stati inviati le unità ArduSiPm del Prof. Valerio Bocci, per la misura dei raggi cosmici e per lo studio dell’interazione tra i microorganismi e le condizioni di invivibilità che si trovano nella Stratosfera. Dal 2015 è direttore del Parco Astronomico Lilio di Savelli e divulgatore scientifico presso lo stesso nonché responsabile della ricerca scientifica e del funzionamento del telescopio da 52 cm installato.